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La resa dell’Occidente e l’avanzata dei BRICS+

I cinque paesi fondatori storici: Brasile, Russia, India e Cina. L’Occidente è malato di superbia e di sonno. Convinto che la Storia sia un’autostrada a senso unico, asfaltata dai suoi valori e regolata dalla sua moneta, non si accorge – o finge di non vedere – il terremoto che sta spaccando la terra sotto i suoi piedi. Quel terremoto ha un nome cinico, quasi burocratico nella sua sigla, ma ferocissimo nella sua sostanza: BRICS+.

di Giuseppe Basilico · 6 Novembre 2026

I cinque paesi fondatori storici:

Brasile, Russia, India e Cina.

L’Occidente è malato di superbia e di sonno. Convinto che la Storia sia un’autostrada a senso unico, asfaltata dai suoi valori e regolata dalla sua moneta, non si accorge – o finge di non vedere – il terremoto che sta spaccando la terra sotto i suoi piedi. Quel terremoto ha un nome cinico, quasi burocratico nella sua sigla, ma ferocissimo nella sua sostanza: BRICS+.

Non si tratta di una semplice alleanza economica, di un salotto dove statisti in doppiopetto firmano scartoffie. È un blocco tettonico che si muove, un’onda d’urto che sta spingendo il pianeta verso un ordine multipolare dove la vecchia egemonia euro-atlantica non è più il centro del mondo, ma una periferia che si arrocca.

L’integrazione di nuove economie strategiche non fa che accelerare questa mutazione geometrica. Con l’allargamento a colossi energetici e nodi geografici cruciali del Medio Oriente e dell’Africa, il gruppo ha smesso di essere un club di “emergenti” per diventare il portavoce spietato del Sud Globale. Un agglomerato che oggi controlla oltre il 40% delle riserve di petrolio e rappresenta quasi la metà dell’umanità.

Non li unisce l’amore reciproco. Le rivalità interne fra l’India e la Cina per i confini himalayani, o le frizioni storiche tra Iran ed Emirati Arabi, sono sotto gli occhi di tutti. Ma c’è qualcosa di più forte dell’odio o della diffidenza che li divide: l’insofferenza comune per il paternalismo occidentale. La determinazione a non essere più semplici esecutori di regole scritte da altri, ma creatori di un proprio diritto allo sviluppo e alla potenza.

Mentre l’Occidente si perde in sofismi e dibattiti sterili, il blocco BRICS+ ridefinisce la mappa del potere reale. Non serve una guerra frontale per abbattere un impero; basta togliergli la sedia da sotto i piedi. E la sedia sta scivolando via, un dollaro e un barile di petrolio alla volta.

Giuseppe Basilico 

Sezione: Editoriale, Esteri

Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

Tutti gli articoli di Giuseppe Basilico →

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