• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’economia ambientale e la libertà

di Gabriele Caiati | 29 Ottobre 2016

E’ noto che il pensiero liberale in campo economico si traduce nell’esistenza del mercato, visto come strumento della realizzazione della libertà individuale, e nell’aumento del benessere della società nel suo complesso.
La libertà individuale in economia si concretizza, innanzitutto, nella possibilità dei singoli di fare impresa e quindi di creare ricchezza sia per coloro che partecipano alla produzione, siano essi imprenditori, lavoratori, capitalisti e proprietari terrieri, sia per i consumatori che soddisfano i loro bisogni utilizzando i beni e i servizi prodotti. La stessa libertà prende corpo quando si realizza la concorrenza fra aziende, che consente a ciascun consumatore di pagare il prezzo più conveniente per acquistare il bene considerato più utile, fra le possibili opzioni presenti nel mercato.
Gli economisti classici, in primis Adam Smith, ritenuto il padre dell’economia liberale, e tutti gli altri che si sono ispirati a tale filone di pensiero, fino agli anni sessanta del secolo scorso, hanno per lo più sottovalutato o addirittura non hanno considerato la limitatezza delle risorse naturali. Questo è dovuto al fatto che gli economisti hanno sempre cercato di analizzare i fenomeni e i problemi economici del loro tempo e fino alla metà del ventesimo secolo le risorse naturali parevano illimitate a fronte dell’esiguo uso produttivo che se ne faceva.
Agli inizi degli anni settanta del secolo scorso, grazie all’iniziativa di Aurelio Peccei economista liberale, il Club di Roma commissionò a un gruppo di scienziati di fama internazionale la compilazione di un trattato, dal titolo “I limiti dello sviluppo”, che evidenziava come lo sviluppo economico causasse il degrado delle risorse naturali le quali, per loro natura, sono limitate.
Proprio nel corso di quegli anni e in quelli successivi prendeva corpo una nuova disciplina, definita economia ambientale, che, servendosi della strumentazione metodologica propria della scienza economica, evidenziava le interrelazioni tra le attività umane di produzione-consumo e l’ambiente. Questa interconnessione deriva dal fatto che il sistema produzione-consumo per operare utilizza risorse naturali, come materie prime e come mezzi per veicolare i rifiuti.
La nuova disciplina evidenziava, poi, la limitatezza di tali risorse e il loro valore economico, in quanto beni utili all’attività e alla sopravvivenza umana. Rilevava, inoltre, che il valore economico delle risorse naturali, spesso, non si manifesta nel mercato, in quanto molte risorse naturali sono beni liberi, non soggetti a proprietà dei singoli e quindi non sottoposti a compra-vendita. Le risorse naturali, comunque, possono essere valutate e quindi avere un valore monetario.
L’aumento, pertanto, del benessere della società, che tradizionalmente è stato considerato come incremento della ricchezza economico-finanziaria, in chiave moderna deve essere stimato in termini di miglioramento della qualità della vita degli individui, cioè come accrescimento delle loro condizioni economico-sociali ed ambientali. Il problema centrale dello sviluppo è, perciò, quello di bilanciare la crescita economico-sociale con la condizione di eco-compatibilità del sistema. Ciò si ottiene ponendosi in una dimensione teorica che supera il tradizionale approccio all’economia avendo come obiettivo lo sviluppo sostenibile.
La crescita economica, allora, si deve far carico del benessere degli individui tutelandoli dai possibili danni ambientali che si possono creare a margine dell’attività di produzione-consumo. Si tratta di prendere atto che il sistema economico, oltre a generare ricchezza, procura delle disutilità. Queste si manifestano con il consumo continuo ed incondizionato di risorse minerali, vegetali, animali ed anche con il rilascio di rifiuti in aria, in acqua e sul suolo. Il peso di tali disutilità diventa nel tempo sempre più insostenibile, a causa della limitatezza del capitale naturale.
Da tali presupposti si deduce che l’economia ambientale non è più circoscritta solo alla tutela del mercato, della libertà di impresa, della concorrenza e della libera scelta dei consumatori, che rimangono pur sempre delle condizioni irrinunciabili, ma si estende ben oltre. Essa comprende, infatti, la libertà dei produttori e dei consumatori di massimizzare le loro utilità, ma anche quella dei cittadini nel loro complesso di non sopportare disutilità derivanti dal comportamento inadeguato di altri soggetti, accettando, a loro volta, limitazioni di azioni che possono arrecare danni a terzi. Si otterrebbe così uno scambio di limitazioni delle libertà individuali allo scopo di non danneggiare la libertà altrui. E’ nota la seguente frase: “la libertà individuale finisce dove inizia l’altrui libertà”.
Utilizzare questo approccio significa, innanzitutto, ampliare la tutela degli interessi diffusi a scapito di interessi particolari. Inoltre vuole dire interrogarsi sul concetto di vincolo, rendendosi conto che può essere graduato in relazione ai livelli di libertà che si intende concedere. E’ evidente che, qualora si intenda operare in regime liberale, occorre imporre dei vincoli che tutelino l’ambiente in un contesto di massimizzazione dei livelli di libertà.
Su questa base si possono individuare due categorie di vincoli. La prima, che riguarda i vincoli utili, genera comportamenti virtuosi nei confronti dell’ambiente con una limitata diminuzione delle libertà individuali, La seconda categoria, che riguarda i vincoli inutili, produce i medesimi risultati con una inevitabile contrazione delle libertà dei singoli.
In definitiva si attua una tutela ambientale di tipo liberale nella misura in cui si applicano gli strumenti di politica definiti utili, fra quelli che la scienza economica ambientale ha studiato cogliendone le caratteristiche e gli effetti. Non a caso fra questi, negli ultimi anni, sono emersi gli strumenti volontari che prevedono l’adesione spontanea di imprese, o di altri soggetti privati, ad atteggiamenti eco-compatibili col fine di catturare la sensibilità ambientale e l’interesse dei consumatori per i loro prodotti.

Gabriele Caiati
Comitato Scientifico Società Libera

Pubblicato in : EditorialeTag: ambiente, anni, anni settanta, consumatori, danni, Economia ambientale, finanziaria, libertà, mercato, natura, qualità della vita, regime, rifiuti, roma, scambio, secolo scorso, sistema economico, sviluppo

Info Gabriele Caiati

Gabriele Caiati è docente di Economia alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano. Laureato in Scienze economiche all’Università di Siena, dopo una attività iniziale presso la stessa Università, ha operato presso l’Università L. Bocconi e, dal 1984, è professore presso l’Università di Milano. E’ stato visiting professor presso l’Università di Oxford. Responsabile per oltre un decennio dell’Ufficio Studi dell’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia. Tiene attualmente più corsi di Economia, Politica e Legislazione ambientali in diverse Facoltà dell’Università di Milano e insegna Economia e Politica Ambientale nel Master in International Affairs presso ISPI, Istituto di Politica Internazionale di Milano e nel Corso sullo Sviluppo Sostenibile (Summer e Winter School) presso lo stesso Istituto. E’ editorialista economico-ambientale del mensile Mark-up e membro della Società degli Economisti ambientali europei. I suoi interessi di ricerca riguardano l’Economia ambientale, l’Economia del territorio e l’Economia agro-alimentare

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti