La grande occasione dei laici, liberali e socialisti era realmente a portata di mano come ci eravamo affannati a scrivere già prima che iniziasse la campagna elettorale.
SE SI FOSSERO MESSI TUTTI ASSIEME, da un lato quelli che ritenevano giusto schierarsi con il centro-sinistra, dall’altro quelli che optavano per l’alleanza con la Casa delle Libertà, ora avrebbero ritrovato il loro ruolo centrale.
Avrebbero conquistato seggi direttamente, cioè legittimati dai voti raccolti, i liberali, repubblicani, radicali dissenzienti, ecc, così come sull’altro fronte hanno fatto i socialisti e i radicali della Rosa nel Pugno.
E gli uni e gli altri ora sarebbero la garanzia contro i rischi del precipitare di una situazione difficile e tesa. Si tratta di un compito che la Rosa ne Pugno non può svolgere da sola, inserita com’e’ in una alleanza eterogenea e contraddittoria, nella quale tutti saranno portati a far valere la loro essenzialità, dato lo scarso margine fra i due schieramenti.
Berlusconi, protagonista di una rimonta che va tutta a suo esclusivo merito, ha la responsabilità di non aver coltivato i piccoli partiti, come invece ha fatto Prodi.
I venticinquemila voti di vantaggio, ripagano il Professore della cura maniacale che ha avuto nel rincorrere tutti: dal risorto PSDI a Bobo Craxi, dalla Sbarbati che coltiva la sigla dei repubblicani europei, ai pensionati.
Berlusconi ha inserito in Forza Italia La Malfa, Della Vedova, Stefania Craxi. Avrebbe dovuto costringerli a scendere in campo coi loro simboli, preferibilmente tutti assieme. Forza Italia avrebbe preso qualche voto in meno, la sua coalizione avrebbe vinto.
Ricordiamo come sono andate le cose non per il gusto sciocco di vedere dimostrate le tesi che avevamo esposto con largo anticipo.
Al contrario: lo facciamo per richiamare all’impegno politico. Non c’e’ mai l’ultima occasione, persa la quale e’ impossibile ricominciare.
La situazione che si e’ determinata e che probabilmente innescherà mutamenti negli attuali equilibri politici, offre nuove opportunità e spazi ad un soggetto laico, liberale e socialista.
L’assemblea nazionale per il Polo laico che terremo a giugno, ora, e’ diventata importante, addirittura oltre le nostre previsioni.
PERSA UN’OCCASIONE, COGLIAMO LA PROSSIMA!
La situazione che si e’ determinata e che probabilmente innescherà mutamenti negli attuali equilibri politici, offre nuove opportunità e spazi ad un soggetto laico, liberale e socialista.

Sulle aggragazioni terzopoliste và aperto subito un tavolo di discussione…come già ne esiste uno sul Partito Democratico (http://www.libertaeguale.com – per Venezia: libertaeguale.venezia@virgilio.it).
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Ricordo a tutti che ad oggi siamo ancora nel proporzionale e i partiti sono liberi di svincolarsi e di riaggregarsi !
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Per formare una terza coalizione, perchè di questo si tratta, bisognano giovani uomini, idee e soprattutto un continuo rinunciare per la causa comune.
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Flatus Vocis?
LA COLPA E’ SOLO NOSTRA!
Il famoso motto “aiutati che il ciel t’aiuta” non ha avuto molto successo in questa Ita lai assistita.
Quando qualcosa non quadra è sempre colpa di:… qualcuno che non ci ha capito, che non ci ha dato abbastanza, che è troppo egoista ecc…. Siamo in definitiva dei sordi che non vogliono sentire.
La realtà è che gli altri, o per ideale o per interesse, le loro istanze le portano alle estreme conseguenze ed ottengono risultati.
Noi invece, che abbiamo il complesso di inferiorità, aspettiamo sempre che qualcuno ci aiuti, disposti il più delle volte ad andare in soccorso del vincitore, sperando in qualche riconoscimento.
Con questo metodo continueremo tutti, e per tutti intendo la galassia laica, ad essere solo delle mosche cocchiere.
La faccio breve perche non è GIUGNO 2006 e non c’è ancora il confronto che aspettiamo: Pannella e Boselli non possono bastare, perché uno e vecchio e poco ascoltato, l’altro è solo interessato alla propria sopravvivenza.
Certo la Rosa nel Pugno è un barlume di Liberal-socialismo, ma solo un barlume (per fortuna).
L’area vastra che potrebbe essere disponibile e molto più “vasta” e più complessa. Ed anche più autonomista: il che non è poco!
Saremo in grado di rinunciare ognuno qualcosa per ricostruirla. Pensiamo a Winston Churchill: LACRIME E SANGUE! Solo così ci riusciremo. E’ dura, ma è il solo modo perché diventi DURATURA.
Paolo Mercanzin
condivido a pieno l’analisi sulla CdL anche se, a mio avviso non è stata la volontà di far gudagnare voti in + a Forza Italia quanto il fatto di non aver una lista forte dichiaratamente laica poichè avrebbe tolto il sotegno del voto cattolico che Berlusconi presunme di avere con se.
Colgo l’occasioen per fare a Lei ed allo staff di Pensalibero i miei + sinceri auguri di Buona pasqua e Buon lavoro
Emanuele Tarditi
autore di Italia Laica
http://www.italialaica.splinder.com
crto un dato con la vittoria del centrosinistra l’
Italia comincia a vedere l’ uscita dal tunnel…
saluti
danilo bruno – verdi savona
penso che si debba fare di più e sognare di meno. In Italia le cose da fare sono tante, a cominciare dalla cultura. L’arte occupa una parte importante nella vita di ogni essere umano, perciò chi è preposto a compiti istituzionali se ne dovrebbe interessare non solo come strumento di propaganda, ma con grande impegno e dedizione. Il passato ha lasciato tracce profonde, di grande insegnamento. Non riesco a vedere segnali in questa direzione, anzi il governo che ci ha preceduto ha fatto di tutto per tagliare i finanziamenti ai Beni culturali. La figura che abbiamo fatto, a livello internazionale, sull’uscità dei grandi uffizi non è un esempio di civiltà. Non bisogna dimenticare che il passato è sì importante, ma in quanto è stato vissuto come presente…
Bisogna dialogare, ma con l’intento di costruire, la parola deve aiutare a far comprendere e a far capire. Se vogliamo una vita nuova bisogna cominciare ad avvicinare l’altro e a costruire insieme il plinto sul quale erigere la colonna…
Tenendo sempre ben presente che tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti.
LA DEMOCRAZIA NON E’ STARE CON CHI PAGA DI PIU’, PERCHE’ CON QUESTO CRITERIO ABBIAMO APERTO ALLA DITTATURA FASCISTA! TROPPI HANNO DIMENTICATO IL LISTONE DEL 1924 E IL PRIMO GOVERNO MUSSOLINI!
LA QUESTIONE DI FONDO E’ DI RICOMPORRE UNA AREA POLITICA CON PERSONE E IDEE CHIARE! SE CIASCUNO VA IN FUNZIONE DEI PROPRI AFFARI NON SI CONCLUDERA’ MAI NULLA!
L’OPPORTUNISMO PAGA A BREVE E SI SGONFIA SUBITO!
Occorre decidere una volta x sempre cosa fare, con chi stare e con quali contenuti.
L’unita’ socialista la si vuole davvero?Quali contenuti, che possano conquistare anche elettorato giovane ,proponiamo?Lasciando in parte i vecchi simboli e i vecchi nomi dei partiti ,necessita un nuovo Soggetto un nuovo Progetto casomai concentrandosi su poche ma precise tematiche,ma ben evidenti(es. Italia Valori cavalca il tema della legalita’ a sinistra, la Lega il tema forte e attuale dell’immigrazione ,ecc..)
Ragazzi sforziamoci per un nuovo progetto altrimenti siamo costretti a divenire mosche SEMPRE piu’ bianche da 0,000….
SAluti.
A Berlusconi rivolgete critiche di tipo tattico, e non dite mai nulla della sua strategia. In me alimentate il sospetto che la condividiate. A me pare, invece, che Berlusconi persegua un capitalismo selvaggio. Vi sembrerò un estremista, ma io da buon riformista che non ha mai smesso di sostenere i socialisti – per quanto mi trovi spesso imbarazzato accanto ai massimalismi di certa sinistra (di cui i DS non sanno liberarsi) – non potrei mai rinunciare al solidarismo, che non riscontro nei berlusconiani. Si può essere alleati di Berlusconi per una volta per esigenze di sopravvivenza (cosa che io non ho mai fatto, pur dichiarandomi disposto a perdonarla a qualcuno); ma non si può esserlo per anni e anni. Voi proponete di stare da soli, ma a me pare che non ci siano speranze fuori dal bipolarismo. I socialisti hanno provato in alcune occasioni a presentarsi da soli (es. Amministrative di Milano) ma l’esito ò stato avvilente. Faremmo bene tutti a ringraziare Boselli che da oltre dieci anni tiene aperta la casa storica del socialismo.
Scrivetemi sempre, vi leggo volentieri. Ma mi sembrate spiazzati, e faticate a riconoscerlo.
Giancarlo Brizzante