Ho finalmente scoperto qual è il modello di politica fiscale applicato dalla maggior parte dei governi della Repubblica Italiana , dopo l’epoca di Ezio Vanoni : è quello applicato dagli albergatori liguri ancora questa estate.
Il meccanismo è semplice , l’albergatore decide il livello di spesa e di risparmio personale che deve realizzare nell’anno , in generale incrementale di circa il 10-15% rispetto all’anno precedente , lo somma alle spese di funzionamento del proprio albergo , ugualmente incrementate del 10% – anche se dichiara ai quattro venti che “sono aumentate del 30% , a causa delle tasse “( che non ha mai pagato , come documenta la statistica regionale sulla categoria) – ed ottiene l’incasso lordo da realizzare nei mesi “buoni” di attività . Malcontate , se il nostro amico ha incassato 100 lo scorso anno , si propone di incassare 120 quest’anno , sostanzialmente a parità di lavoro e servizio : neanche a parlare di investimenti per migliorare la qualità delle camere, nella migliore delle ipotesi arredate con la plastica Moplen degli anni sessanta; o del servizio , affidato a collaboratori e famililiari che hanno interiorizzato soprattutto il “diritto al mugugno” che la gloriosa Repubblica di Genova garantiva ai suoi marinai dietro modica trattenuta sul salario, e che in questo caso viene però esercitato nei confronti del cliente che , essendo spesso milanese, “paga, chiede e pretende” ; men che meno contribuire allo sviluppo delle attività e del decoro della cittadina nella quale si esercita l’attività , di esclusivo carico della Pro-loco e delle immancabili sagre paesane ( “ al Comune emu già daa – con le famose tasse..) , magari per cercare di allargare il periodo di vendita dei propri servizi oltre i fatidici mesi di luglio ed agosto.
La cifra così ottenuta viene divisa per il numero di clienti/notti dello scorso anno : si ottiene così il prezzo di vendita della camera per notte , che si incrementa di un 25% anno su anno . Lo stesso procedimento viene applicato per spiaggia, ristorante e via discorrendo , ottenendo un effetto apparentemente inspiegabile : la diminuzione progressiva e continua della clientela , che , soprattutto se di età media inferiore ai 65 anni , decide di preferire lunghe trasferte in Spagna e perfino in Francia , spendendo almeno il 25% in meno e non in più rispetto ai prezzi liguri dell’anno precedente, senza nemmeno dover subire rimbrotti per non aver sgombrato in tempo la stanza dopo una settimana di soggiorno ed il pagamento di un migliaio di euro minimo a persona .
Quando la base imponibile, pardon, la clientela si è ristretta in maniera insostenibile e la necessità di investimenti per rendere decentemente credibile il rapporto qualità-prezzo diventa improcrastinabile perfino per il titolare di un albergo con vista sul mare , nessuna esitazione sulla strada da seguire : liquidazione del patrimonio , attraverso una bel cambio di destinazione d’uso e la cessione dell’immobile come appartamenti , generalmente con il pronto assenso e sostegno delle amministrazioni comunali ( guidate di solito da un albergatore o da un concessionario dei bagni ) . Il compito di arrestare il declino di un territorio che ha perso qualsiasi gara di competitività con quelli sostanzialmente identici di Barcellona o Marsiglia, per non parlare di Nizza , passerà a qualcun altro.
Niente di diverso , in fondo , da quello che ha fatto , ultimo ma non certo unico , il governo Prodi : spese in crescita prestabilita e svincolate dall’efficienza ( aumenti indifferenziati per tutti i dipendenti pubblici ) , sofisticate elaborazioni di Visco che portano ad aumentare il carico fiscale di chi già paga le tasse , tentativo di vendersi perfino l’oro della Banca d’Italia pur di non mettere mano alle ragioni vere del dissesto , come invece fece quel Clinton che era stato indicato come esempio e cofondatore della Nuovissima Terza Via Mondiale ma che adesso pare Veltroni debba sostenere da solo .
E neanche molto di diverso da quello che l’attuale opposizione e past-maggioranza ha fatto e propone : eccezionali sconti famiglia , con tasse diminuite del 10+10 % come per l’acquisto delle lavatrici ai Supermercati Brianzoli , unita alla effettiva vendita del patrimonio , attraverso il parallelo iperbolico incremento del debito pubblico , sull’esempio di George W Bush , miglior esecutore mondiale della politica del mitico “Superciuk “ (“ rubo ai poveri per dare ai ricchi”) , che ha abbassato le tasse soprattutto per le aliquote superiori , ridotto i servizi di welfare e creato in soli sei anni , partendo da una situazione di attivo , il maggior buco di bilancio della storia degli Stati Uniti.
Il cliente che paga soddisfatto per la vacanza in Spagna , il contribuente che paga le tasse senza strepitare in Svezia : se si cercasse ispirazione nei vecchi , cari , esempi di politica socialdemocratica di Zapatero , Meidner e via discorrendo ?
Franco D’Alfonso

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