Pagare con leggerezza, pagare dopo. Il pensiero dei debiti e delle rate non rovina più i sonni dei toscani e lo slogan “compra oggi e paghi domani, in piccole rate mensili” invoglia sempre più consumatori a firmare contratti di finanziamento per acquistare elettrodomestici, dal forno a microonde al telefono cellulare, fino alla tv al plasma. Per attirare il cliente fioccano offerte di rateizzazione ad ogni angolo e le garanzie sono tante ma non assolute: molte operazioni vengono sottoscritte senza aver preso visione delle indicazioni sul vero costo del finanziamento, il cosiddetto Taeg (Tasso annuo effettivo globale che comprende oltre al tasso di interesse anche tutte le spese accessorie).
Ma qual è il prezzo finale? E soprattutto, esiste trasparenza su condizioni e costi dei finanziamenti presenti sul mercato?
Per rispondere a queste domande ci siamo recati in alcuni negozi della grande distribuzione, alla ricerca di prestiti finalizzati all’acquisto di diversi elettrodomestici.
Chi si indebita riceve spesso informazioni superficiali ed incomplete dagli addetti alla vendita: ne abbiamo avuto una prova da Euronics, la prima grande catena visitata per l’acquisto di un forno a microonde della Whirlpool, valore commerciale 499 euro. Il commesso confonde il Taeg, vero indicatore del costo di un prestito, con il Tan (Tasso annuo nominale). Ci chiede prontamente busta paga, carta d’identità e codice fiscale per avviare il contratto di finanziamento accennando alla possibilità di pagare l’elettrodomestico da un minimo di 12 “piccole” rate ad un massimo di 48 senza specificare nè l’importo esatto della rata mensile nè tantomeno quello del costo finale. Notizie, lo capiamo bene, che riceveremo solo “dopo” aver sottoscritto il contratto. Infatti, non ci permette di avere una copia preventiva del medesimo dove, nel qual caso, potremmo verificare da soli il Taeg, nè un volantino dove poter consultare l’offerta perchè “pare” che la finanziaria non lo permetta.
Nel secondo negozio visitato, questa volta della catena MediaWorld, veniamo attirati dalla possibilità di acquistare un palmare Nokia N82 di nuova generazione, del valore commerciale di 589 euro, con un pagamento rateizzato in 10 mesi a “Tasso zero”. In realtà ‘zero’ non è e si finisce per pagare tassi di interesse a due cifre come è successo a F. C. 25 anni. “Ho comprato un palmare tempo fa a tasso zero, ho finito per pagarlo il doppio, se lo avessi saputo non l’avrei mai acquistato”.
Sempre da MediaWorld veniamo catturati da una tv al plasma della Samsung, valore commerciale 799 euro, la formula è ancor più allettante: “Compro oggi e pago tra 12 mesi”. Molti però non sanno che il calcolo degli interessi parte dal momento dell’acquisto e non da quando si comincia a pagare. Chiediamo di poter dare un’occhiata al Taeg. Ma, la finanziaria che eroga il prestito, non dà la possibilità di calcolare il tasso annuo effettivo globale al pc del negozio. Il commesso ci informa che il plasma, qualora decidessimo di comprarlo, sarà munito di contratto di assicurazione, le cui rate andranno ad aggiungersi sulla quota mensile. Un modo da parte della finanziaria per cautelarsi contro il rischio che il cliente non riesca più a pagare. Sì, ma chi tutela il consumatore? L’Italia, purtroppo è ancora in ritardo rispetto alla direttiva europea sul credito al consumo approvata nel giugno 2008 che prevede l’obbligo di consegna di fogli informativi dettagliati e volantini pubblicitari non generici alla clientela, la possibilità di esaminare il contratto di finanziamento prima della sottoscrizione sì da prendere visione dell’indicazione del Taeg e conoscere il prezzo finale del prodotto comprato a rate. Attualmente in Italia ottenere il contratto per valutare le condizioni preventivamente è quasi impossibile.
“E’ indispensabile nel momento dell’acquisto guardare il contratto – sottolinea Silvia Bartolini – Presidente regionale Codacons Toscana – l’importo della rata mensile è visibile e comprende tutte le spese accessorie. Il consumatore ha altresì la facoltà di richiedere condizioni migliori alla finanziaria (spostare il piccolo prestito da 6 a 8 mesi per esempio)”. “Da anni – prosegue Bartolini – come associazione dei consumatori consigliamo di evitare di fare sbagli. Bisogna valutare quanto già si è esposti con un mutuo per la casa o la macchina prima di indebitarsi nuovamente. Invitiamo i consumatori ad essere più consapevoli e soprattutto a ricordarsi della regola degli economisti: mai essere indebitati per più di un terzo del proprio reddito.”
Nicoletta Consumi
tratto da Il Tirreno del 18 agosto 2009

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