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Maidan e il suo clone

di Enrico Martelloni | 4 Maggio 2014

Da una parte erano migliaia di persone pacifiche al freddo del duro inverno ucraino, giorno e notte presenti a resistere contro Yanukovich e dall’altra il clone, armati di kalascnikov, inneggianti la Russia.

maidanPiazza Maidan a Kiev ha dimostrato quanto il popolo ucraino ha creduto nella protesta pacifica. E’ stata una rivolta popolare che Mazzini avrebbe apprezzato moltissimo. Dio e popolo, infatti, erano per Mazzini il principio del suo apostolato repubblicano e democratico che non riuscì a compire perché l’arretratezza dell’Italia e la sua peculiare divisione non lo permise. Oggi, in Ucraina contro tutte le previsioni, la rivolta senza armi è riuscita. L’ingenuità popolare della disperazione, per un futuro migliore ed una prospettiva di diffuso progresso, ha scombussolato i piani dei gerarchi e dei politici Ucraini che immaginavano un prossimo ritorno tra le braccia della Russia di Putin. Nel frattempo sono state ammazzate più di quattrocento persone nella piazza. Una mattanza ordinata da Putin e Yanukovich. Chi non è stato ucciso dai cecchini nella Piazza Maidan, o è stato fatto sparire dagli ospedali, o è morto nei roghi dei palazzi dati a fuoco. Per un lungo tempo, la politica non ha saputo cogliere l’importanza dell’evento. Oggi ancora molti politici vicino ad oligarchi potenti del paese, sono convinti della forza di Putin e approfittano del caos mentale di milioni d’ucraini. Molta gente non comprende bene quello che sta accadendo. E’ influenzata dai lunghi contatti con la Russia, come un rapporto finito ma non ancora del tutto chiaramente separato. E’ comprensibile. La maggior parte del Popolo ucraino, eppure, crede nella propria indipendenza e guarda all’Europa con fiducia. La guerra, però e lì ad un passo. Nulla permette al paese di guardare con serenità al futuro. Gli uomini sono stati tutti richiamati al loro dovere militare di difendersi da una probabile invasione russa. In Italia non si vede nessuna bandiera arcobaleno di protesta o solidarietà contro l’invasore. Dimostrazione di quanto sia ipocrita e bislacco il pacifismo italiano. Per preparare l’invasione Putin ha trovato il sistema più classico dei Casus belli: la difesa di minoranze etniche negli stati vicini. Esattamente come Hitler. Invece di attendere le libere elezioni di maggio, Putin ha preferito minacciare ed occupare l’Ucraina appropriandosi della Crimea che ormai per ritorsione è senza acqua. La repubblica Ucraina ha deciso di chiudere i rubinetti idrici alla penisola. In questa situazione, Putin ha trovato il modo di clonare al rovescio la popolare pizza Maidan, fatta di qualche energico sostenitore e da diversi infiltrati esperti in guerriglia e tattica militare. Il confronto è presto fatto: dove da una parte erano migliaia di persone pacifiche al freddo del duro inverno ucraino, giorno e notte presenti a resistere contro Yanukovich e dall’altra il clone, armati di kalascnikov, inneggianti la Russia, che rapiscono osservatori dell’Osce per giunta raccontando che questi sono ospiti graditi e non prigionieri, liberi di tornare a casa ma alla condizione di veder liberati i loro, dal carcere. Nello smarrimento di un popolo poverissimo, specie di quella parte meridionale ad est del paese e confinante con la Russia, il contrasto tra una parte e l’altra, può apparire giustificato. Su questo Putin ha tentato, cercando di confondere le prove della sua volontà d’invadere l’Ucrainia. Le continue minacce e le finte proteste di libertà, senza aspettare il risultato del voto popolare, chiariscono le vere intenzioni di Putin. Ignaro, forse, che la Storia non si ripete, o certo invece della sua vittoria, spera che l’Europa tenga presente il ricatto commerciale del suo bene più prezioso. Conta, il capo del Cremlino, nell’Europa calcolatrice che davanti al fatto compiuto, accetti l’invasione. Non sarà così anche per le dure ripercussioni degli Usa; ma non giurerei nulla in questo delicatissimo momento.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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