L’intervista al Foglio del segretario DS Fassino, nella quale propone alla Casa delle Libertà di appoggiare la corsa di Massimo D’Alema al Quirinale in cambio dell’impegno a tenere determinati comportamenti una volta eletto, rivela un atteggiamento così “straripante” ed eccessivo, da essere difficilmente catalogabile come volontario.
In poche parole: Fassino promette che una volta insediatosi alla massima carica, D’Alema non rispetterà la Costituzione, ma si comporterà secondo una linea concordata con l’opposizione. Per esempio scioglierà le Camere nel caso che il governo Prodi dovesse avere incidenti di percorso.
E’ il caso di ricordare- e qualche commentatore lo ha fatto- che la Costituzione prevede altro. Il Presidente della Repubblica scoglie le Camere, sentiti i Presidenti dei due rami del parlamento, solo dopo aver accertato l’impossibilità di dar vita ad una maggioranza. E’ la norma fatta valere da Scalfaro in occasione del famoso ribaltone (tralasciando il fatto che Scalfaro si adoprava attivamente per crerle le maggioranze atte ad evitare lo scioglimento).
Fassino – è da credere- non era consapevole di quello che stava proponendo. Altrimenti sarebbe un grandissimo ingenuo, oppure un grandissimo arrogante.
Escluso che il segretario DS sia tanto ingenuo o tanto arrogante, la spiegazione che si può dare è non meno allarmante. E’ il solito riflesso condizionato che emerge di tanto in tanto in coloro che hanno alle spalle una storia di lunga milizia nel PCI.
Negli ultimi cinque anni DS e alleati hanno innalzato la bandiera del rispetto delle regole e della fedeltà alla Costituzione: e per garantire il Quirinale a D’Alema, cosa propone Fassino? Niente di più e niente di meno che la violazione delle regole e la modifica “nei fatti” della carta costituzionale.
Insomma, il raggiungimento degli obbiettivi e del potere a qualsiasi costo e compromesso, secondo l’antico insegnamento leninista.
Che, quantomeno come riflesso condizionato, accompagna ancora qualche dirigente diessino.
Lenin è vivo e lotta insieme a noi
Negli ultimi cinque anni DS e alleati hanno innalzato la bandiera del rispetto delle regole e della fedeltà alla Costituzione: e per garantire il Quirinale a D’Alema, cosa propone Fassino? Niente di più e niente di meno che la violazione delle regole e la modifica “nei fatti” della carta costituzionale.

In sostanza : le regole richieste e pretese ( e “legittimate” dal generico appello di “vogliamo le regole!”, sentito ripetutamente in questa campagna elettorale ,riuscendo anche ad infinocchiare il Cavalier Berlusconi ), sono solo quelle che sono considerate utili a , e favoriscono nei fatti i nostri “democratici “ comunisti. Approfittando del fatto che la parola “regole” evoca nella mente concetti di regolarità , di giustizia ,di armonia super partes ,di “democrazia”( quando il termine di “regole”venga utilizzato in politica) , la supposta viene fatta scivolare dolcemente nella sede di destinazione……senza resistenze ! Quando si va a guardare che razza di regole sono , di norma il gioco è già fatto! Ed così il perdente si trasforma – al limite – in vincitore !
Quanto alla Costituzione ( tanto acclamata quanto inapplicata ed elusa ) ,ci scommetto che il futuro Presidente della Repubblica non riuscirà ( come del resto non mi sembra sia mai riuscito ) a sciogliere le Camere PRIMA della scadenza di due anni e mezzo( due e mezzo) almeno di legislatura . E sapete perché ? Perché alla Costituzione si sovrappongono le “ regole” di buona convivenza reclamate dai nostri “onorevoli” : in base alle quali la “pensione” parlamentare e la “liquidazione” ( più dignitosamente mascherata sottola dizione di “ indennità di mancata rielezione”) devono avere il tempo ( almeno metà della legislatura) di diventare “diritti” .Se non passa un tempo minimo ,i neo eletti ( tipo il nobile Caruso,od il pittoresco Vladimir Luxuria) in pensione…. non ci andrebbero !Sorgendo di nuovo per essi il problema di trovarsi un lavoro. E non si aggiungerebbe “anzianità” ai vecchi “onorevoli”! Quale Presidente della Repubblica – rebus sic stantibus –oserebbe rimandare troppo presto il superamento di una situazione di empasse a nuove elezioni ? L’interesse intorno al nuovo Capo dello Stato non è certo campato in aria ! Sicuramente deve essere uno che NON ha fretta ! Quanto al popolo italiano ,ormai sembra assuefatto a tutto !