La vicenda Alitalia si stava sviluppando secondo un copione gia’ visto e collaudato: una svendita frettolosa di una strategica impresa pubblica tramite trattativa privata con un solo compratore quale alternativa secca alla chiusura per fallimento. E’ piu’ o meno la stessa tattica usata in passato dai soliti furbi per sfilare allo Stato, cioe’ a noi, la SME, la Societa’ Autostrade, Telecom Italia, ecc. E’ una situazione simile a quando persone senza scrupoli sottraggono a parenti affetti da demenzia senile preziosi, quadri e mobili antichi con la scusa di riordinare la casa. Questa volta pero’ il caso ha voluto che la fase finale del “giochetto” sull’Alitalia sia capitato in mezzo alla campagna elettorale e quindi e’ al centro del dibattito politico.
L’offerta della Air France e’ misera sia per il prezzo, 138 milioni di Euro per il capitale azionario e 700 milioni per le obbligazioni, pagabili tramite scambio azionario (l’Alitalia cosi’ avrebbe il 2.5% delle azioni del nuovo gruppo), sia per le condizioni annesse cioe’ licenziamenti, dismissione AZ cargo, abbandono Malpensa, 300 milioni di Euro di prestito ponte da parte dello Stato. Per giustificare questa umiliante valutazione il compratore Air France, senza sollevare la minima obiezione del venditore, Ministero del Tesoro, ha indicato anzi enfatizzato le perdite di gestione (1 milione di Euro al giorno), il passivo accumulato, la bassa produttivita’ del personale, gli aerei decrepiti ed ipotecati. Nulla e’ stato detto degli assets, i valori attivi dell’Alitalia che a parte il marchio, i 20 milioni di passeggeri annui ed i suoi rapporti con Operatori Turistici ed Agenzie di Viaggio, sono rappresentati dagli slots (diritti di atterraggio e decollo) che ha nei piu’ importanti e trafficati aereoporti del mondo. Questi slots hanno un valore direttamente proporzionale a quello dello scalo. Per esempio, un singolo slot per l’aeroporto Heathrow a Londra, e’ stato recentemente venduto per 50 milioni di dollari. L’Alitalia ha nel suo portafoglio centinaia di slots in tutti i piu’ trafficati scali aeroportuali del mondo. La cosa stupefacente e’ che dalla prossima settimana il valore di questi slots e’ destinato ad aumentare notevolmente perche’ dall’ 1 Aprile entra in vigore il trattato Open Skies tra Europa e Stati Uniti. Questo trattato, che rivoluziona il trasporto aereo internazionale, prevede l’annullamento degli accordi bilaterali tra singole nazioni e, quindi, le compagnie aeree americane ed europee potranno operare qualsiasi collegamento diretto tra i due continenti senza alcun limite. Inoltre le compagnie americane potranno anche operare collegamenti nell’ambito europeo. Cosi’ dalla prossima settimana, per esempio, l’Air France operera’ un volo da Londra a Los Angeles e la British Airways da Parigi a New York. Tra l’altro questo accordo permette agli aeroporti di trattare direttamente con le compagnie aeree senza previa autorizzazione dei Ministeri competenti e questo rinforza la posizione di Malpensa che, per esempio, potrebbe diventare l’hub europeo di un vettore americano.
In questo nuovo scenario pare ovvio che l’Alitalia come compagnia europea, con i suoi slots e 20 milioni di passeggeri annui, potrebbe essere un partner strategico di ricche ed ambiziose compagnie aeree soprattutto asiatiche ed arabe che aspirano ad entrare nel piu’ redditizio mercato dei collegamenti aerei, cioe’ quello tra Europa ed America.
Perche’ diventare un partner insignificante al 2% di Air France quando e’ possibile un rapporto paritetico con un’altra compagnia aerea? Probabilmente, a parte i guadagni non meritati (50 milioni di Euro) della banche d’affari che hanno organizzato la gara di vendita dell’Alitalia andata poi deserta, e managers di passaggio con buone uscite milionarie, il motivo e’ politico. In cambio dell’Alitalia la Francia consentira’ l’ingresso di societa’ italiane in un loro settore strategico industriale, forse quello delle centrali elettriche nucleari, il piu’ grande business del futuro considerando Kyoto ed il prezzo del petrolio.
Insomma questa operazione e’ stata decisa a livello di capi di governo e quindi senza quella trasparenza che solo sani principi di libero mercato possono garantire.
A. Terra

Ma perchè la nostra Magistratura ( generalizzare è un abuso ,ma siamo senza ipotesi alternative,nel caso) si occupa di tanti casi ,meno che di quelli che gridano all’allarme? Perchè se qualche Giudice dirazza da certi andazzi ,viene indagato e sostituito? Perchè la nostra Magistratura si ammanta di aggettivazioni del tipo di “democratica”, distinguendosi per l’appartenenza dei componenti iscritti ?Perchè se uno compra deve essere indagato per eccesso di potere ,profitto idebito o per conflitto di interessi, mentre se svende deve solo fare in fretta , ed è indicato come un salvatore della Patria?
Ci sarebbero tanti misteri…..
Ma perche’ la magistratura non apre un’inchiesta? Visto che anche il Ministro dei Trasporti era all’oscuro della trattativa e che le condizioni contrattuali sono cambiate notevolmente dopo certi interventi.