Sullo stadio di Firenze si sta giocando una partita fra pallettari (nel tennis, gli amanti del gioco lungo e monotono in attesa che l’avversario compia un errore per stanchezza). Vediamo l’andamento del match.
Palla alla Fiorentina. Nel settembre del 2008, all’Hotel Four Seansons di Firenze, un pimpante Diego Della Valle, con al fianco l’architetto Fuksas, presentò al mondo viola l’idea del nuovo stadio della Fiorentina, con tanto di annessi e connessi. Il dettaglio mancante era costituito dal terreno sul quale costruire. Però il perimetro del plastico, quando si dice il caso, si poteva sovrapporre perfettamente all’area di Castello (che però dopo poco finì sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria e infine passò di proprietà da Ligresti a Unipol che di stadio non ha mai voluto parlare).
Palla al Comune di Firenze. Impossibilitato ad accogliere il “suggerimento” subliminale riguardate Castello, peri motivi di cui sopra, il Comune di Firenze si mise alla ricerca di un’area alternativa e, nel 2012, ne ufficializzò l’individuazione. Lo stadio (con annessi e connessi) si sarebbe potuto costruire nella zona sud dell’area Mercafir, vicino allo svincolo autostradale di Peretola, destinando la parte nord al previsto trasferimento del mercato ortofrutticolo all’ingrosso. L’approvazione dell’apposita variante urbanistica da parte del Consiglio comunale sancì ufficialmente l’offerta.
Palla alla Fiorentina. Area interessante, ma troppo piccola rispetto ai desiderata dellavalliani. Poco più di una trentina di ettari contro gli ottanta dell’ipotesi Castello. Ma se il Comune avesse aggiunto alla parte sud anche la fetta nord, arrivando a sfiorare i cinquanta ettari, fece sapere la società viola presentando un nuovo progetto, l’accordo si sarebbe potuto trovare.
Palla al Comune di Firenze. Problemi a destinare l’intera area Mercafir al nuovo stadio (con annessi e connessi), in teoria non ce ne sarebbero da parte del Comune. Ma dove trasferire il mercato ortofrutticolo? Non c’era che emettere un bando in stile western: “Wanted” ricercato ad ogni costo (tanto pagheranno i Della Valle) un terreno per il nuovo mercato. Alla fine le attenzioni sono caddero su un’ampia area nella zona dell’Osmannoro. Adattabile alla bisogna? Sì secondo il Comune, anche se va acquistata dai privati che ne hanno la proprietà, no secondo una parte dei grossisti (che però danno l’idea di voler speculare alla bottegaia sulle necessità viola: puntiamo i piedi che magari dai Della Valle cade qualcosa anche a noi).
Palla alla Fiorentina. Siamo ai giorni nostri. La società viola conferma l’interesse per il progetto del nuovo stadio ma chiede la proroga di un anno, fino a febbraio 2017, per la presentazione del progetto definitivo.
Palla al Comune di Firenze. Il sindaco Nardella esige lo sconto. Proroga sì, ma solo di dieci mesi: entro la fine del 2016 il progetto deve essere pronto.
Palla alla Fiorentina. La società viola non fa trapelare obiezioni e i tecnici incaricati pare siano già al lavoro.
Palla al Comune di Firenze. Occorre darsi una smossa per predisporre una nuova variante urbanistica che conceda l’intera area Mercafir al nuovo stadio (con annessi e connessi) ed un’altra per prevedere il nuovo mercato all’Osmannoro.
Palla al centro. Il Quartiere 2 rilancia la proposta di coprire il Franchi, riprendendo un’idea del centro destra di qualche anno fa, che a sua volta si era ispirato ad un progetto dell’allora assessore allo sport Eugenio Giani di 15 anni prima. Costo dell’operazione stimato in circa 40 milioni.
A questo punto qualche domanda sul valzer dei progetti è ineludibile: l’acquisto dei terreni dell’Osmannoro deve pagarlo la Fiorentina, ma se alla fine il progetto della società viola non convincesse il Comune o la società stessa si ritirasse in buon ordine perché non ha trovato la compartecipazione finanziaria che sta cercando, i soldi chi li tirerebbe fuori? E l’area Mercafir, nel frattempo liberata per lo stadio, che destino avrebbe? E ai grossisti spostati di qualche chilometro anziché di poche centinaia di metri cosa verrebbe detto? Non è che dietro questo estenuante palleggio c’è il recondito obiettivo di non farne di niente addossando all’altro la responsabilità del fallimento?
Quanto all’ipotesi di coprire il Franchi: perché un’idea lanciata e bocciata 15 anni fa dovrebbe funzionare oggi? Chi pagherebbe i lavori di adeguamento? Ancora i Della Valle? Quaranta milioni per un uso, in caso di costruzione del nuovo impianto, di tre o quattro anni al massimo? Ma andiamo, sarebbe più conveniente affittare l’Allianz Arena per lo stesso periodo e portarci ogni domenica tutti i tifosi viola con la Ryanair.
Pensierino finale: avete notato che sulla costruzione del nuovo stadio nessuna forza politica si mostra apertamente contraria. E’ vero, ci sono dei distinguo, dei “ma”, dei “se”, tuttavia nessuno è per il no secco. Sembra incredibile in un mondo politico dove si litiga per lo spostamento di una fermata del bus. Una spiegazione c’è: Dio perdona, il tifoso-elettore no.

Qualsiasi cosa si cerchi di fare, in qualsiasi posto si cerchi di farla, a qualsiasi condizione si cerchi di farla, per qualsiasi motivo si cerchi di farla, spunterà un comitato, un’associazione, una confraternita, una banda, una loggia, una tribù, un tizio che si opporrà alla sua realizzazione… In tutte le altre parti del mondo, anche più disastrate dell’Italia, sono riusciti a fare il nuovo stadio, e a volte anche più di uno, ma da noi vige l’IMPOSSIBILITÀ DI PRINCIPIO… Continuiamo così…
Non riesco a trovare commento più cretino di quello che suggerisce di inforcare intanto una bicicletta per battere il muro del suono…denota solo disinteresse alla questione . Il vero provincialismo sono tutti gli ostacoli piazzati per impedire realizzazioni importanti per Firenze : dallo stadio all’ aeroporto ; neanche potendole avere gratis (a spese di privati ).Marciano solo le operazioni a costo pubblico ( dalla tramvia alla TAV)…ci sarà un motivo ? Comunque ,effettivamente , certe situazioni sono davvero penose ,l ‘articolo evidenzia bene tutta la questione .
Lasciamo stare la soprintendenza, per carità. I diritti televisivi non sono distribuiti con equità come ad esempio in Inghilterra. Lo stadio avrebbe permesso per ubicazione, nuovo concetto di struttura e accoglienza, ospitare con più facilità recettiva i tifosi viola e gli ospiti in maggior numero. Sarebbe stato più vicino all’autostrada e alla ferrovia; perché al contrario di quello che si crede la Fiorentina, è seguita molto fuori Firenze, tanto da avere molti più tifosi che in città. Per le biciclette non è un problema, ci sono molti campi sportivi da raggiungere a livello amatoriale e fa bene alla salute con anche piste di atletica per vedere correre i nipotini.
Se non si crede alla volontà dei Della Valle è inutile parlare. Importante non è fare lo stadio più grande, ma dove. Raddoppi i tifosi solo se porti lo stadio a Castello, a nord di Firenze. Campo di Marte è un cul de sac difficile da raggiungere e vetusto. L’idea di un nuovo centro con lo stadio avrebbe lo scopo si superare gli ostacoli della redistribuzione dei diritti tv per arrivare agli ambiti meriti sportivi. I centri commerciali non avrebbero certo nessuno svantaggio. L’unica, cattedrale nel deserto resta la scuola dei marescialli, inutile alla collettività, costosa per essa sicuramente da radere al suolo e cospargervi il sale sopra.
..non mi sembra che la chiave di volta della Fiorentina stia nell’avere uno stadio a Castello e non vedo la relazione tra ritorno commerciale e diritti televisivi perché, mentre quest’ultimi arrivano subito e sono certi, nel caso di dover trovare pari entrate da attività commerciali è tutto da vedere. Chi vuoi che vada a vedere o comprare, se non dei fiorentini, i gadget della Fiorentina? Il fatto è che in questa piana siamo solo 1,5 milioni a dire tanto, divisi tra i campanilismi di Pistoiese, Prato e Empoli. Firenze da sola arriva con i dintorni a mala appena a 500,000 abitanti. Mi fanno ridere coloro che si rifanno ad esempi del Nord: tipo la Juve. Intanto la Juve ha vinto qualcosa ed è conosciuta in tutto il continente e nonostante due squadre a Torino, ha un bacino di utenza che conta solo come città e senza dintorni, 2,2 milioni di abitanti; ha spasimanti in tutta Italia e gli Agnelli che non considerano la Juve come fosse un’azienda.
In quanto alle cattedrali nel deserto poi ne avremmo due, lo Stadio nuovo, ma sopratutto il Franchi che con un vicinissimo nuovo e bellissimo campo di atletica non si vede quale altra destinazione possa avere: non certo per i concerti che sono sì, quelli, gli eventi che disturbano per giorni tutta la zona. Le denigrazioni del Franchi sono solo strumentali: dove trovi uno stadio a 100 metri da una stazione e dove ci puoi andare a piedi o in bicicletta? Direi che visti i tempi e la necessità di ridurre le emissioni questo stadio è avveniristico. Una sua copertura anche a scopo conservazione sarebbe plaudita anche dalla soprintendenza.
Il Dio elettore non perdona ma è abbastanza sciocco per non aver mai cambiato moda politca. Il mondo cambia e anche il calcio; il West ham avrà un nuovo stadio meraviglioso a Londra. Esiste già la prepotente politca di fare una Super Lega, dove com’è ovvio la Fiorentina non parteciperà. La gestione Stadio, quindi, è la sintesi del nostro mediocre futuro. E’ la politica affaristica che ha impedito, in un gioco degli scacchi perverso, di portare a Nord di Firenze il nuovo stadio che avrebbe permesso di raddoppiare i sostenitori della Fiorentina e che per certe evidenti ragioni ricordate dall’articolo, non avverà.
..non vorrei aver capito male Enrico….ma per raddoppiare i tifosi basterebbe fare lo stadio più grande?
Concordo molto sul fatto provocatorio Ryan Air e Arena Allianz considerando che saranno i diritti televisivi a dettare legge e chi andrà allo stadio sarà sempre più una sparuta minoranza.
Il problema, anche volendo fare del nuovo stadio un ennesimo centro commerciale, è che il bacino d’utenza non permette di alimentare tutte le realtà di una piana che avrebbe dovuto semmai essere integrata come una vera città metropolitana con Prato e Pistoia invece di cambiare solo il nome alla provincia di Firenze. Insomma non possiamo pensare che in futuro vi sia chi ha disponibilità per spendere ai Gigli e altri Ipermercati vicini, andare però anche in centro altrimenti chiudono i negozi, andare allo stadio ecc.. siamo sempre gli stessi tanto per dare un’idea. Alla fine ci troveremmo con una concorrenza commerciale spietata, opere forse incompiute o cattedrali nel deserto da non sapere come gestire. Certo se la prospettiva fosse di fare della Fiorentina un Club tipo Manchester o altri, creando un mito, vincendo qualcosa, dopo potremmo anche pensare a ingrandirsi ma fare uno stadio per sentirsi grandi prima di esserlo, scusate, questo è solo provincialismo. Forse solo un pazzo potrebbe investire oggi in un progetto del genere per cui, tra i Della Valle e la politica tengono la rete sempre moderatamente tesa per catturare gli illusi e gli ingenui ma tra il dire e il fare oggettivamente c’è di mezzo il mare.