Fortunatamente siamo laici qui a Pensalibero, e l’avevamo messo nel conto. E’ tale il guazzabuglio di posizioni nella maggioranza attuale, che prima o poi ci saremmo ritrovati a dare ragione a Di Pietro.
La circostanza è quella offerta dalle incredibili dichiarazioni dell’on. Paolo Cento, membro del Governo, che tranquillamente ha affermato che ci sono “pezzi di istituzioni” che si adoprano per infiltrarsi tra i manifestanti e provocare incidenti.
In un Paese normale ci affretteremmo a chiedere le dimissioni del sottosegretario Cento, con buone probabilità di successo. In Italia, dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento. Pochissimo, ovvero le dichiarazioni del ministro Antonio Di Pietro: “Credo che le affermazioni del sottosegretario Cento segnalino l’esigenza di un chiarimento politico in seno alla maggioranza”.
E poi: “Non si può acconsentire all’invito di Prodi a non manifestare –
paventando allo stesso tempo il rischio di infiltrazioni di pezzi delle istituzioni tra i manifestanti.
Messaggi di questo genere possono far sorgere l’idea che le istituzioni non siano i garanti di tutti i cittadini, ma l’avversario contro cui si possa solo protestare, guardarsi e difendersi. Atteggiamenti di questo genere
sono incoerenti, soprattutto quando vengono da rappresentanti delle istituzioni, e pericolosi perché possono rafforzare in certe frange di disperati idee estremiste, eversive e violente”.
Concordiamo in toto. Ma il problema è sempre il solito: e se tutti i vari Cento al governo delle considerazioni del ministro Di Pietro continuassero a disinteressarsi tranquillamente come hanno fatto fino ad oggi?
Notizia: Pensalibero da ragione a Di Pietro!
Il ministro ha giustamente stigmatizzato le dichiarazioni irresponsabili del sottosegretario Cento. E se Cento continuasse a fare spallucce?

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