Mi chiedo con quale coerenza Roberto Maroni chieda il trasferimento dell’agenzia europea del farmaco a Milano (Ema): infatti, non è sempre stato un antieuropeista come tutta quanta la Lega? E, se sì, che cosa dovrebbe fare l’Europa? Darsi la zappa sui piedi e permettere ad un partito suo nemico di rivendicare un traguardo tanto importante? Non sarebbe questo un modo di rafforzarlo al punto da rendere i suoi prossimi attacchi contro l’Ue più efficaci? A meno che non vinca la considerazione, a Bruxelles e in Europa, che una concessione del genere, l’apertura di un ente dell’Unione in una regione governata da un politico antieuropeo, possa riavvicinare le parti, Ue e Lega. Se veramente Bruxelles pensasse di tirare dalla sua parte, e comunque ammansire, uno dei grandi partiti antieuropeisti spingendo tutte le parti ad aprire l’Ema a Milano, ebbene, credo che Maroni presto otterrà una grande vittoria: mi chiedo ora, però, quali sarebbero i suoi meriti effettivi, e che razza di politica sia mai quella per cui il Governatore lombardo possa e voglia sfruttare una situazione del genere. Quale sarebbe la coerenza sua, ripeto, ma anche dei suoi elettori, se fossero d’accordo con lui a proposito di una simile strategia? O Maroni sta facendo uno scambio con la Ue all’insaputa della base leghista?
Fabrizio Amadori

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