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Legge di Bilancio: circo mediatico e politico

La legge di bilancio dovrebbe essere presentate entro il 20 ottobre, ma ad oggi non c’è un testo. Proposte e voci che si rincorrono, discussione farlocca nel Paese e azzerata in Parlamento: chi è maggioranza in Parlamento non può presentare emendamenti, ma lo può fare ovviamente chi è all’opposizione, con certezza matematica di bocciatura. Insomma un Parlamento in cui non si discute ma si ratifica (quasi sempre col voto di fiducia) e un Paese e le varie opinioni che vengono fatte sfogare sul nulla in modo che diano meno fastidio possibile e si eviti che possano concretizzarsi, magari, in perfezionamenti del bilancio stesso

di Vincenzo Donvito | 29 Ottobre 2023

Il 15 ottobre il governo ha fatto una conferenza stampa per presentare la legge di bilancio. Non un testo scritto ma una serie di dichiarazioni con proposte mediamente positive: taglio del cuneo fiscale, lotta alla povertà, soldi alle famiglie, asili gratis, calo del canone Rai (vuoi mettere…).

Tutti i media e i politici si sono messi  a commentare questi buoni propositi come fossero disposizioni pronte per il voto. Abbiamo avuto anche sondaggi d’opinione sul gradimento della manovra. 

Manovra che però il governo ha cominciato a scrivere solo dopo e con disposizioni che, smentendo anche quelle positive presentate in conferenza stampa, tipo aumenti Iva, tasse sulla casa, aiuti alla famiglia che sono diventati aggravi. I soldi che vengono elargiti sono frutto di un aumento del debito pubblico nonostante la premier Meloni non lo dica, e questo in un Paese col 140% di debito pubblico in rapporto al Pil.

La legge di bilancio dovrebbe essere presentate entro il 20 ottobre, ma ad oggi non c’è un testo. Proposte e voci che si rincorrono, discussione farlocca nel Paese e azzerata in Parlamento: chi è maggioranza in Parlamento non può presentare emendamenti, ma lo può fare ovviamente chi è all’opposizione, con certezza matematica di bocciatura. Insomma un Parlamento in cui non si discute ma si ratifica (quasi sempre col voto di fiducia) e un Paese e le varie opinioni che vengono fatte sfogare sul nulla in modo che diano meno fastidio possibile e si eviti che possano concretizzarsi, magari, in perfezionamenti del bilancio stesso. Chi è maggioranza può solo essere un soldatino, chi è opposizione può solo parlarsi addosso.

Se qualcuno in maggioranza dovesse domandarsi come mai cala la fiducia di consumatori e imprese se non è confuso completamente dal proprio fervore ideologico, forse potrà trovare una risposta guardando con serenità questo circo mediatico e politico che il nostro governo ha messo in piedi.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: conferenza stampa, consumatori, debito pubblico, governo, iva, manovra, meloni, opposizione, parlamento, rai, soldi, tasse, voto di fiducia

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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