D’ora in poi parleremo di Partito 1 e Partito 2, gli indistinti, uniti nel bene e nel male – per il bene, c’è ancora da aspettare parecchio, ma per il male gli esempi abbondano.

Il parallelismo dunque si caratterizza nella eguale e comune capacità di entrambe le forze al governo di fare, dire, scrivere solenni scemenze, in una gara al peggio che si combatte da mattina a sera a colpi di dichiarazioni, lanci di agenzia, tweet più o meno comprensibili e spacconate dell’ultim’ora sui tg della notte – e sfidiamo chiunque a cogliere marcatori di diversità antropologica e genetica di un qualche genere fra i due partiti che si affollano al governo con l’unico obbiettivo di procedere appaiati il più a lungo possibile. Per sopravvivere a se stessi, sia chiaro, mica per altro.
Dunque, d’ora in poi parleremo di Partito 1 e Partito 2, gli indistinti, uniti nel bene e nel male – per il bene, c’è ancora da aspettare parecchio, ma per il male gli esempi abbondano, e son tutti qui a dimostrare che il parallelismo è una realtà ormai consolidata, una sorta di dialogo fra sordi, di corsa ad ostacoli fra ciechi, di girotondo per zoppi, di scioglilingua per balbuzienti, insomma una macchietta da commedia all’italiana dove gli equivoci abbondano e non si arriva mai ad alcuna ragionevole soluzione. E come potrebbe essere altrimenti, quando solo nell’ultima settimana abbiamo visto che:
– il Pdl va all’assalto della legge Severino che a suo tempo non solo ha votato convintamente ma ha pure lodato assai. Oggi, naturalmente, dichiara che il voto, e vieppiù le lodi aggiuntive che costituirebbero una aggravante in qualunque dibattimento volto a stabilire la sanità mentale dei votanti, erano solo frutto di un malinteso, di un tremendo qui pro quo – credevano i poveri cari, in realtà, che la Severino fosse una partecipante a Miss Mondo da votare per sostenere le sue speranze di vittoria, e dunque vorremmo ora che per un tale afflato di amor patrio – per quanto generato da un equivoco – fossero puniti con la decadenza del loro leader?!
– sostiene Alfano che fa bene, anzi benissimo, Napolitano a confidare nel senso di responsabilità di Berlusconi che certamente non farà mancare il suo appoggio al governo – nello stesso momento, nella stanza accanto, sostiene Schifani che siamo ormai ad un passo dalla crisi di governo. Questo simpatico siparietto del buono e del cattivo, sia chiaro, non è dovuto, come la malelingue sostengono, ad insanabili contrasti interni al partito, ma solo a quella scherzosa e leggera voglia di burla che caratterizza da sempre i buontemponi del Pdl – e come potrebbe essere altrimenti, visto che hanno scelto Brunetta come loro capogruppo?!
– il Pd, invece, per l’ennesima volta, va all’assalto del proprio Statuto e tenta di cambiare di nuovo le regole del gioco che ora sembrano ritorcersi contro quella stessa nomenclatura che a suo tempo le aveva generate per blindarsi, ma volendo però far la figura dei sinceri ed aperti democratici. Sostiene D’Alema che far coincidere la figura del Segretario con quella del candidato Premier sia un errore gravissimo, che solo un politico di razza, avveduto, esperto e raffinato come lui può comprendere in tutta la sua pericolosità, ragion per cui sta facendo il giro di tutte le feste del Pd per mettere in guardia i militanti da questa tragedia annunciata – poi i militanti, che smemorati non sono, gli ricordano (come è accaduto a Genova) che proprio l’anno scorso, di questi tempi, D’Alema spiegava che il Segretario doveva “logicamente e naturalmente” essere il candidato Premier e dunque non si capiva perchè si dovessero fare primarie quando Bersani era già stato scelto da tempo per entrambi i ruoli. E questo non è neanche un caso da letteratura medica, solo normale amministrazione piddina applicata alle regole, che per gli altri devono essere rigorosissime ed ineludibili, ma per se stessi poi ci si accomoda sempre, che diamine.
– sostengono in molti, ma proprio in tanti, nel Pd, che essere un leader non è più una colpa gravissima, anzi, e che quello che era imperdonabile un anno fa oggi, dopo la batosta elettorale di febbraio, appare auspicabile ed addirittura irrinunciabile.
– sostengono in molti, ma proprio in tanti, nel Pdl, che avere un leader è molto più facile e comodo che dover giustificare la propria esistenza politica con le proprie azioni, e che quello che era auspicabile un anno fa, ovvero un passo indietro del caro Silvio e primarie aperte e democratiche, per uscire dalla logica clientelare e familistica portata avanti per un ventennio, oggi è deprecabile e, peggio, terrorizzante, chè senza copertura tocca andare a lavorare, ma per davvero.
Se trovate la differenze, fatecelo sapere – noi intanto restiamo su Partito 1 e Partito 2 nella ferma e, purtroppo, giustificata convinzione che il peggio debba ancora venire.

Caro Paolo, stamani la notizia poltiica è che nei sondaggi Renzi è talmente avanti a tutti – Letta compreso – che Berlsconi ha capito di dover mettere da parte i propositi bellicosi e rinunciare ad andare ad elezioni. Detto questo, ti inviterei, come ho già atto molte volte in precedenza, a lasciar da parte simpatie ed antipatie ed a ragionare su altre cose. Punto.
Poi, davvero fine il tuo Matteo, che statista, che pensatore, che filosofo…”Li asfaltiamo”, sa di “gioiosa macchina d aguerra”, guarda sai cosa mi ricorda? Wyle Coyote che vuole “asfaltare” lo struzzo, ma alla fine è lo struzzo che asfalta il coyote,perdonami, ma per far capire le cose si deve scendere al suo livello.
Warner Bros.
Chiara, per favore, se ti dico che a Ballaro’ che non mi pare una trasmissione contro Renzi hanno fatto vedere un sondaggio lunedi sera sulle preferenze come Presidente del Consiglio e Letta era anche se di poco avanti su Renzi, non è colpa mia, riguardati la trasmissione e lo vedrai tu stessa.
Ma il trasformarsi di Renzi in un Berlusconi che fa consensi dimostra quanto male abbia fatto al Paese, ormai gli afecionados di Renzi parlano come quelli di Berlusconi, il “Presidente”, “Matteo”…ect ect.
Se non si esce da questa logica, che ha portato l’Italia allo sfacelo grazie al culto della personalità, beh, con Renzi ricominciate daccapo. Conetnti voi!
Complimenti Chiara! Quella del parallelismo poi le supera tutte, peccato, però, che il peggio debba ancora venire…e se dai tempi di Giolitti vale ancora, seppur capovolto (in perfetto camaleontismo italico), che le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici è proprio vero che siamo più immobili che stabili!
A parte che tutti, e dico tutti, i sondaggi – compresi quelli fatti fare dal Pd – vedono Renzia avanti di oltre dieci punti su Letta, quindi la maggioranza delle opinioni, come la chiami tu, è nettamente a favore di Matteo, ti farei osservare che fra stabilità ed immobilità c’è una bella differenza. Il continuo rinvio delle cose da fare è immobilità.
la Bce ha anche detto che la cosa peggiore per l’Italia, adesso, è l’instabilità politica. Non dico che Letta sia la migliore soluzione in assoluto, dico che lo sia in questa congiuntura socio economica. Mi pare anche la volontà del Presidente della Repubblica e della maggiornaza degli italiani. Pensare che ho dei pregiudizi su Renzi, anche questa è una tua idea, mi limito ad osservare la realtà. Anche sulle due personalità, mi pare che la maggioranza delle opinioni favorevoli sia piu’ su Letta che su Renzi, io in questo momento mi fido piu’ del primo.
Paolo, un conto è avere una opinione personale, del tutto legittima – la tua, su Letta e sul governo – un conto è volerla far passare per l’unica lettura possibile della realtà, cosa che invece non corrisponde al vero. Rinviare, non prendere mai decisioni, non aggredire con forza la spesa pubblica, non attuare alcuna riforma nè grande nè piccola, non è governare e contribuisce ad affossarci ancora di più, come purtroppo anche oggi ci ricorda l’ennesimo duro richiamo della Bce. Su Renzi non ti rispondo, come ti ho già detto altre volte hai un pregiudizio su di lui che impedisce un confronto sereno sulle idee.
Già Chiara, ma per come è la situazikone e per quella maggioranza fa anche troppo! Chi avrebbe fatto meglio di lui ora in quella situazione di grande coalizione?!? I politici son tutti bravi a criticare quando non sono nella stanza dei bottoni, poi quando tocca a loro fanno peggio di quelli che criticano!
Per la congiuntura economica, Letta è la migliorte risposta e poi evita di far cadere il Paese tutto nella trappola berlusconiana, o con noi, o il nulla! Evono capire che Berlusconi è politicamente alla fine, come anche Renzi mi pare abbia detto, e che un governo Letta bis si puo’ fare, nell’interesse del Paese, anche se Berlusconi lascia il suo scranno. Ed è questa la soluzione che comunque sarà trovata, stanne certa.
Chi ha la ribollita nel sangue (ogni riferimento a Renzi è voluto) e chi dice che le poltrone non gli interessano (ogni riferimento a Pinocchio è voluto) deve farsela intiepidire (la ribollita) e capire che tra avere ambizioni e fare il presidente del consiglio ne deve passare di acqua nell’Arno (e di ribollita nei piatti).
Letta non lavora, rinvia. Che poi possa fare il Segretario del Pd, dopo essere stato un tacito vicesegretario che ha appoggiato fino in fondo il colossale flop di Bersani, è idea da vero bislacca. Certo, se vuoi vedere la fine del Pd, allora va bene così.
il peggio, Chiara, sarebbero elezioni, Letta non lavora male, il PDL deve capire che Berlusconi non puo’ continuare a dettare legge, mi auguro che senatori PDL votino comunue la fiducia al governo e che Letta si decida a fare il segretario del suo partito, il Paese tutto ne trarrà vantaggio.
Per adesso meglio la grande coalizione.