Gli scriventi, Lista civica “Voltar Pagina” e Comitato “Geo – Ambiente & Territorio” di
Monterotondo Marittimo, esprimono la loro netta opposizione a qualsiasi ipotesi di relizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti nel territorio comunale, motivata dai seguenti punti:
1. La tecnologia di combustione dei rifiuti è insostenibile sia per le severe conseguenze sul piano sanitario della salute pubblica, che su quello dell’efficienza energetica, in perdita rispetto al recupero e riciclaggio delle materie seconde.
2. Le autorizzazioni rilasciate al precedente impianto “Solemme”, che si intende rilevare,
comprendevano unicamente il “compostaggio” di rifiuti, escludendo la combustione.
3. Il Piano Provinciale dei Rifiuti, adottato ed approvato dall’Amministrazione provinciale,
assegna a Monterotondo il ruolo di compostaggio, non di incenerimento o trattamento termico.
4. Risulta insensato ed inefficiente il trasporto di rifiuti fino a Monterotondo Marittimo quando gli studi indicano l’80% della produzione provinciale lungo la costa e che, come affermato anche dall’assessore Bramerini: “… i rifiuti devono essere trattati e smaltiti il più vicino possibile alle zone di produzione” (8/7/2008 – Presentazione rapporto su ecomafie 2007), tenuto inoltre conto delle tariffe di smaltimento della nostra provincia, tra le più alte della Toscana,ulteriormente penalizzate da costi di carburante e di mezzi su percorsi lunghi e inadeguati.
5. L’area industriale di Carboli si è rivelata un “buco nero” per i finanziamenti pubblici, che, con le varie società, ha inghiottito sino ad ora un totale di circa 20 milioni di euro senza alcuna ricaduta, né occupazione, nonostante le promesse faraoniche.
6. Il territorio comunale è iperproduttore di energia elettrica con 5 centrali geotermiche per circa 800 GWh/anno in una provincia con un surplus produttivo di oltre il 30%, e ha in corso un bando di gara aggiudicato per la realizzazione di una centrale eolica da 7.5 MW raddoppiabile.
7. La vocazione di questo territorio è tipicamente rurale-turistica, ribadita da studi autorevoli come quello di Nomisma del maggio 2004, da quello per Agenda21 del settembre 2004, e dal questionario compilato dagli abitanti di Monterotondo in seno al progetto Agenda21.
8. Le potenzialità e le identità evidenziate dagli studi convergono a identificare nello sviluppo termale la strategia ottimale, con ampie ricadute e prospettive per il territorio e la popolazione.
9. Le attività in atto, di produzioni alimentari tipiche (vino, olio, formaggi e salumi) e di turismo verrebbero gravemente danneggiate nell’immagine e nella qualità dall’avvio di un simile impianto.
Le suddette organizzazioni, per i motivi elencati, rigettano qualsiasi ipotesi in merito e
presenteranno istanze presso tutti gli organi competenti, compreso il TAR, per demolire un così pericoloso progetto per la salute degli abitanti e per le attività in corso, per garantire alle generazioni future reali prospettive legate all’identità territoriale.
Graziano Bianchi, Sennuccio del Bene

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