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OMSA DI FAENZA CHIUDE SENZA PREAVVISO E TRASFERISE IL LAVORO IN SERBIA

Di Claudio Bellavita In Italia è impossibile ottenere in tempi economici e senza strazianti accademie di urbanistica applicata una variante che consenta di fare un nuovo stabilimento coi soldi della vendita dell’area del vecchio, di contributi nulla, e ridurre l’occupazione vuol dire un lungo periodo di trattative e di lotte che ti blocca la produzione.

di Claudio Bellavita | 17 Gennaio 2011

Sulla chiusura improvvisa dell’OMSA di Faenza, che lascia 360 operaie a casa e si trasferisce in Serbia bisogna fare un seminario congiunto tra sindacati e ANCI, perchè l’Italia è piena di gente che va in giro per le Unioni Industriali a spiegare che se qualche media azienda deve cambiare gli impianti obsoleti, e in questi casi tutti sanno che costa meno e dura di più fare uno stabilimento completamente nuovo, se va in Serbia o in Polonia, senza andare fino in Cina, gli regalano il terreno attrezzato, forse gli danno pure un contributo, comunque qualche forma di esenzione fiscale, e viene considerato un benefattore se assume sul posto la metà degli operai che aveva nel vecchio stabilimento italiano, che coi nuovi macchinari bastano per fare la produzione.
In Italia è impossibile ottenere in tempi economici e senza strazianti accademie di urbanistica applicata una variante che consenta di fare un nuovo stabilimento coi soldi della vendita dell’area del vecchio, di contributi nulla, e ridurre l’occupazione vuol dire un lungo periodo di trattative e di lotte che ti blocca la produzione. Ergo, senza dire niente a nessuno si costruisce il nuovo stabilimento si addestrano i nuovi operai, tanto a Faenza mica sanno cosa succede in Serbia, e quando è tutto pronto si chiude da una parte e si apre dall’altra, Non si disturba neanche la cassa integrazione, che poi te la rinfacciano per una vita.
Contro queste scelte aziendali siamo totalmente sprovveduti, e pure non informati, perchè se lo fa un singolo padrone le cose si vengono a sapere, qualcuno dei suoi impiegati di fiducia ne parla con la moglie…Ma se lo fa una multinazionale come OMSA le cose si potrebbero sapere solo se ci fossero dei concreti contatti internazionali tra sindacati.

Claudio Bellavita

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    19 Gennaio 2011 alle 09:23

    Che dsire ?…che in questo caso ha vinto il sindacato ?

    Rispondi

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