Quando la depressione incalza, il telefono trasmette solo stronzate, la posta elettronica rigurgita di venditori di Viagra, e cane se ce ne fosse uno che si chiede se avresti quantomeno bisogno di trovare un uomo decente prima di dedicarti alla cura della sua libido, è giunto il momento della consolazione, ovvero di un viaggio in un mondo perfetto dove secolari dinamiche di coppia si svolgono, si sciolgono e miracolosamente acquistano persino un senso, facendoci sentire che forse è ancora rintracciabile un motivo per cui stare in trincea, nonostante tutto.
Santa Jane Austen, patrona delle donne, se mai ne fosse proclamata una, ci aspetta fra le pagine sempre invitanti di Orgoglio e Pregiudizio per offrirci la sua infinita saggezza: ovvero per spiegarci ancora una volta perché, se hai la disgrazia di inciampare nel solito stronzo superegotico con tendenza al delirio di onnipotenza, che gli fa ritenere di poterti trattare esattamente come un vago incidente nel percorso della sua luminosa vita, puoi prenderlo, smontarlo, pestarlo perbenino sotto i piedi ed essere certa che a quel punto, dopo il trattamento centrifuga ormai universalmente noto come Metodo Austen, egli non vorrà altra donna che te.
Leggere per la millesima volta Orgoglio e Pregiudizio significa farsi un massaggio all’autostima, assumere dosi massicce di fiducia in se stesse e, soprattutto, sentirsi in possesso della miglior frusta da domatori da sempre in commercio, ovvero quella della intelligente ironia. E’ una voglia di sognare che coincide con un bisogno: quello di assistere ancora una volta al rovesciamento delle parti, ovvero al trionfo di Elizabeth sullo strafighissimo ed insopportabile Darcy.
Perché chi di noi, povere fanciulline in balìa delle correnti del Fato – che prima o poi dovrà renderci conto della sua incredibile misoginia, assolutamente politically uncorrect – non si è mai imbattuta in un Darcy, ovvero in un bastardo di primissima categoria extralusso, senza desiderare, con istinto suicida del tutto ingiustificato, di fare di lui un essere umano capace di sentimenti, oltre che della spocchia di cui la natura l’ha dotato in abbondanza?! E questo ci insegna a fare Sorella Austen, donna che oggi sarebbe candidata al posto di Ségolène e ridurrebbe Sarkozy un agnellino belante ai suoi piedi.
Come non identificarsi in Elizabeth Bennet, etichettata come insignificante creatura, per niente up to date, mentre se ne sta tranquilla ad una festa per i fatti suoi, dal bello della compagnia che si sente forte del suo nome, della sua posizione sociale e del suo denaro, oltre che della sua bellezza? Bisognerebbe strangolarlo subito, e invece no, Lizzy la sa più lunga: lo ignora, lo sbertuccia, lo prende in giro, se ne frega altamente della sua spocchia snob, lo mette alla corda con la sua intelligenza brillante e, soprattutto, lo vede per quello che è, ovvero un fighetto di nessuna sostanza di cui non le importa nulla. E quindi, per il famoso teorema matematico della Provocazione Statistica, noto confidenzialmente negli ambienti scientifici come “Chissenefrega se non ti piaccio, figurati tu a me” – l’aggiunta finale “stronzo” è riservata solo ai premi Nobel – la nostra eroina ottiene l’effetto opposto e non voluto: perché come da media statistica, accertata dal teorema di cui sopra, il fighetto si innamora furiosamente di lei, seppure a modo suo. E naturalmente trova il modo più insultante, cafone e tamarro per comunicarglielo: cara signorina Bennet, ancorchè conscio della vostra infinità inferiorità sociale, patrimoniale e financo estetica, io vi faccio l’incommensurabile dono del mio amore per il quale, non ho dubbi, sarete disposta a dimostrarmi gratitudine eterna nella gabbia della mia lussuosa dimora ove intendo rinchiudervi al più presto.
E Lizzy cosa fa?! Invece di sdilinquirsi come una velina qualunque di fronte al solito calciatore analfabeta, invece di prenotarsi dal chirurgo plastico per rimediare un aspetto decente, invece di iscriversi ad un corso di bon ton tenuto da Marta Marzotto, senza trascurare di accendere un cero pasquale di fronte alla Madonna del Buonconsiglio, Lizzy non solo lo rifiuta, ma lo rovescia come un calzino, mostrandogli con nessuna gentilezza ed una potente incazzatura l’effetto che tale proposta le suscita: piuttosto che finire con te, cafone arrogante, vado all’Isola dei Famosi con Albano.
Grande Lizzy! Così si fa, e già la lettura ci induce effetti narcotizzanti, tanto da non farci accorgere che, da qui in poi, Sorella Austen si deve essere aiutata con un bel cicchetto per continuare a scrivere e sconfinare nel Sogno. Perché Darcy, ferito nell’orgoglio ma non domo, compie un percorso di vita e di riflessione che lo porta ad essere finalmente un uomo degno di questo nome: profondo, sensibile, attento alle altrui esigenze, capace di profondo rispetto per le opinioni ed i sentimenti degli altri e, soprattutto, pronto a crescere e diventare una persona migliore per conquistare l’amore di Lizzy.
Sorella Austen, forse nel tuo secolo le cose andavano così, ma oggi Darcy andrebbe al Grande Fratello e si sposerebbe in diretta TV con la Marchesa del Fancazzismo in una commovente cerimonia pop-rock-trash celebrata da Maurizio Costanzo e raccontata ai telespettatori da Maria De Filippi. Così va il mondo, nel Terzo Millennio, l’Orgoglio è solo esibizionismo ed il Pregiudizio…bè, per quello c’è il Processo di Biscardi.
La versione maschile
Non mi stanco mai di rileggere Porci con le ali: un cult generazionale…
Pole la donna essere uguale all’omo?!
Chi.Bo.

Hai ragione Chiara: Dobbiamo commentare il riferimento che ci hai dato.
Il problema e che ognuni vede attrraverso il proprio “prisma” e quindi espone la propria verità.
Per cultura ormai consolidata io mi espongo “per” qualcosa: un’idea, un progetto, un servizio ecc.
Rilevo che a tanti anni di distanza da noi continua la logica dell'”anti”: antifascista, antiamericano, anti…..,
Il mio Docente di Costituzionale (grande persona), affermava a ragione che con l’ ANTI non si è mai costruito nulla, se non una cultura negativa: che è quella oggi imperante in Italia. La quale, portata all’esasperazione dai soliti cattivi maestri (è dura a morire la scuola ANTISISTEMA!), partorisce i casi di Genova, ovvero di Catania.
Non avendo sposato Berlusconi penso che queste cose io le posso legittimamente dire. Altri mi sembrano non solo sposati, ma passionalmente innamorati di altri verso i quali io non nutro alcuna simpatia (mentre nutro totale simpatia per Lorenzo Conti).
Non avendo alcun “timore riverenziale”, né complesso di inferiorità verso alcuna cultura, esprimo CHIARO E FORTE il mio pensiero. Sperando che prevalga su altri che vedo perniciosi per il futuro del Paese.
Le telenovelas: siano di Silvio e Veronica; siano di Carlo e Diana, mi danno solo fastidio. E distinguo Silvio politico, da Silvio Marito, allo stesso modo di Malabrocca, che con la mia domanda non volevo certo offendere.
Preferisco una buona lettura di Jane Austen, così come ce l’hai proposta, anche se io “masculo sogno” e mi porto tutti i difetti che tu ci attribuisci. Ma non pensare che l’altra metà del cielo ne sia immune.
Ciao.
Hai ragione Chiara: Dobbiamo commentare il riferimento che ci hai dato.
Il problema e che ognuni vede attrraverso il proprio “prisma” e quindi espone la propria verità.
Per cultura ormai consolidata io mi espongo “per” qualcosa: un’idea, un progetto, un servizio ecc.
Rilevo che a tanti anni di distanza da non continua la logica dell'”anti”: antifascista, antiamericano, anti…..,
Il mio Docente di Costituzionale (grande persona), affermava a ragione che con l’ ANTI non si è mai costruito nulla, se non una cultura negativa: che è quella oggi imperante in Italia. La quale, portata all’esasperazione dai soliti cattivi maestri (è dura a morire la scuola ANTISISTEMA!), partorisce i casi di Genova, ovvero di Catania.
Non avendo sposato Berlusconi penso che queste cose io le posso legittimamente dire. Altri mi sembrano non solo sposati, ma passionalmente innamorati di altri verso i quali io non nutro alcuna simpatia (mentre nutro totale simpatia per Lorenzo Conti).
Non avendo alcun “timore riverenziale”, né complesso di inferiorità verso alcuna cultura, esprimo CHIARO E FORTE il mio pensiero. Sperando che prevalga su altri che vedo perniciosi per il futuro del Paese.
Le telenovelas: siano di Silvio e Veronica; siano di Carlo e Diana, mi danno solo fastidio. E distinguo Silvio politico, da Silvio Marito, allo stesso modo di Malabrocca, che con la mia domanda non volevo certo offendere.
Preferisco una buona lettura di Jane Austen, così come ce l’hai proposta, anche se io “masculo sogno” e mi porto tutti i difetti che tu ci attribuisci. Ma non pensare che l’altra metà del cielo ne sia immune.
Ciao.
Ma Jane Austen?!
Ho una moglie con la quale divido tutto nella vita da oltre 40 anni.
Quello che tu scambi per morbosità è insofferenza, insofferenza verso una persona invadente che vuole essere tutto nella vita,non solo sua ma degli italiani tutti, questa persona vuole essere il prototipo dell’operaio, del commerciante, dell’industriale, del politico, del medico, del comico e di tutte le altre categorie esistenti e future, compreso il piacione, il donnaiolo, il prete , il padre e la madre e chi più ne ha ne metta.
Questo tipo di personaggio è e rappresenta tutto ciò che io detesto nel genere umano, un asino con le ali.che è stato capace,grazie ad intrallazzi e sollazzi , di mettere assieme una fortuna ed in base a questa sentirsi al di sopra delle parti, che siano giudici, leggi, regolamenti od anche solo cose di buon senso.
Io ho una compagna dunque, ho pure tanti compagni che ancora credono nel socialismo e non mi sentirai mai dichiarare di essermi innamorato di un uomo politico, come è capitato a te.
Ciao Mercanzin, sempre, nonostante tutto, con simpatia.
Ps. Ti prego, ora non scambiare l’ironia con il livore, non sta nelle mie cose.
Gianpaolo,
scusami , perchè chiedi ciò?
Abbiamo anche porto gli auguri a “malabrocca”, per il suo anniversario.
Ti sei perso qualche passaggio.
A proposito, sabato vieni a Rona?
Non c’entra niente, lo so.
con affetto,
franchini
Non voglio entrare nella privacy, ma la curiosità non è solo femmina.
Malabricca ha una sposa; una compagna una o più amiche?
Lo vedo così morboso!
Un pò la storia d Silvio e Veronica, solo che lei prima di sbeffeggiarlo e snobbarlo , l’ha sposato, che è ancora peggio.