
E’ sulla controversa accusa di genocidio il premier scandisce: “L’accusa di Genocidio è infondata”. Le critiche a Israele su Gaza sono “bugie antisemite”. Netanyahu ha inoltre negato di star obbligando ai palestinesi di lasciare Gaza: “Per caso i nazisti chiedevano gentilmente agli ebrei di andarsene? – ha chiesto – Ora vorrei porvi una domanda semplice, una domanda logica: Un Paese che sta commettendo un genocidio, implorerebbe la popolazione civile che dovrebbe essere il suo obiettivo di mettersi al riparo?” All’inizio del suo discorso all’Assemblea Generale Onu – durato circa 40 minuti – Netanyahu con una mappa della Regione in mano, ha riassunto l’azione dell’esercito israeliano di questi ultimi mesi contro i suoi nemici. “Israele ha martellato gli Houthi, schiacciato la grande parte di Hamas, paralizzato Hezbollah”. “Dobbiamo proseguire la nostra azione contro Hamas” dice il premier rivolgendosi alla comunità internazionale e ai media e attaccando anche l’Autorità palestinese che dice “è corrotta alla radice”. “Riconoscere la Palestina incoraggia i terroristi”, ha avvertito. Secondo il leader israeliano i “Palestinesi non credono in soluzione a 2 Stati e non vogliono questa soluzione”. Quindi ha ricordato i successi di Israele contro l’Iran, gli Houthi in Yemen, in Siria e contro i leader di Hamas a Gaza. Un accordo di pace con il Libano è a portata di mano: “Se il governo prosegue con il disarmo di Hezbollah, possiamo raggiungere una pace stabile”. “Una vittoria su Hamas renderà pace possibile con paesi arabi e musulmani”. L’ex primo ministro britannico Tony Blair vorrebbe un ruolo nella gestione di Gaza dopo la guerra nell’ambito del piano di pace del presidente Usa Donald Trump. Lo sostiene il Financial Times. Blair ha discusso della gestione postbellica di Gaza con Trump, che ha presentato questa settimana nuove proposte per un cessate il fuoco a Gaza. La proposta Trump prevede la costituzione di un comitato palestinese per amministrare la Striscia, con la supervisione di un organismo di supervisione internazionale. Uno dei componenti di questo organismo dovrebbe essere Blair. Un’altra fonte sentita dal FT ha detto che all’ex capo del governo di Londra verrebbe affidata la presidenza dell’Autorità internazionale transitoria a di Gaza. I paesi europei e arabi sono contrari all’idea di questo tipo di organismo, perché ritengono che mette ai margini i palestinesi e mancherebbe di legittimità agli occhi dei gazawi (nativo o originario di Gaza). “Siamo molto vicini ad un accordo a Gaza che libererà gli ostaggi e porterà la pace”. Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca, dopo il lungo discorso di Benjamin Netanyahu all’Assemblea Generale Onu. Il padre dell’ostaggio Bar Kuperstein, Tal, è stato allontanato dalla sede dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo aver urlato il suo dolore e aver interrotto per due volte il discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tal Kuperstein ha avuto un ictus in seguito a un grave incidente automobilistico e ha difficoltà a parlare. In sedia a rotelle, stava seguendo il discorso di Netanyahu in galleria. Netanyahu ha spiegato che l’esercito israeliano sta osservando regole di ingaggio molto stringenti per non colpire civili, cosa riconosciuta da esperti militari, e che il rapporto tra civili uccisi è molto basso rispetto a guerre recenti come quella in Afghanistan. Netanyahu ha spiegato che è Hamas a trattenere nelle zone di guerra i civili e ad usarli come scudi umani. Il primo ministro ha quindi spiegato che Israele sta facendo “tutto il possibile” ridurre al minimo le vittime civili. Fischi e applausi per il premier Netanyahu, alcune delegazioni lasciano l’aula appena il premier israeliano prende la parola. Anche fuori da Palazzo di Vetro ci sono picchetti di manifestanti pro-Pal. Una serie di attivisti ha programmato una marcia da Times Square, in concomitanza con il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu all’assemblea generale dell’Onu, per chiedere l’arresto per “crimini di guerra”, così come previsto dopo la sentenza della Corte Penale internazionale di giustizia dell’Aia. La Svezia ha stanziato 420 milioni di corone svedesi (45 milioni di dollari) per aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, a sostegno dell’assistenza sanitaria e della distribuzione di cibo. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri svedese. Dunque la cosiddetta rivoluzione è fallita.
Giuseppe Basilico

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