L’ultimo suicidio di un detenuto è avvenuto ad Udine, a Vasto invece era un agente di Polizia Penitenziaria.

In questi giorni, inoltre, si discute della presunta chiusura della Casa Circondariale di Marsala. A tal proposito, alla riapertura dei lavori della Camera l’on. Rita Bernardini ha depositato una mozione riguardante l’equiparazione degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria con quelli di altre forze di Polizia, mentre l’associazione “Detenuto Ignoto”, per iniziativa di Irene Testa, insiste nella petizione per chiedere al Governo l’introduzione del reato di tortura che in Italia ancora non c’è.
Pochi gli agenti e troppi i detenuti: 45mila posti per 67mila detenuti; 9 milioni di processi arretrati, 10 anni per una sentenza definitiva, 170mila processi che cadranno in prescrizione, il 40% dei detenuti è in attesa di giudizio da mesi o anni e quel che è peggio è che di questi il 50% risulterà innocente. La Ministra Severino ha recentemente risposto con il numero di 11.573 nuovi posti in nuove carceri, il Presidente Giorgio Napolitano, invece, ha dichiarato: “E’ una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile, è una realtà non giustificabile in nome della sicurezza che ne viene più insidiata che garantita”, ma era il 28 Luglio 2011, più di un anno fa, durante un convegno dei Radicali.
Poco spazio a queste notizie, che ci arrivano quotidianamente dal pianeta-giustizia, e silenzio assoluto su tante altre come quella di uno sciopero della fame che, in questa calda estate, ha coinvolto oltre 30mila tra detenuti e personale carcerario per quattro giorni quattro. E’ soltanto un caso che, nelle carceri italiane, in quei quattro giorni, non ci sia stato alcun suicidio?

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