
Parlare a sinistra con il cuore altrove, è questa la cifra del fenomeno-Renzi, un curioso caso di strabismo politico? Lui ha giustamente affermato che i voti si vanno a prendere fuori dal cortile nel quale si razzola sempre, tuttavia è probabile che in questa caccia si sia lasciato prendere la mano. E fa bene a insistere su primarie aperte, non solo perché è giusto di per se ma anche perché – a maggior ragione con le idee che ha lanciato – esse rappresentano l’unica possibilità (e solo una possibilità) che egli ha di correre per la leadership di questo Centro-sinistra: gli apparati comunque non gli concederanno alcuna chance.
Se mettiamo insieme l’estensione del metodo contributivo per tutti i lavoratori con il taglio ai costi della politica (ivi inclusa la messa in soffitta del finanziamento pubblico ai partiti), l’abolizione delle province con quella del valore legale di studio (antica battaglia liberale soffocata dall’arretratezza del pensiero dominante), le idee sulle scelte in casa Fiat con alcune posizioni assunte da Sindaco della città di Firenze, si compone un quadro poco compatibile – per non dire antitetico – con le basi culturali e ideologiche del Centro-sinistra.
Con la seconda edizione della kermesse fiorentina alla Leopolda si potrebbe anche affermare o concedere a Matteo Renzi di aver superato l’esame del passaggio dalla ‘rottamazione’ (che in queste pagine ho criticato per l’inettitudine a suscitare, di per se, attenzione e consensi duraturi) alla proposta. Perché se è vero che la proposta non appare ancora compiuta, è altrettanto vero 1) che dalla politica siamo abituati ad ascoltare affermazioni ben più vaghe di quelle che egli ha espresso in questi giorni e 2) che quanto ad oggi prodotto è già di per se idoneo a delinare un quadro, un humus politico-culturale capace di unire e – per ciò – anche di dividere.
Ed è per la sufficiente chiarezza del riferimento politico-culturale, al di là del formale inquadramento, che chiudo questa riflessione richiamando i nodi irrisolti citati su queste pagine poche settimane fa: qual’è dunque la rotta, chi sono i compagni di viaggio, quali le (verosimili) alleanze? Il fenomeno-Renzi rischia di rappresentare, nello sviluppo della vicenda storica degli eredi di DC e PCI, l’innesto di un corpo estraneo, a forte rischio di eiezione. Se dovessi azzardare una risposta potrei concludere che l’unica sua vera chance sia di provare a correre come premier, si, ma per il Centro-destra.

Io non capisco tutto questo parlare per slogan. E di Renzi “fenomeno” io non ci vedo nulla. La gente ogni tanto ha bisopgno di tirare dal sacco uin pupazzo e giocarci per un poco per poi buttarlo via. E’ successo con un sacco di gente e dall’alto della mia bella età di 73 anni di cose orrende ne ho viste tante e di candidati a diventare santi o leader ne ho visti altrettanto tanti. E tutti, alla fine, sono stati messi nel sacco dell’immondizia dagli stessi che l’aveno tolti dalla pattumiera e messi in salotto.
Io dico solo una cosa: senza ideologia non si va da nessuna parte. Perchè l’ideologia è la base di partenza per le idee.
Ed una sinistra che parla con le idee della destra ditemi voi di quiale insalata stiamo parlando.
Mi dispiace ma si sta per verificare l’ennesima spaccatura a sinistra e nessuno riesce a capire che si sta facendo ancora juna volta il gioco della destra e che per battere la destra non si può andare in ordine sparso ed ognuno con idee proprie e proposte proprie che sembrano pompose e piene ed invece alla fine risutano vuote, come zucche che hanno fatto il loro tempo e dentro sono piene solo di semi.
Fate voi. Io non so neppure più quanto vivrò. Spero poco perchè sono certo che più il tempo passa e più staremo peggio. Io forse mi adatterò. Conosco la fame dell’ultima guerra e con poco risolvo i miei problemi. Ma tutti questi Renzi e Grilli che viaggiano con il portafoglio gonfio non so se ce la faranno ad adattarsi come me.
Comunque a chi ha un po’ di buon senso ripeto la vecchnia teoria leninista che “l’estremismo (è la) malattia infantile del comunismo”. E chi ha orecchie e cervello per ascoltare ed intendere, allora ascolti ed intenda.
Caro Paolo,
Non ci capisco bene cosa significhi essere di sinistra.
Credo invece che essere di destra significhi credere in Dio, Patria e famiglia.
Credere quindi che Dio abbia creato i Neutrini, che forse vanno più veloci della luce, perché se così sarà, avremo a disposizione tutta l’energia di altri infiniti Universi.
Che l’Italia abbia la leadership assoluta su questo.
Che la famiglia sia costituita da coniugi di sesso diverso e posta a base del progresso sociale: Se occorre più sviluppo, non s’incentivano le imprese, ma le famiglie.
Forse Renzi può avere iniziato un percorso di non allontanamento dagli ideali di destra, se mai sarà in grado di capirli, specialmente nel rapporto Neutrini-Energia, ho ancora parecchi dubbi, ma visto ciò che offre il Convento…
sembra più un programma radicale, cioè liberale, laico, socialista..
di destra o di sinistra? ma via!
Credo che Renzi sia un ottimo “picconatore” e se il suo agire può servire per “svegliare” e sgretolare le ultime vestigia di questo PD confuso e senza idee ben vengano le sue picconate (plaudo finalmente “all’onestà” di Bersani che si è finalmente deciso ad ammettere che “…non tutto quello fatto fino ad ora è stato fatto bene”). Purtroppo è anche un ottimo parlatore e con il suo eloquio incanta (spesso sul nulla).
Non parliamo più di destra e sinistra ma parliamo di politici capaci oltre che con le parole con le azioni. Lui , per ora, si è fermato alla prima parte.
Ciao Chiara,
ho parlato di compagni di viaggio, alleati – non di squadra. Non è un problema di poco conto e reputo irragionevole che Renzi non se lo sia (già) posto. Destra e sinistra hanno ancora un senso, per quanto usurato o annacquato; in ogni caso sono due poli del sistema attuale, con partiti ed elettori, con cui fare i conti. Uscire da questo schema (più che dagli ideologismi) non mi pare impresa facile. Comunque, almeno, il futuro è un po’ più aperto e – come sempre – chi vivrà vedrà.
Caro Paolo, nel tuo paradosso c’e’ una verità che precede le tue riflessioni ma non quelle che Renzi ha fatto pubblicamente e ripetutamente, anche oggi. Stiamo davvero ancora parlando, oggi, nel 2011, di destra e di sinistra, invece di capire che questo paese ha necessita’ estrema di uscire dagli ideologismi e di coagulare le proprie risorse ed energie attorno alla soluzione dei nostri endemici problemi?!
E quanto al programma, mi pare che ci siano stati dati punti fermi e netti, riportati da tutti i media, non solo da me, quindi abbiamo materiale su cui confrontarci. La squadra, magari, permettigli di annuciarla quando – e non dico se ma quando – potrà candidarsi. Ritengo che si da persona intelligente non bruciare ora i nomi.