Quando Massimo D’Alema dice, “se noi avessimo detto solo al voto al voto, il centro destra non avrebbe avuto questa crisi”, non è di certo un’affermazione peregrina. D’altra parte, “alzare le barricate”, “chiedere le dimissioni di Berlusconi”, “presentare una mozione sfiducia”, ricompatterebbe una maggioranza, anche divisa. Più di un anno fa, in occasione del Noemi Gate prima, e del D’Addario affaire dopo, la maggioranza ha fatto quadrato intorno al Cav. . O no? Il Pdl è perfino cresciuto nei sondaggi. Eppure, mi direte, dall’estate del 2009 a oggi, è successo il finimondo. Il caso Boffo, la bocciatura del Lodo Alfano, le regionali del Marzo scorso, la prima direzione nazionale del Pdl con il famoso “che fa mi cacci?” di Fini al Cav, il diffondersi di cricche e cricchette di amici del Cav, l’espulsione di Fini dal Pdl, il Ruby-gate, e per finire il Nadia-gate.(ne avrò dimenticato qualcuno) Ma la crisi del ventennio berlusconiano c’è stata, ed è a un punto di non ritorno, per merito di Fini e del suo entourage. Non di certo perchè il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato una mozione di sfiducia, o ha gridato al voto al voto. D’altro canto, l’opinione pubblica italiana, quella che si informa attraverso le televisioni e non legge i giornali, ha iniziato a percepire la crisi della maggioranza in occasione della famosa direzione nazionale del Pdl, spiattellata in diretta Tv. O no? Ciò non sminuisce il ruolo dell’opposizione, ma dovrebbe semplicemente far riflettere i Di Pietro, e chi nel Pd lo insegue. O no?
Giuseppe Alberto Falci www.leragioni.it

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