E’ vero che il territorio di Milano è una spugna che galleggia su una falda che diventa sempre più grande da quando non c’è più la siderurgia e qualche genio dell’urbanistica ha prosciugato i navigli che servivano da sfogo. Milano è sorta ed è diventata ricca proprio perchè era al centro delle vie d’acqua : i barconi carichi di sale che risalivano il Po da Venezia e tornavano carichi di armi, armature (temperate con l’acqua…) e merci preziose, gli altri barconi che partivano da Milano per i laghi e poi via muletti per la Svizzera fino al Reno, spesso taglieggiati dalle famiglie dei “cardinali pirati”, i Borromeo sul lago Maggiore, gli Odescalchi su quello di Como.
Ma forse, mentre celebriamo i grandi sindaci socialisti di Milano, sarebbe il caso di approfondire quando il saccheggio urbanistico di Milano ha consentito agli immobiliaristi tangentari e tangentati di espandersi sui terreni che adesso vanno sott’acqua quando piove, e chi ha avuto la pensata di prosciugare i navigli perchè la movida non fosse disturbata dalle zanzare (ci sono anche altri sistemi…).

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