E’un pregiudizio, quello della religione che avvicinerebbe la Russia all’Italia. La Russia è invece ancora molto ateista, mentre la religione più diffusa di gran lunga è quella mussulmana.
In alcuni ambienti in Italia, tra una buona parte di persone, sussiste il pregiudizio che in Russia e i russi, abbiano abbracciato di nuovo la fede cristiana ortodossa repressa dalla tirannide sovietica per più di settanta anni, e risollevata ora da Putin; cosa quest’ultima che non è vera. Semmai fu Eltsin. Questa sarebbe la condizione, o una delle possibilità, secondo parte dell’opinione pubblica italiana, per apprezzare colui che per il resto del mondo è considerato come responsabile di omicidi politici in patria e all’estero, o dell’occupazione della Crimea, per tacere del resto. E’ appunto un pregiudizio, quello della religione che avvicinerebbe la Russia all’Italia. La Russia è invece ancora molto ateista, mentre la religione più diffusa di gran lunga è quella mussulmana. In tutto l’impero costituito dalle sue ex repubbliche sovietiche, quelle come il Tagikistan, Kasachistan, Turkmenistan e Kirghizistan nella regione del Mar Caspio, ad esempio sono di religione islamica, così come le popolazioni vicino alla Georgia. Sono a maggioranza buddista, Invece, tutta la parte oltre la catena montuosa degli Urali, quali le popolazioni della yakutia, dei Buriati nei pressi del Lago Bajkal, il lago più profondo del mondo per intendersi, dove misteriosamente scomparve il tesoro dell’ultimo Zar Nicola II, ribattezzato il tesoro di Kolchak, capo dell’esercito bianco ai tempi della rivoluzione. Nell’immensa terra conquistata dalla Russia zarista passata all’unione sovietica, l’espansione a est ha inglobato molte popolazioni. Evenk, Yakut, Chukchi, Kant, Nenets e altri minuti gruppi sono tutti buddisti. prima di Caterina, queste popolazioni percepivano la vita in modo primitivo e non l’hanno smesso di fare per una gran parte di loro anche oggi. A Mosca vivono etnie differenti, milioni di persone, anche tartare, provenienti da tutto l’est che si definiscono russi per prestigio ma se non sono ateiste, sono mussulmane. Per tre generazioni i russi, poi, non hanno avuto la percezione di che cosa sia la religione. Le chiese furono tutte o quasi tutte distrutte da Lenin e Stalin, che ne cancellarono la memoria. Come capita alle religioni, furono eliminati e dimenticati con metodi repressivi e delatori ogni possibilità, o quasi, di sviluppare un sentimento religioso al di fuori del comunismo. Tutto era stato dimenticato. La Russia, che per tradizione millenaria era considerata un Paese cristiano ortodosso, non lo era in origine, ma lo diventò per voce di Kiev. Ortodossi erano, infatti, gli ucraini. In tutta la vasta area di Kiev, Novgorod e Mosca, gli ucraini vi diffusero l’alfabeto. Pecheska, o grotta, Lavra è a Kiev, il più antico monastero della Chiesa ortodossa cristiana dove, tanto per dirne una, visse Cirillo e Mefodij. Tra le due nazioni, quindi, ateiste per maggioranza di popolazione e oggi in guerra, l’Ucraina ha la primogenitura cristiana con una minoranza di mussulmani; in special modo i Tartari della Crimea, ora occupata dai Russi di Putin. Non solo, ma la parte nord est ucraino è di fede cattolica. Si tratta in particolar modo di Uzgorod e degli Oblast di Liev, per noi Leopoli, e Ivano-Frankivsk. Queste regioni erano molto spesso a contatto con la Polonia e l’impero austro ungarico. La stessa lingua ucraina ha molta somiglianza col polacco e la lingua ceca. Essa era vietata già ai tempi degli Zar. I suoi scrittori e poeti sono ancora oggi celebrati dalla popolazione di tutta l’Ucraina. Il più famoso è Shevchenko, il poeta nazionale e patriota. Ivan Kotlyarevsky era invece, nato a Poltava. Lo scrittore della” Eneida” tolse la schiavitù ai suoi contadini. Ivan Franko dell’omonima città era invece un poeta e partigiano politico socialista perseguitato dalle autorità zariste. Non ha dunque nessun fondamento credere che la religione in Russia possa essere un collante o un punto di contatto sufficiente per giustificare accordi politici ed economici, che il mondo rifiuta. Li rifiuta sapendo bene di dover interrompere gli accordi commerciali che per molti paesi esteri erano considerati proficui. Il sacrificio, se così, lo vogliamo considerare, imposto e subito, serve per ottenere il pacifico rispetto della volontà popolare dell’Ucraina che ha deciso di cambiar pagina e il corso della sua Storia.

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