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P.A. e federalismo fiscale: su questi temi il confronto tra riformisti a Milano

Non si può perdere altro tempo dopo che un anno di governo Prodi ha ulteriormente contribuito a bruciare in profondità le radici del riformismo socialista e di sinistra a Milano e nell’intero Nord . di F. D’Alfonso (da Il Riformista)

di Franco D'Alfonso | 18 Ottobre 2007

pubblicaamministrazione.gifAdesso che le primarie del Pd lombardo sono finite e che il Partito Socialista si è costituito sarà possibile riprendere ad occuparsi di “contenuti” , dopo aver passato mesi a discettare sui contenitori. A Milano sapevamo e sappiamo che né la risposta del Pd né tantomeno quella del Ps ( cui pure chi scrive aderisce con convinzione) potrà essere risolutiva : la ricostruzione di una sinistra riformista moderna nel capoluogo lombardo , senza la quale – è bene che se ne faccia una ragione anche il sindaco di Roma leader del PD – nessun partito riformista di governo avrà mai credibilità , passa per un chiarimento ed un confronto sulle ragioni delle sconfitte disastrose e per l’individuazione di un chiaro e definito “timone” riformista per la politica milanese.
Ripensare le cause della riduzione della consistenza della sinistra riformista al di sotto del 20% è necessario perché ripetere anche qui l’operazione di cambiare i partiti e mantenere in sella i gruppi dirigenti ed i responsabili del disastro non sarebbe più un errore , ma un esempio di cretinismo politico talmente enorme che mi rifiuto di pensare che dirigenti e militanti del Pd e del Ps lo possano seriamente commettere ancora. Senza dare spazio ai risentimenti ed alle ripicche ormai altrettanto inutili , è bene che club , partiti , individui , associazioni , promuovano occasioni di confronto e ripensamento sulla storia degli ultimi quindici anni di Milano , indispensabili per capire e fare politica da oggi a Milano ed in Lombardia.
Ma senza porre altro tempo in mezzo è necessario anche che ci si confronti sulle scelte e le proposte che una sinistra riformista deve fare per essere minimamente credibile , dopo che un anno di governo Prodi ha ulteriormente contribuito a bruciare in profondità le radici del riformismo socialista e di sinistra a Milano e nell’intero Nord . Senza pretendere di aver in tasca alcuna ricetta miracolosa, basta prendere come spunto solo gli accadimenti degli ultimi tre- quattro giorni per tirar giù una agenda di lavoro valida ed impegnativa per mesi .
Abbiamo appreso dalle colonne del Corriere della Sera, per esempio, che Maurizio Martina , neosegretario lombardo del PD, è d’accordo con le tesi del prof Ichino sulla riforma della PA ; Lanfranco Turci , che ha presentato un ddl di riforma della PA che riprendeva queste stesse tesi , da un’idea nata proprio a Milano in una serata organizzata dal Club Porto-Franco , gli ha scritto chiedendo il suo aiuto ed appoggio per convincere i parlamentari lombardi a sostenerlo in Parlamento , partendo dal dato di fatto che proprio i lombardi del PD , per timore di commettere un reato di leso sindacalismo, si sono distinti per la pratica di resistenza passiva parlamentare sul tema; autorevoli sostenitori di Martina, come il segretario della Camera del lavoro di Milano Rosati , hanno immediatamente smentito che il Pd possa sposare in qualche modo le tesi di Ichino.
Questa questione non può restare irrisolta : Turci , Martina, Rosati, il Pd, il Ps e chiunque si definisca di sinistra riformista devono immediatamente confrontarsi su questo tema e definire una posizione chiara e tradurla in una strategia parlamentare conseguente , dimostrando chiaramente ai cittadini milanesi e lombardi chi vuole una riforma della PA ed agisce di conseguenza e chi si rifugia nelle terre dell’indistinto e del benaltrismo .
Partiamo da questo tema come potremmo partire dalla questione del federalismo fiscale : che abbiamo da dire e da proporre rispetto ad una Finanziaria che per dare un segno di riduzione delle tasse parte proprio dall’unica entrata fiscale in mano ai Comuni , invece di occuparsi di una delle altre 111 (centoundici ) imposte e tasse direttamente gestite dal Governo centrale ?
Così come potremmo partire da un serio dibattito sull’accordo sul welfare , che utilizza 40 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per mandare in pensione 150-200 mila lavoratori con due anni di anticipo aumentando i contributi a carico dei lavoratori autonomi , che in Lombardia sono in maggioranza quel popolo della flessibilità scelta e non subita che sempre il segretario regionale del PD ha evocato in termini positivi al momento di candidarsi alla prestigiosa carica , nell’imbarazzato silenzio dei soliti buroparlamentari , allora Ds e Margherita, in perenne attesa di farsi dettare la linea da qualcun altro .
E , visto che ci siamo, potremmo discutere del dissennato provvedimento di distribuzione a pioggia di 2 miliardi di euro una tantum agli “incapienti” , nel più perfetto stile di governo democristiano che fu, che non avrà nessun effettivo impatto sulla condizione di nessuno , preso nello stesso momento nel quale si nega, per esempio , l’equiparazione della pensione di invalidità civile agli inabili al lavoro, ferma da anni a 242 euro al mese ( 8 euro al giorno ! ) , alla pensione sociale mimima , oggi di 545 euro al mese , che costerebbe 1,2 miliardi di euro. Una sinistra riformista degna di questo nome non svilisce la propria azione in pratiche di clientelismo che poi nemmeno è capace di tradurre in vantaggio elettorale , e sapere come la pensano su questi temi quelli che si definiscono riformisti in Lombardia non è un capriccio , è essenziale per misurare il valore dei propri gruppi dirigenti.
Se qualcuno sfuggirà a questo confronto, sarà un segnale a morte del rinnovamento della sinistra milanese e la dimostrazione che il leader , o presunti tale, sono ancora alla ricerca di titoli sui giornali e non al lavoro per tornare al governo dei nostri territori.

Franco D’Alfonso
Presidente Club Porto-Franco
Milano

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, corriere della sera, euro, federalismo, finanziaria, giornali, governo, lavoro, lombardia, milano, parlamento, partito socialista, pd, pensione, primarie, prodi, responsabili, riformismo, roma, sinistra riformista, tasse

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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