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PER LA SINISTRA SENZA PATRIA E’ IL MOMENTO DELL’IMPEGNO PER SCONFIGGERE LA SINISTRA “RICICLONA”

In una lettera al direttore, Silla Cellino denuncia lo stato della sinistra italiana nella quale “si parlano tanti linguaggi diversi e la proposta politica è pari a zero” e “la prospettiva più luminosa resta quella di un governo di transizione con i transfughi dell’altra parte”. Per Cariglia “il problema italiano non è ciò che rappresenta la destra. Il problema è ciò che non rappresenta la sinistra”. Che in 65 anni di storia repubblicana ha riciclato tutto e tutti nell’illusione di conquistare la maggioranza e costringendo all’esilio politico la sinistra dei contenuti e dei principi.

di Silla Cellino | 10 Agosto 2010

In una lettera al direttore, Silla Cellino denuncia lo stato della sinistra italiana nella quale “si parlano tanti linguaggi diversi e la proposta politica è pari a zero” e “la prospettiva più luminosa resta quella di un governo di transizione con i transfughi dell’altra parte”. Per Cariglia “il problema italiano non è ciò che rappresenta la destra. Il problema è ciò che non rappresenta la sinistra”. Che in 65 anni di storia repubblicana ha riciclato tutto e tutti nell’illusione di conquistare la maggioranza e costringendo all’esilio politico la sinistra dei contenuti e dei principi.

LETTERA AL DIRETTORE SULLA CRISI DEL SISTEMA E SULLE PROSPETTIVE DELL’AREA LAICA LIBERALE E SOCIALISTA

Caro Nicola,

ci sono diversi elementi preoccupanti nell’attuale crisi, che non è la crisi né di un partito né di uno schieramento, ma la crisi dell’intero sistema che ci governa o sgoverna [a seconda dei gusti], di quel sistema che qualcuno ha voluto chiamare seconda repubblica, ma che in realtà non è che l’epilogo della prima.

Nella crisi della destra preoccupa il fatto che la vera destra non è affatto in crisi, anzi se ne alimenta. Bossi ed i suoi seguaci non solo tengono Berlusconi per tutt’e due le mani, ma hanno inguaiato anche la sinistra, che prima ne ha visto inopinatamente una propria costola, poi assiste impotente al transito di un nutrito gruppo di elettori, dopo che ne sono state mutuate anche le basi organizzative e le forme di radicamento sul territorio. Si tratta di una destra pericolosa: parte da una base settaria, fanatica, xenofoba e su questa costruisce un largo consenso di massa, che però si trasforma in un puntello per raggiungere e gestire margini di potere sempre crescenti, a questo punto a diversi livelli e non solo strettamente politici.

A sinistra il peccato di origine è stato quello di poter credere che una volta dissolta l’ombra di Mosca, il dialogo tra la sinistra cristiana ed i comunisti [cosa comunque diversa dal cattocomunismo], anziché un galateo di comportamenti potesse essere un partito, per di più inserito nell’area di sinistra, in uno schieramento ripulito a forza dagli scomodi sostenitori dell’area laica, liberale, socialista, riformatrice, indipendentemente dagli errori da questi compiuti. Il risultato è, come più volte è stato sottolineato, che si parlano tanti linguaggi diversi, la proposta politica è pari a zero, le file dei sostenitori vengono scompaginate se un elemento esterno come Vendola lancia segnali nebulosi, però velleitari, la prospettiva più luminosa resta quella di un governo di transizione con i transfughi dell’altra parte. A questo punto si rimpiangono pure Prodi e Bertinotti. Di Liberto magari no.

Se poi il centro che avanza è quello che tu ci descrivi – ed anch’io ne sono convinto – ogni ipotesi di terza forza su cui poco tempo fa qualcuno avrebbe scommesso perde di ogni significato. Noi restiamo arroccati sulla necessità di recuperare i valori della nostra area, indipendentemente dalla scelta dell’interlocutore da privilegiare, nel campo della terza forza o della sinistra. Però, purtroppo, non siamo nati ieri, quindi sappiamo benissimo che un movimento, anche se si basa su analisi e sentimenti che si potrebbero supporre mobilitanti, non trova strade o raggiunge consensi se dietro di esso non marciano e lo sorreggono altre forze, protagoniste dell’economia, della cultura e della società, che abbiano interesse a far prevalere le nostre stesse ragioni. E questa non è un’amara abdicazione dalla politica, ma un incitamento a noi stessi a fare di più.

Silla Cellino

IL NOSTRO IDEALISMO E LA NOSTRA COERENZA PER RIFONDARE LA SINISTRA

Caro Silla,
ne abbiamo viste ed anche combinate tante. La voglia non c’è passata: e vada al diavolo chi leva in alto il ditino ammonitore per dire “rieccoli”!
Riecco chi? Ma che diamine, quei rompiscatole dell’area laica, liberale, socialista, riformatrice, come bene tu dici.
Concordo in pieno con la tua analisi, la tua proposta e, soprattutto…con la voglia irresistibile di fare qualcosa. Come si fa a stare fermi a vedere e sentire ciò che tutti i giorni vediamo e sentiamo dalle decine, ormai, di canali televisivi, tutti uguali e uno più “normalizzato” dell’altro?
Che fare, dunque?
Prendo le mosse, per il mio ragionamento, da una tua affermazione che mette a nudo la situazione italiana per un aspetto sul quale da tempo anch’io rifletto.
Contrariamente a ciò che affermano i corifei del politically correct, il problema italiano non è ciò che rappresenta la destra. Il problema è ciò che non rappresenta la sinistra.
La destra fa il suo mestiere. Da oltre quindici anni ha trovato un leader nel quale credere. E continua a crederci, visto che l’ha portata al potere e che, al momento, non esistono ipotesi alternative credibili.
La sinistra, invece, ha smesso da tempo di fare il suo mestiere. Il motivo? Io me lo spiego così,e scusami se forse semplifico un po’ troppo.
C’è una sinistra senza patria, fatta di quelli come noi, laici, liberali, socialdemocratici, socialisti, radicali. Abbiamo avuto ed abbiamo passioni sincere. Commesso tanti errori e acquisito altrettanti meriti: ricordo, per la tua tradizione socialista, lo statuto dei lavoratori e, per la mia tradizione socialdemocratica, la scelta filo-occidentale ed atlantica che ci rese invisi al resto della sinistra e che, con il tempo, fu poi imitata senza che nessuno ce ne rendesse merito.
C’è poi quella che io definisco la sinistra “riciclona”, talmente condizionata dalle strategie del potere e dalla voglia di diventare maggioranza, dall’avere riciclato di tutto in sessantacinque anni di storia repubblicana. Cominciarono con gli intellettuali fascisti per proseguire, subito dopo, con i “cattolici del dissenso” ed i cosiddetti indipendenti di sinistra. Non era che l’inizio. Questa sinistra “riciclona” ha poi costretto il suo popolo a digerire di tutto, in preda ad una sorta di eccitazione bulimia. Presto la galleria di famiglia è diventata una catena di montaggio per l’impiego di materiale riciclato. Così abbiamo oggi una sinistra che annovera, o ha annoverato e dimesso, fra i suoi penati Don Milani, Luther King, Kennedy, Obama, Arafat, Kohmeini, Mao, Castro, Montanelli, Paola Binetti, Rosy Bindi. E non si vergogna di essere misteriosamente legata a Di Pietro, tentata da Bossi e tifosa di Fini.
E’ evidente che a tutto ciò noi non ci possiamo stare. Ma anche un eccessivo, orgoglioso e sterile purismo ha fatto il suo tempo. E’ venuto il momento di spendere tutto quanto abbiamo accumulato in riserva di idealismo e di coerenza per contribuire a sconfiggere la sinistra “riciclona” e costruirne una più saldamente ancorata ai principi.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Silla Cellino

Silla Cellino. Ha smesso di occuparsi di politica attiva dai primi anni 80 e da allora si è dedicato principalmente alla sua professione di consulente del lavoro. Prima però, fin da giovanissimo, si era impegnato molto, come vicesegretario nazionale dei giovani socialisti e poi come membro del comitato centrale del psi. Acqua passata, ma resta la curiosità per interessarsene quanto basta. E’ in rete anche su http://ionis56.blogspot.com

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Nicola Cariglia

    18 Agosto 2010 alle 09:53

    Caro Luigi,
    piano con le spinte! In vacanza ci vado domani notte. Prima voglio vedere la nuova newsletter di Pensalibero (se Claudio Tirinnanzi la mette on line). Un caro saluto

    Rispondi
  2. Luigi

    18 Agosto 2010 alle 09:03

    Caro Nicola,
    beato te che sei in vacanza, concludendo il mio intervento, mi sembra che il cannoneggiamento di porta Pia, da parte dell’esercito Piemontese, debba essere pagato: Restituiamo Roma al Papa.

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    14 Agosto 2010 alle 11:29

    Luigi, a rivederlo oggi anche Petrolini è patetico, figurati i suoi imitatori quando poi i nervi sono scoperti e solo i bischeri li scambiano per spiritosaggini. Chiuso.

    Rispondi
  4. Luigi

    14 Agosto 2010 alle 01:40

    Caro Marzio,
    proprio non ti capisci di essere un Siciliano tipico? Qui a Londra ho già tanti problemi:
    The paommnnelhal pwer of the hmuan mnid, unreal…read this! I cdnuit blveiee taht I cloud aulacity uesdnatnrd watI was rdgieg, Aoccmig toa rscheearch at Cmabridge Uinervtisy, it deosn’ t matter in aath oredr the ltterers in a word are…
    Come vedi il mondo non ci aspetta, vedi gli antichi Romani furono i più grandi condottieri del Mondo, potevano con i Pugliesi vincere la Russia e con i Friulani, la Francia (davvero) poi vinci e vinci, è successo che dei barbari mal governati, solo i migliori restavano, noi invece sempre peggio… ora sappiamo che è a causadel 2ndo principio termodinamica: anche l’intelligenza è una macchina e deve produrre di meno di quello che consuma.
    Cosi, si sono sacrificati, alcuni estinguendosi, altri sposando le bionde…
    Ma erano davvero i più grandi condottieri del Mondo: Svegliatevi non vi siete ancora accorti che vi hanno salvati tutti? Veneti ed Etruschi, Siciliani e Calabresi site quasi ancora gli stessi che ben condotti erano i migliori al Mondo, dovete solo cercar in voi stessi quello che vi hanno lasciato, e speriamo che arrivi Lunedì che si cambi argomento.

    Rispondi
  5. Marzio Siracusa

    13 Agosto 2010 alle 20:45

    O forse l’abbaglio è di Luigi a credersi ironico. Perché intervenire ironicamente se nessuno provoca? Un habitus? Ma allora è bene spostare l’ironia in comicità che si fa prendere per le corna.

    Rispondi
  6. Nicola Cariglia

    13 Agosto 2010 alle 12:52

    IO E LUIGI
    guardate che è in corso un grosso equivoco, perciò devo svelare un arcano.
    Luigi di Treviso ed io siamo amici: ci conosciamo benissimo e siamo accomunati, tra l’altro, dalle sofferenze atroci di lunghe partite di burraco che ci vengono imposte, nottetempo, sotto lo stellatissimo cielo del Kenia.
    Tutto ciò che scrive, nei suoi non rari commenti agli artticoli di Pensalibero, è giocato sul filo di una sottilissima ironia e da interpretare alla luce di una voluta ambiguità.
    Luigi, tra l’altro, è convinto che il nostro attaccamento ad una sinistra “diversa” sia prova di una generosità destinata ad infrangersi contro il muro della dura realtà.
    Provate, alla luce di quello che ho scritto, a rileggere la sua lettera….

    Rispondi
  7. Marzio Siracusa

    13 Agosto 2010 alle 09:41

    Caro Luigi, Gallo e Cispadano,
    ti pongo un quesito arduo, che mi tormenta dalla nascita, e non mi fa dormire. Infatti il mio cognome è obbrobrioso, Siracusa, figurati, e per di più nato a Firenze, tra “ini”, “etti”, “acci” u.sw., tutti neoplatonici sgangherati, in villa o alle Piagge. Un platonico, un Siracusa dove Platone si rifugiò, un platonico dico cosa vuoi che faccia tra i neoplatonici? Perciò vivo da sempre nel tormento della mia identità, ridiscendere a sud tra lezzo e ignominia o risalire a nord nella purezza incontaminata delle tribù galliche? Sì, perché avrei queste due opzioni da spendere, e ti prego di darmi un consiglio. Ascolta: il mio nonno paterno è di Agrigento e per la vergogna sposò mia nonna di Verona. E pensa che lui a sua volta aveva la madre greca, il peggio nel peggio. Invece la madre di lei era friulana, il meglio del meglio. Il mio nonno materno era di Pavia ma con madre ungherese, perciò mia nonna materna di schietta famiglia romana pensò bene di ripulirsi dalla ladroneria congenita sposando il lombardo ungherese. Ora sai tu dirmi chi sono io? Dove ribolle il mio sangue, tra la fetenzia o tra i celti luminosi e puri? Ti prego, aiutami a capire. Che devo fare? Sud o nord? Se volessi iscrivermi alla Lega potrei aspirare almeno a diventare il lavacessi della sezione? Dammi un consiglio. O forse è meglio che me ne resti tra i neoplatonici cattosinistri, almeno sono buoni e docili a farsi verniciare di toscanismi dal resto d’Italia. Sì, forse è meglio non fare valige. Comunque grazie. Marzio Siracusa.

    Rispondi
  8. Luigi

    12 Agosto 2010 alle 23:36

    Cara Mariella,
    come regola generale, razzista dillo a tuo marito e basta.
    Comunque da buon samaritano, se è di Machiavelli che ti fidi, da “lettere ai famigliari”, ” … e vedete se ….. merita di essere messo nel numero degli affezionati servitori dell’illustrissima casa dei Medici…
    Con la tua cultura, che ti da una tale capacità di giudizio, avai già identificato…
    Grazie per sentirmi giovane…
    Baci.

    Rispondi
  9. Silla Cellino

    12 Agosto 2010 alle 19:54

    Lasciate perdere: Nicola, approfittando abilmente di qualche mia considerazione, ha lanciato una provocazione non da poco. Naturalmente la condivido e mi piacerebbe che alla provocazione fosse dato seguito, senza segate [absit iniuria verbis] da grana o caciotte.

    Rispondi
  10. Mariella

    12 Agosto 2010 alle 16:59

    Caro Luigi da Treviso,
    con nonni, bisnonni e tutti gli altri antenati nati e vissuti sempre in Veneto, io vivo da sempre a Firenze, avendo però girato in lungo e in largo l’Italia, per motivi di lavoro. E mi sento solo ITALIANA.
    Sono felice e orgogliosa di esserlo; i Greci, gli Etruschi, gli Spagnoli (hai dimenticato i Francesi)hanno lasciato cose buone e meno buone,ma tutte ci sono state utili.
    La tua ironia mi rende triste; ma tu veramente sei convinto di essere “diverso”? (migliore?) da tutti coloro che vivono al di là del Po, ti sei dimenticato quanti di questi Italiani,come te, hanno combattuto e sono morti per difendere la “tua” Cispadania?
    Non conosco la tua età, ma ti voglio pensare molto giovane così posso cercare di perdonare il tuo razzismo, perché solo di questo si tratta.
    Da secoli studiosi di ogni disciplina si sono posti il problema ( ti ricordi di Machiavelli?), come puoi pensare che solo “voi” avete il diritto di scegliere, dividere, giudicare, condannare altri uomini….solo perché nati in regioni diverse dalla tua.
    Pensaci, caro Luigi da Treviso, se tu ti senti migliore sarebbe proprio il motivo giusto per aiutare gli altri meno fortunati di te.
    Provaci , vedrai che ti sentirai più buono.
    Mariella

    Rispondi
  11. Paolo

    12 Agosto 2010 alle 16:17

    ovviamente, la mia é una risposta al grana padano.
    Fosse per me, se questa é la gente che dovrebbe far parte dell’Italia, la dividerei immediatamente, la mentalità cosi gretta e meschina dell’elettorato della Lega, e che per colpa di destra e sinistra incapaci, é arrivata al governo, dovrebbe essere messa semplicemente fuori legge.

    Rispondi
  12. Paolo

    12 Agosto 2010 alle 16:14

    ma per favore, ma fatemi il piacere…

    Rispondi
  13. Luigi

    11 Agosto 2010 alle 17:12

    Caro Nicola,
    noi Padani la nostra identità l’abbiamo ritrovata, prima che venisse fondata Roma eravamo i Galli Cispadani, tali siamo rimasti nella sostanza da 5000 anni.
    Poi sono venuti a dirci che eravamo Italiani, ignoranti è l’Italia che ha cento anni portati molto male, che deve presentarsi un Po meglio a noi, che abbiamo difeso questa terra e la vostra da quando l’uomo ha memoria.
    I Romani, conquistatori del Mondo invece sono estinti e quelli che ora vivono a Roma, nulla hanno a che fare con gli antichi, sono un miscuglio di stranieri e ricolonizzatori sgangherati che si danno tante arie, ma non hanno ancora stabilito una loro reale ed attuale identità.
    Voi, un Po Etruschi ed un Po Galli Cispadani, ora siete la sinistra ma credo sinceramente che dovreste meglio capire la vostra etnicità.
    Sono convinto che l’Italia del Sud con la sua Grecità ma anche la sua Spagnola esuberanza non si sia ancora mai svegliata, perchè non provate a baciarla così vediamo se siete Principi o rospi?

    Rispondi

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