Leggo sui giornali che anche a Malta sono stati denunciati casi di pedofilia di preti. Rilevo il fatto perché se questo fenomeno criminale, all’interno della Chiesa, si verifica in America, Germania, in Irlanda, in Austria, in Francia, in Italia e in altre parti del mondo, non si può parlare di mele marce perché la questione investe un sistema. Ridurre il caso alle responsabilità di Ratzinger, come Vescovo, Cardinale infine come Papa, è francamente riduttivo. Nella sua lettera ai Vescovi irlandesi il Papa ha detto che i preti pedofili debbono essere giudicati non solo dalla Chiesa ma dai Tribunali dello stato. Questo va bene, anche se occorre capire meglio se chi viene a conoscenza del fatto, si tratti di un Sacerdote, di un Vescovo o del Papa, se l’accusato sarà denunciato subito all’autorità giudiziaria. Tuttavia a me pare che il tema investa il sistema nel suo complesso: se c’è un numero così alto di pedofili e così diffuso si tratta di risanare il sistema o di riformarlo? (Celibato, emarginazione della donne, ecc…. Insomma la discussione è seria, soprattutto per i credenti e non è solo chiacchiericcio.
Emanuele Macaluso ( www.leragioni.it)

ancora oggi arrivano rivelazioni di scandali dagli USA:
“La Chiesa non è una democrazia e il Papa non deve dimettersi. Piuttosto deve fare una cosa ancora più difficile: convertirsi”. Così il violento editoriale del Washington Post che, in data 5 aprile, aveva paragonato l’affaire dei preti pedofili allo scandalo americano Watergate degli anni ’70 del secolo scorso. A un giorno di distanza è stato, ancora una volta, il New York Times a riaprire il fuoco, sia pure implicitamente, contro Benedetto XVI e, in maniera diretta, contro i vertici dell’ex Sant’Uffizio per un ulteriore presunto atteggiamento di connivenza nei riguardi d’ecclesiastici, che hanno abusato sessualmente di minori”.
Mi domando perché le famiglie di bambini abusati da sacerdoti a da altre persone del clero non domandino indennizzo economico come hanno fatto negli USA!
Coloro che fanno la morale agli altri, che non smettono di ripeterci il valore della famiglia tradizionale sono ricoperti dal fango.
Sessuofobi quando si tratta di riconoscere persone che vivono alla luce del sole la propria sessulità in amore e senza fra del male al prossimo, poi nell’ombra distruggono la psiche di tanti adoloscenti approfittando, cosa ripugnante, anche di bambini invalidi!
Obbligare uomini e donne di rinunciare alla propria sessualità per dettami religiosi é la vera aberrazione che dovrebbe essere combattuta, perché il frutto di questa “castrazione” dalla natura umana provoca mostruosità!
il mea culpa del Papa non basta, ci vogliono risarcimenti economici per le vittime anche in Europa, la fine dell’obbligo del celibato per i religiosi e soprattutto uno Stato che la smetta di imporre una religione sulle altre in nome di “valori” che essi stesso, politici e religiosi, calpestano per primi!
Dice bene lei Macaluso, in altre parti del mondo, anche in Svizzera é esploso il bubbone e se ne parla ogni giorno nei mezzi di stampa.
Penso sia solo la punta di un iceberg e che ci sia qualcosa di profondamente malato in questa istituzione, solo che il potere e il denaro del Vaticano faranno di tutto per insabbiare, come é loro abitudine.
Vorrei per l’ennesima volta far notare che proprio Ratzinger ha imposto il segreto sulle malefatte dei suoi sottoposti e che perciò ha favorito la delinquenza pedofila.
Peter Boom.
P.S. Basterebbe vedere il doc. della BBC trasmesso anche su Rai 2 circa due anni fa.