Ancora non era cominciato il congresso nazionale del PLI di Stefano De Luca, a Roma, che la casella postale di Tuttocchiali si è ingolfata di lettere provenienti da una mezza dozzina di sigle sconosciute. Si faticava a capire chi fossero i mittenti, salvo il fatto che tutti reclamavano il loro essere liberali, anzi i veri liberali, a differenza di tutti gli altri. A differenza, soprattutto di quelli facenti capo a De Luca, che hanno il simbolo tradizionale del tricolore e della dizione PLI. Perché proprio loro, in quelle stesse ore, erano stati raggiunti dalla scomunica, senza appello, della Presidente del Partito liberale europeo (ELDR), Annemie Neyts: “l’avv. Stefano De Luca –riportavano tutte le lettere, con le stesse parole- è stato più volte diffidato dalle Segreterie dell’Internazionale e dell’ELDR dal millantare un’appartenenza che non corrisponde al vero”. Firmato Annemie Neyts. Una scomunica vera e propria, diffusa a destra e manca da tutti i “liberali veri”, così come in tutti questi anni sono stati diffusi provvedimenti giudiziari, e quant’altro è stato prodotto da una lotta senza quartiere che ha portato alla creazione di decine e decine di sigle dei “veri e unici liberali”, tutti intenti non a diffondere il verbo ma a coltivare l’illusione che ci siano spoglie da contendersi.
E tutti convinti che si è veri liberali pur contestando il diritto degli altri di dirsi liberali. E che pretendere il bollo e contendersi a suon di bolli la qualifica di liberale non rende ridicoli.
LIBERALI COL BOLLO
Ancora non era cominciato il congresso nazionale del PLI di Stefano De Luca, a Roma, che la casella postale di Tuttocchiali si è ingolfata di lettere provenienti da una mezza dozzina di sigle sconosciute. Si faticava a capire chi fossero i mittenti, salvo il fatto che tutti reclamavano il loro essere liberali, anzi i veri liberali, a differenza di tutti gli altri. A differenza, soprattutto di quelli facenti capo a De Luca, che hanno il simbolo tradizionale del tricolore e della dizione PLI. Perché proprio loro, in quelle stesse ore, erano stati raggiunti dalla scomunica, senza appello, della Presidente del Partito liberale europeo (ELDR), Annemie Neyts: “l’avv. Stefano De Luca –riportavano tutte le lettere, con le stesse parole- è stato più volte diffidato dalle Segreterie dell’Internazionale e dell’ELDR dal millantare un’appartenenza che non corrisponde al vero”. Firmato Annemie Neyts. Una scomunica vera e propria, diffusa a destra e manca da tutti i “liberali veri”, così come in tutti questi anni sono stati diffusi provvedimenti giudiziari, e quant’altro è stato prodotto da una lotta senza quartiere che ha portato alla creazione di decine e decine di sigle dei “veri e unici liberali”, tutti intenti non a diffondere il verbo ma a coltivare l’illusione che ci siano spoglie da contendersi.
E tutti convinti che si è veri liberali pur contestando il diritto degli altri di dirsi liberali. E che pretendere il bollo e contendersi a suon di bolli la qualifica di liberale non rende ridicoli.

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