Ha ragione da vendere don Gianni Baget Bozzo quando afferma la sua grande soddisfazione nel constatare che merito principale di Berlusconi (ovviamente ai suoi occhi) è quello di avere rifatto la DC. Secondo il sacerdote politologo, che dalla DC si era allontanato per approdare al PSI di Craxi, questa nuova DC sarebbe addirittura migliore e più calibrata rispetto alla prima.
Don Baget, però, dice solo mezza verità. A noi pare che di DC oggi ne abbiamo addirittura due. PDL e PD sono sempre più uguali tra loro nei comportamenti ed anche nei segmenti sociali che vi si riconoscono. E allo stesso tempo sono entrambi sempre più somiglianti alla DC per la necessità di conciliare spinte contrastanti che produce immobilismo politico e, sul piano dell’azione di governo provvedimenti confusi e talora pasticciati. Oggi è possibile constatare solo l’immobilismo politico, perché né l’uno né l’altro partito ancora si è misurato con la pratica di governo essendo troppo recente la loro nascita. Al riguardo si pensi a quanto si erano spesi, appena due mesi fa, Veltroni e Berlusconi, nel dichiarare la volontà di correre alle elezioni da soli. Il proposito era stato subito infranto da entrambi: non corsa solitaria, ma in alleanza con l’IDV di Di Pietro da un lato e con la Lega di Bossi e il MPA di Lombardo dall’altro.
Fallita all’appuntamento elettorale, l’unità avrebbe dovuto realizzarsi subito dopo: creazione di gruppi unici alla Camera ed al Senato, congressi di scioglimento, e confluenza di tutti nel PDL e nel PD. E’ finita come sappiamo: tutto resta come prima ed i bizantinismi impiegati per giustificare lo smacco del mancato obbiettivo fanno impallidire le sottigliezze di Aldo Moro. Con una differenza: il leader della DC ucciso dalle BR impiegava la sua raffinata sottigliezza per garantire governabilità al Paese in tempi difficili. Veltroni e Berlusconi si cimentano piuttosto in giochi da imbonitori a vantaggio delle loro botteghe. Sicuro, don Baget Bozzo, che le attuali DC siano migliori dell’originale?
Raimondo Magnini
ORA POSSIAMO SCEGLIERE: ABBIAMO DUE DC!
PDL e PD sono sempre più uguali tra loro nei comportamenti ed anche nei segmenti sociali che vi si riconoscono. E allo stesso tempo sono entrambi sempre più somiglianti alla DC. di Raimondo Magnini

Io non scomoderei la DC, la quale fu nel bene e nel male una cosa seria che ha dato democrazia e benessere all’Italia, per parlare di PD e PDL. E poi, tolto il mini ministero a Rotondi, per la prima volta dal 1946 non c’è nemmeno un democristiano al governo. Paradossalmente è un governo invece pieno di ex socialisti(Tremonti, Frattini, Sacconi e Brunetta..). Nel momento della scomparsa dei laici e dei socialisti in Italia vi è allo stesso tempo un governo senza democristiani. Tutto questo per far capire che realmente tutto è cambiato e che siamo entrati in un altro paradigma. In realtà mi sembra che questo governo sia la piena realizzazione del progetto di Berlusconi e che questo sia, ora che Berlusconi non deve più ricorrere a paraventi democristiani alla Pisanu o liberali alla Martino, più che mai il primo vero governo Berlusconi. Vedremo quali saranno gli esiti e i benefici per l’Italia….