Amici e colleghi giornalisti, onorevoli deputati e senatori, signore e signori: siamo arcistufi della vostra finta meraviglia ogni volta che nella corruzione resta impigliato, se non pizzicato, un esponente politico riconducibile alla storia del vecchio PCI. E ci viene addirittura la nausea per l’ipocrisia con cui viene trattato il caso, la maniacale attenzione a suggerire che trattasi di eccezione. Eccezione un bel piffero! Cosa ci volete dare a bere? Che avete creduto davvero che Di Pietro e la procura di Milano, di fronte al fatto accertato che alla sede del PCI un signore aveva portato un miliardo, esattamente la stessa cifra che era finita nelle casse della DC e del PSI, si siano confusi perché non sapevano a quale piano si fosse fermato l’ascensore preso dal signore con la valigia? O che quando il signor Greganti venne fermato con una valigetta contenente il solito miliardo (cifra tonda, guarda un po’!) i poliziotti e i magistrati toscani, competenti per territorio, credettero veramente che si trattava dell’incasso di non sappiamo più quale festa dell’Unità?
Ancora una volta ci dobbiamo sorbire la storiella dei “compagni” increduli, addolorati, con le lacrime agli occhi per le vicende di Penati? Il quale, se innocente, lo è al pari di tanti democristiani, socialisti, berlusconiani, etc, trattati senza alcun riguardo. Se colpevole, idem.
Se proprio è vero che non trovate persone disposte a credere che la storia del PCI e del PD è esattamente come la storia degli altri partiti, sempre alle prese con problemi di finanziamento o con mariuoli che profittano ad uso personale di questi problemi, rivolgetevi a noi.
Ve li troveremo, eccome, quelli che non credono alla diversità del PCI e del PD! E che sono disposti a spiegarvi il come ed il perché!
Tuttocchiali

È di questi giorni l’assoluzione piena di Penati…
Rileggendo casualmente le riche di sopra, quelle di Nicola e po le mie, non so se piangere o ridere.
Abbiamo vissuto un clima surreale, dove tutti si saffannavano a manipolare la verità a loro favore, per coprire magagne evidenti con invenzioni sempre più grosse, utili al momento, anche se alla lunga, si sapeva, avrebbero mostrato la corda.
C’è stata una affannata ricerca di dimostrare, da parte di molti, che in fondo i politici “sono tutti uguali” e così i partiti.
Ed hanno vinto loro.
Nonostante qualche assoluzione eccellente ma avvenuta con anni di ritardo questa convinzione sbagliata esiste davvero. E questo spiega i successi incredibili di Grillo e Salvino e forse dello stesso Renzi.
Ed hanno vinto loro che sono riusciti a e stanno riuscendo a darci un politica senza politici. E senza politici di spessore nessuna politica è davvero possibile. E questo, purtroppo, ancora non lo capiamo. Auguri a tutti. E che il 2016 ci porti almeno un po’ di giudizio, e che non bruci quel poco che ci è rimasto nel calderone dove continuano a bruciare consumi e sudate conquiste.
Elio Arnone
Caro Elio,
Tuttocchiali è un noto provocatore, questo si sa. Ma le provocazioni sono spesso benvenute perchè aprono gli occhi. Credo che Tuttocchiali abbia voluto fare riflettere su una cosa singolare: quando si parla e scrive di corruzione a sinistra, i giornali e, talvolta anche i magistrati, lo fanno con circospezione e quasi si scusano. Quando la corruzione è in altri territori (o pare esserci, non cambia niente ai fini del discorso di Tuttocchiali), giù botte da orbi.
Non sarebbe il caso di mantenere un doveroso equilibrio sempre?
In altre parole: perchè in certi casi vige la presunzione di innocenza (sacrosanta) ed in altri la presunzione di colpevolezza (oscena)?
Un caro saluto,
Nicola
Ciao Nicola. Credo che non esistano partiti senza pecore nere. In alcuni abbondano, in altri sono un po’ più rare. Dipende dalla vicinanza o meno dal potere reale. Penso di poterti capire quando accenni alla lunga vicenda giudiziaria di tuo fratello Antonio, (peraltro conclusasi a lieto fine) con grande amarezza. Non dobbiamo dimenticare però che i precedenti Segretari del P.S.D.I. (Longo, Nicolazzi, nonché Tanassi ed altri che neanche ricordo, per finire all’amico Vizzini, prescritto) erano, o comunque sono tutti incappati nei rigori della giustizia. So bene che la responsabilità penale è personale, dico questo solo per ricordare un sistema di malcostume all’epoca molto radicato. Ed oggi sembra che le cose non siano cambiate, anzi addirittura peggiorate. Non si può essere garantisti o giustizialisti ad oltranza a seconda delle convenienze. Da un mese il TG 1 massacra quotidianamente i ladri che rubano a sinistra per far dimenticare i ladri che rubano a destra. Che ladri e corrotti abbondino è di tutta evidenza. Che tutti quelli che scoprono siano innocenti è praticamente impossibile. C’è una stima della Corte dei Conti che quantifica in 70 (Settanta) miliardi di euro l’ammontare della corruzione in Italia.
” Le statistiche della delittuosità, cristallizzate nello SDI (sistema d’indagine gestito dal Ministero dell’interno) e le statistiche giudiziarie della criminalità, rilevate dal Ministero della giustizia, nonché la relazione della Corte dei conti, testimoniano di una massiccia intrusione della corruzione nei gangli vitali del Paese, un’illegalità diffusa che fa sentire molti partecipi di un “comune destino” dove i cittadini che nutrono sentimenti di forte lealtà verso l’interesse generale e verso le istituzioni e le pubbliche amministrazioni iniziano a sentirsi in minoranza.(Milena Gabanelli).
Se Penati è colpevole, lo mettano in galera, perché il danno che fa a chi crede alla politica è di gran lunga maggiore di qualsiasi cifra possa avere illecitamente incassato. Cordialissimi Saluti.
Elio Arnone -Socialdemocratico. (…ancora)