Anche in Europa Renzi è riuscito a riscuotere applausi dagli italiani. Il problema è sapere se riuscirà ad ottenere qualcosa dai partners europei, cioè, dopo aver tenuto palla, ad andare in goal.
Lo dico con una metafora calcistica, di quelle che piacciono tanto al nostro presidente del consiglio. La squadra di Matteo Renzi è brava (al momento imbattibile) a tenere la palla. Quanto ad andare in goal, le difficoltà, sempre al momento, appaiono insormontabili.
Insomma: impone il suo gioco, che in politica significa costringere gli altri a inseguirci sul nostro terreno, cioè a discutere e confrontarsi sugli argomenti che noi abbiamo posto all’ordine del giorno: argomenti orecchiabili e che piacciono alla gente.
E’ successo anche con il discorso pronunciato a Strasburgo per il semestre europeo a conduzione italiana. Ci voleva qualcuno che sfoderasse un po’ di orgoglio italiano dopo anni di bastonature subite con troppa rassegnazione. Renzi lo ha fatto ricordando che l’Italia paga più di quanto le viene restituito; che la politica del rigore, come ogni politica, non è neutra ( tanto meno in questo momento) e c’è chi ci rimette e chi ci guadagna. A tirare troppo la corda, c’è il rischio di spezzarla. E se qualcuno pensasse di poter fare a meno della Gran Bretagna, spingendola fuori dell’Unione, sappia che per noi l’Unione non avrebbe più senso.
Dunque, anche per il suo comportamento in Europa Renzi è riuscito a riscuotere applausi dagli italiani. E costretto gli altri partiti a continuare a parlare solo di lui. Il problema è sapere se riuscirà ad ottenere qualcosa dai partners europei, cioè, dopo aver tenuto palla, ad andare in goal. E non è detto che qualcosa non riesca a strappare. E’ evidente, infatti, che gli incontri con Angela Merkel non erano andati così bene come Renzi lasciava intendere. Ma nemmeno c’erano state, di fronte alle richieste di maggiore flessibilità, quelle nette chiusure manifestate poi dal ministro dell’economia, Shauble e dal presidente della Bundesbank, Jens Weidman. E’ probabile che la signora Merkel e Renzi si fossero lasciati con ampi margini di ambiguità, come accade negli incontri internazionali quando non c’è accordo e si spera in un futuro migliore. Una ambiguità che ha permesso alla Cancelliera di ottenere dal presidente italiano l’appoggio per Juncker alla carica di presidente della Commissione europea e a quest’ultimo di non farsi sbattere la porta in faccia su ciò che gli stava maggiormente a cuore.
Renzi, e va a suo merito, quella porta lasciata socchiusa la vuole aprire completamente ed ha mostrato i muscoli. Addirittura ha lasciato intendere che persino l’accordo su Juncker potrebbe andare a monte. Ancora una volta ha riscosso gli applausi degli italiani. Ma le alleanze, la strategia ed i mezzi per ottenere una applicazione meno rigida dei parametri per il nostro bilancio ancora non si intravedono.
E’ lo stesso limite che si può riscontrare per il pacchetto di riforme annunciato a più riprese sul piano interno. La riforma sulla giustizia ad oggi è solo un insieme di “ linee guida”, cioè di semplici enunciazioni. Senato e nuova legge elettorale potrebbero diventare qualsiasi cosa. I crediti verso la pubblica amministrazione non sono in pagamento. Gli 80 euro in più in busta paga per alcuni milioni di italiani ci sono ma ancora si aspettano gli effetti sulla ripresa dei consumi, tanto più che la pressione fiscale complessiva continua a crescere.
Insomma: la squadra di Renzi tiene la palla. Il risultato deve ancora sbloccarsi.

Ho letto tutti gli interventi e direi che possono anche essere condivisi, ma mi sembra facile criticare una persona che va a rappresentare una nazione che di credibile ha veramente poco e che cerca di uscirne cercando di ridarle,forse anche un po bluffando un po di credibilità. Certamente Renzi sarà un provinciale, e che sta facendo cose pietose ma a mio avviso ci si dimentica dove siamo e chi ci ha portato in questa situazione. In Italia siamo abituati a dare la colpa al curatore fallimentare che chiude un’azienda e non alla gestione che l’ha portata al fallimento……..
Mi sembra che l’unica cosa che Renzi sta chiedendo all’Europa è la possibilità, di fare debiti in nero: Si l’Italia resterà entro il 3% di deficit, ma se non ci contate gli investimenti per Strade, Ferrovie, Aeroporti etc. altrimenti sarebbe il 13%, ma chiediamo di non dirlo a nessuno.
Che pacchia, con questo 3% di deficit annuo passeremo al 200% di debito sul Pil in 5 anni e poi un nuovo IperMonti.
Caro Puccio,
stai a vedere che l’Italia è stata eliminata dai mondiali per colpa dei giocatori dell’Uruguay che le hanno remato contro….
Direi che Renzi conserva la palla solo perché il ventitreesimo uomo in campo, l’arbitro cioè l’informazione, gioca per lui. Nient’altro, anzi c’è da chiedersi se in campo ci sia davvero una palla e non piuttosto ventidue bischeri che vanno a casaccio qua e là.
Renzi ha deluso molto: alla fine si è dimostrato un gran chiacchierone incapace di fare ciò che è necessario fare, zeppo di chiacchiere da bar contro l’Europa( dove ha fatto la figura del provincialotto e lo hanno preso anche in giro) e su riforme epocali che in realtà non servono ad bel niente e ricalcano quelle del suo predecessore Berlusconi col quale ha stretto un patto ” segreto” per l’allargamento dell’immunità a soggetti che ne erano ( purtroppo per loro) privi. Cosa diamine c’entri l’allargamento dell’immunità parlamentare con la lotta alla disoccupazione giovanile lo sa solo lui!
Beh ,è chiaro che tra giocare in attacco ed andare in goal ci sono di mezzo ….difensori e portiere avversari .Insomma : gente che si oppone non manca. E l’ opposizione più subdola è quella che ti costringe a passare palla senza poter dare l’ affondo . Le precisazioni ed i distinguo prendono tempo ed annullano ogni conclusione. Sollevando da subito il coro accusatorio dei “palleggi,palleggi ” ( chiacchiere ) ma tiri in porta, niente ! Così i “democratici” ed i cultori della Costituzione ,accusando gli altri di sole chiacchiere , prendono tempo e mandano sempre la palla in fallo laterale , salvando il risultato ( la poltrona !). Riuscendo anche a far dimenticare agli spettatori paganti che ,se gli altri non segnano e non fanno guadagnare i tre punti in classifica alla squadra , neppure loro avanzano , essendosi solo preoccupati di distruggere il gioco . E poi i provincialotti sono sempre gli altri…
Ci voleva una Thatcher che dicesse a Renzi ” Give me my money back”. Non si fa il galletto e non si danno lezioni agli altri quando si hanno dei debiti.
Discorso deludente e provincialotto in perfetto stile renziano (sul dire alla Merkel che il colore della sua giacca era come quello della Fiorntina, stendiamo un velo pietoso).
Cacciari stamane su Rai 3 ha detto cosa pensa della riforma elettorale e del Senato……le due una cosa pietosa!
Quanto alla crisi, è tutt’altro che passata, le 80 euro non serviranno che ad accrescere il debito dell’Italia, e non cambierà niente per gli italiani, poiché le tasse aumentano, e specialmente benzina e tasse sull’automobile.