
Durante il suo recente viaggio in Africa, Papa Leone XIV ha pronunciato discorsi che hanno spostato l’asse della dottrina sociale della Chiesa verso una critica radicale al sistema economico globale.
Proviamo a fare una ricostruzione dei suoi interventi più significativi.
Il Papa ha denunciato il “colonialismo economico” e ha usato parole durissime contro lo sfruttamento delle risorse africane:
“L’Africa non è una miniera da spogliare né una terra da saccheggiare. Il colonialismo politico è finito, ma ha lasciato il posto a un ‘colonialismo economico’ ancora più schiavista, che nega l’eguaglianza dei popoli in nome del profitto di pochi.”
In Ghana, Leone XIV ha collegato la crisi climatica alla diseguaglianza sociale, chiedendo una riparazione storica da parte del Nord del mondo:
“Non può esserci eguaglianza finché i paesi più ricchi scaricano i rifiuti del loro sviluppo sulle spalle dei più poveri. Esiste un debito ecologico che va pagato: l’eguaglianza non è carità, è restituzione di ciò che è stato tolto.”
Riprendendo temi, potremo leggere nel suo libro Liberi sotto la grazia, il Papa ha attaccato direttamente il sistema finanziario:
“L’ingiusta povertà di questa terra è il riflesso speculare dello scandalo dell’accumulo eccessivo in altre parti del mondo. Ogni volta che un uomo accumula beni che non gli servono, sta togliendo il pane a un fratello. La proprietà privata non è un diritto assoluto quando manca il necessario alla sopravvivenza del prossimo.”
“Chiedo alle multinazionali e ai governi: smettetela di soffocare l’Africa. L’eguaglianza inizia dal riconoscimento che ogni vita in questo continente vale quanto una vita a Roma o a New York.”
Papa Leone XIV ha presentato l’Africa non come un continente bisognoso di assistenza, ma come il luogo da cui deve partire la riforma del mondo, da liberare, in una prospettiva di eguaglianza, dal peso del consumismo occidentale che definisce “un cancro della dignità”.
Questi discorsi hanno gettato le basi per una visione dove la fede si incarna totalmente nella lotta contro le diseguaglianze sociali.
Oggi, esce di Papa Leone XIV il libro “Liberi sotto la grazia. Alla scuola di Sant’Agostino di fronte alle sfide della storia”.
Dalle anticipazioni che si possono leggere sulla stampa, il testo di Prevost attacca frontalmente “l’ingiusta povertà che segna il mondo contemporaneo” e invita tutti ad un impegno per la “giustizia sociale e i diritti umani”.
Il messaggio è netto: “senza attenzione ai poveri, ogni annuncio perde forza”. È tempo di essere, finalmente, “testimoni credibili”.
Di fronte a una denuncia così radicale dello strapotere finanziario e alla rivendicazione di una giustizia riparatrice per gli ultimi della Terra, appare evidente che la sinistra deve aprire un dialogo serrato e coraggioso con questa Chiesa, poiché la lotta contro le diseguaglianze e la difesa della dignità umana sono oggi terreni comuni su cui si gioca il futuro della nostra civiltà.
Enrico Rossi

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