Posto che sono da sempre una persona di Sinistra (Liberale, Libertaria, Laica, Repubblicana,
Liberalsocialista) impegnata da 11 anni in politica e che non ho mai sostenuto né intenderò mai sostenere la destra neanche nella versione berluscon-casinian-finian-bossiana di centro destra, rispondo al seguente quesito: Perché non voterei mai per l’Unione?
Allora, partiamo dal fatto che, se proprio qualche cosa è possibile fare all’interno dell’Unione, essa dovrebbe essere un’opposizione interna a tale coalizione. Un’opposizione a partire da cose semplici come il porre il veto alla candidatura Prodi.
Lo so, può sembrare una provocazione ed invece ciò potrebbe essere l’inizio della nascita di un nuovo centro sinistra.
Mi spego meglio: ciò che ci si dovrebbe chiedere prima di tutto dovrebbe essere il perché si debba candidare un personaggio vetusto ed “ammanicato” come Prodi. Un personaggio che prima fa il cattolico, poi fa il liberale e poi fa il rifondarolo, senza una chiarezza politica di fondo.
Chi fa politica da un po’ di anni conosce bene la risposta ma, se la classe politica unionista rispondesse sinceramente e sottolineo SINCERAMENTE a questo quesito, cadrebbe il tutta l’impalcatura.
Sappiamo bene poi che dietro a Prodi ci sono i Ds ed il loro apparato socialburocratico nonché la Margherita rutellian salottiera e cattoburocratica più…”qualche sasso in capponaia” laico, i mastelliani e la sinistra radicale (radicale? mi sa che questi qui non sanno nemmeno il significato della parola radicale).
Questo a livello nazionale. E a livello locale? Se vi raccontassi la mia esperienza (cosa che farò presto) ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.
Il punto è che si tratta di capire quale spazio ci sia ancora per fare politica onesta e trasparente in Italia una politica magari di sinistra liberalsocialista, di sinistra liberal-radicale.
Radicale nel senso di moderatamente estremista alla Mario Pannunzio, non so se mi spego.
La Rosa nel Pugno sembrava offrire qualche speranza a più d’un liberalsocialista… peccato che sia un’operazione verticistica per salvare due o tre piccoli partitini (Sdi, Radicali e Nuovo Psi).
Partitini ormai senz’anima a parte il Maestro Storico Pannella che pure mesi or sono diceva che se avesse vinto Prodi se ne sarebbe andato all’estero !
Ahi ahi ahi…
Per quel che mi riguarda non scendo in campo. Scendo in piazza. Con il Partito d’Azione Liberalsocialista fondato dagli storici liberalsocialisti di Giustizia e Libertà e la cui bandiera è portata avanti faticosamente dal prof. Nicola Terracciano.
Luca Bagatin
Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia

Anch’io sono quasi completamente d’accordo con te e non approvo la candidatura di Prodi per il c-s. Ma come si fa a candidare uno come Prodi? Mi sono sempre chiesto come abbia potuto fare il Presidente della Commissione Europea che è stata guidata sempre da personalità di alto profilo.
Ieri sera l’ho visto a Porta a Porta e francamente sono rimasto sbigottito dalla pochezza degli argomenti, dalle forti titubanze, dalle idee confuse che ha espresso sotto l’incalzare delle domande dei giornalisti. Mi è sembrato veramente un pesce fuor d’acqua, senza energia, senza entusiasmo con la sola certezza, di cui tutti al c-s si fanno vanto, che comunque vincerà. Beato lui che ci crede!! Io come molti comincio a pensare che Prodi e tutto il c-s stanno consegnando di nuovo il paese in mano al c-d. Finché siamo in tempo dovremmo batterci per trovare un’altro candidato. Faccio un appello a tutti gli uomini di buona volontà.
tutto bene e d’accordo come premessa, anche l’opposizione dentro l’Unione, molti voteranno Prodi turandosi il naso, ma l’unica scelta è dare fiducia ancora una volta a Pannella e alla Rosa, se non si lavora con loro ci si sperde.
,
auguri di cuore
ci vuole un certo coraggio ed una certa conoscenza storica per rifarsi a giustizia e liberta, a carlo rosselli ed al suo manifesto per un socialismo liberale,
sono da tempo convinto che questo sia il pezzo di sinistra che manca,
il pezzo di sinistra che da troppo tempo è emarginato e negato,
il pezzo di sinistra che può fare la differenza rompendo un circolo chiuso e vizioso di cattocomunismo ormai storicamente e culturalmente superato,
il pezzo di sinistra che può caratterizzare un modello italiano di politica di governo, fuori e oltre i rottami del passato…
ci si sente
carlo.v