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NON SOLO BERLUSCONI MA TUTTA “LA SECONDA REPUBBLICA” VADA A CASA

Vorremmo conoscere il genio che ha lanciato (ahimè fino ad ora con successo) l’idea di non partecipare alle sedute parlamentari in occasione del dibattito sulla fiducia, dopo la bocciatura dell’articolo uno della legge di rendicontazione del bilancio. (P)

di Redazione Pensalibero.it | 13 Ottobre 2011

No, purtroppo non è così facile. Le dimissioni di Berlusconi o il suo disarcionamento, daranno pure l’orgasmo a quelli che masticano amaro da venti anni, quelli che combattono per odio ma sono indifferenti alle sorti della cosa pubblica. Ma non bastano da sole.
Non è colpa nostra: non siamo fissati con l’equidistanza tra i due poli (che sarebbe una solenne sciocchezza, visto che preferiamo giudicare caso per caso). Il fatto è che non appena il centrodestra si avvita rendendosi protagonista di una bischerata dietro l’altra, subito il centrosinistra viene colto dalle vertigini e non sa fare di meglio di proporci le bischerate sue.
Vorremmo conoscere il genio che ha lanciato (ahimè fino ad ora con successo) l’idea di non partecipare alle sedute parlamentari in occasione del dibattito sulla fiducia, dopo la bocciatura dell’articolo uno della legge di rendicontazione del bilancio.
Non c’era modo più efficace per dimostrare:
a) che il centrosinistra è privo di strategia e proposte alternative e non sa fare altro che chiedere quotidianamente le dimissioni di Berlusconi;
b) che è diviso tra coloro che vorrebbero chiedere nuove elezioni subito e coloro che vorrebbero, invece, proseguire questa legislatura con la trovata di un governo “tecnico”, ovvero di un governo che troverebbe i voti mancanti tra quei parlamentari che temono di andare a casa innanzitempo;
c) che lo stesso centrosinistra, a parte l’aria burbanzosa e perennemente accigliata dei suoi esponenti di spicco non è più serio ed affidabile né ha maggior senso delle istituzioni di quanto ne abbia il centrodestra.
Per cui, purtroppo, non basta che si dimetta Berlusconi. E’ tutta la “seconda repubblica” che deve andare a casa. Vi pare possibile risolvere il tutto con la foto di Vasto, cioè con la triade Bersani, Di Pietro Vendola?
Riteniamo di no. E siamo allibiti dalla assoluta mancanza di senso della realtà che l’intero sistema dei partiti esibisce ogni giorno di più. Giochetti e schermaglie autoreferenziali, come se i drammatici problemi di oggi non riguardassero la disperazione delle famiglie che vedono sgretolarsi i pochi e sudati risparmi che avrebbero dovuto essere la fonte della loro serenità, le speranze dei giovani incerti tra il richiamo delle loro radici e la fuga fuori dai confini, le ansie di lavoratori maturi terrorizzati dal pericolo di essere estromessi anzitempo dal lavoro, la nausea di un popolo che avverte l’assenza di una guida quale che sia.
In Italia non può avvenire come in Spagna e in altri Paesi nei quali è lo stesso premier uscente a stabilire nuove elezioni. Berlusconi può solo decidere di dimettersi, ma poi la palla passa al Capo dello Stato che non potrebbe sciogliere le Camere se si palesasse una qualsiasi maggioranza a favore di un qualsiasi governicchio, si fa per dire, tecnico. Sono le contraddizioni delle nostre abborracciate e incomplete modifiche alle norme istituzional-costituzional-elettorali.
Circola la voce di una tentazione dalla quale sarebbe attratto Berlusconi: mollare l’ormai (per lui) infido PDL e creare un nuovo partito. Ceda a questa tentazione, presidente! Lo faccia questo nuovo partito. E annunci fino da ora che si dimetterà a gennaio o febbraio in modo da votare in primavera, dopo avere portato realmente a termine la manovra per fronteggiare la crisi ed approvato il piano per lo sviluppo. Nessuno in questo caso potrebbe negarle nuove elezioni. Che sarebbero la fine di questa brutta fase politica e l’inizio di qualcosa di diverso e forse migliore: una sinistra rinnovata che trova il coraggio di guardare alle proprie contraddizioni; la nascita di una formazione di ispirazione laica e socialista; un centrodestra meno arrembante; un po’ di zavorra lasciata a se stessa; e, perché no, un Suo avvio verso la meritata pensione, reso meno brusco dalla permanenza di un partito ispirato alla Sua persona. Magari più piccolo, ma meno riottoso dell’attuale PDL.

P.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. nicola cariglia

    16 Ottobre 2011 alle 22:29

    Caro Luigi,
    ti segnalo questo articolo che forse ti era sfuggito:
    http://pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=6927

    Rispondi
  2. LUIGI

    15 Ottobre 2011 alle 22:23

    Scusa Cariglia, tu parli di sinistra rinnovata, forza laico socialista, centro destra meno ecc. Come mai non parli di nuovo partito cattolico o nuova DC? Eppura mi pare sia un’ipotesi ben più realistica delle precedenti e tale da buttare all’aria il banco.

    Rispondi
  3. Trevigiano

    14 Ottobre 2011 alle 17:51

    Se Renzi si nega:101

    Rispondi
  4. Maria Rita Monaco

    14 Ottobre 2011 alle 12:50

    Caro Nicola,
    loro dovrebbero avere uno straccio di dignità e andarsene tutti a casa, noi dovremmo avere la forza delle parole per cominciare a sfoltire le vaste schiere del premiato poltronificio italico, ma credo che a molti vada bene così e si aizza la folla, giustamente indignata, per i propri interessi con risultati che potrebbero essere catastrofici per la nostra democrazia.

    Rispondi
  5. Trevigiano

    14 Ottobre 2011 alle 12:32

    Se Renzi entra sicuro!

    Rispondi
  6. Nicola Cariglia

    14 Ottobre 2011 alle 12:25

    Caro Trevigiano,
    non è una cattiva idea. Tu dici “solo cento”. Ce la faremo ad arrivarci?

    Rispondi
  7. Trevigiano

    14 Ottobre 2011 alle 10:19

    Silvio Berlusconi e i sette nani: Bersani, Vendola, Rosy Bindi, Signorini, D’Alema, Di Pietro, Casini.
    Se gli fa fare la figura del nano Berlusconi, te li immagini di fronte ad Hillary incazzata? Ma vadano a casa!
    Nicola ti farei una proposta, scrivi presto un articolo per chiamare a raccolta i politici del futuro invitandoli a inviare il loro curriculum vitae a Pensalibero, per poi fare una sezione con 100 candidati in cui credere e su cui puntare, candidati seri, capaci, col permesso al giornale di indagare ed esporli per quello che sono veramente, solo 100, per ricominciare.

    Rispondi
  8. puccio cartoni

    14 Ottobre 2011 alle 08:16

    Scusa ,Cariglia ,ma io sono convinto ( oramai ne ho viste !) che sia inutile ,o non sufficente ,cambiare le persone o i nomi dei partiti…occorre cambiare il “sistema”,con nuove regole di comportamento .Certo ,nessuno degli attuali “poltronari” lo farà mai (come non si vogliono elezioni anticipate se non si è maturata la “anzianità!), è un cane che si morde la coda ,lo capisco . Ma non mi sembra basti rimestare la minestra ,per scaldarla…

    Rispondi

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