
Un titolo a tratti curioso che ha dei limiti individuabili anche nella confusione sul genere a cui questo film vorrebbe appartenere.
Una ragazza dai poteri soprannaturali scappa da un manicomio criminale, incontra persone di ogni specie e riesce alla fine a essere libera.
Una trama semplice che va analizzata più a fondo per comprendere il film.
Non sappiamo perché Mona Lisa Lee (Jeon Jong-seo), abbia passato anni nell’ospedale, dove viene tenuta come un animale e trattata come tale, ma facciamo il tifo per lei quando per scappare usa i suoi poteri contro l’estetista che le deve tagliare le unghie e la apostrofa come demente solo perché lei non parla. E perché dovrebbe, il mondo non ha mai fatto niente per lei se non rinchiuderla invece di aiutarla.
Una volta fuori, comincia una caccia all’uomo degna dei più sanguinosi film di vendetta, con tanto di poliziotto che la rende la sua balena bianca. La determinazione con cui questo poliziotto sovrappeso dà la caccia ad una ragazzina che vuole solo essere libera è degna dell’indimenticabile Will Teasle il sadico sceriffo di Rambo. L’incontro con la spogliarellista Bonnie (Kate Hudson) e soprattutto con suo figlio segnano un punto di svolta nella sua vita. La prima la sfrutta per i suoi poteri e la usa per rubare soldi agli ignari clienti che vorrebbero solo usare il bancomat, mentre il secondo le mostra cosa voglia dire essere gentili con gli altri senza chiedere nulla in cambio. E’ la prima volta che Mona Lisa scopre che al mondo ci sono ancora anime innocenti ed è per questo che decide si sua volontà di aiutare il bambino contro i bulli che lo perseguitano. Braccata e sola con Ray che vuole scappare da una madre che crede lo odi, i due arrivano fino all’aeroporto, ma si devono separare. Ray si rende conto che la polizia li bracca, così afferra la mano di una sconosciuta asiatica e comincia a gridare di essere stato rapito. Permettendo a Mona Lisa di prendere il suo primo aereo verso la libertà e tornando a casa da Bonnie che alla fine, con tutti i suoi difetti e le sue mancanze gli vuole bene e non saprebbe come vivere senza suo figlio.
Caotico, confusionale, un po’ scontato nelle sue parti più politicamente corrette: Polizia = cattivi con un cast che recita in sottotono, tranne Kate Hudson che invece è sopra le righe come il suo personaggio richiede, è un film godibile ma per favore non gridiamo al capolavoro.
Maria Rita Monaco

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