alla cortese redazione,
siamo un padre (35) ed una figlia (10) discriminati. Il prossimo 2 Giugno, giorno festivo, sarebbe la comunione (mattina più pranzo e rinfresco pomeridiano) di una delle migliori amiche di mia figlia. Ma è di Giovedì ed io ho solo un giorno settimanale (bella roba!) ed è il Mercoledì “pomeriggio”.
Allora ho chiesto un cambio con Giovedì, ma la risposta è stata: “ma mercoledì mezza giornata la passa a scuola.. allora me ne dai due!”. Ovviamente ho rifiutato la “generosa” offerta perché io e mia figlia poi.. non ci vedevamo per 15 giorni. Vuol dire salteremo la comunione e andremo solo al rinfresco. Sono dispiaciuto per mia figlia, ma anche per la sua amica che ci teneva e l’aveva invitata per prima.
Ma questa è solo una delle tante le piccole quotidiane tirannie che riceviamo ogni giorno.
Ho letto che i tempi medi per stare insieme che le/i giudici danno per un papà separato sono il 15-20% circa. Incredibile, chi dovrebbe garantire l’equità inizia invece questa indicibile discriminazione.
firmato papà e figlia

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