Ore 22.40. Mentre scriviamo questa nota il risultato elettorale sia al Senato che alla Camera non è ancora del tutto certo. Una cosa comunque è sicura: la gioiosa macchina da guerra dell’Unione ha battuto una musata che ha del clamoroso. Non solo per colpa sua. In vantaggio di 5 punti per gli exit poll della Nexus, il centro sinistra, in astinenza da cinque anni, si è lasciato andare ad un’orgia di dichiarazioni che riascoltandole ora fanno come minimo sbellicare dalle risate. Con il passare delle ore la realtà si è rivelata molto più amara. Francamente non sappiamo come finirà. Dati certi li avremo solo nella mattinata di Martedì 11, certo è che il paese è esattamente diviso a metà. Non ha pagato la mancanza di determinazione del centro destra al governo, ha pagato ancora meno il catastrofismo della sinistra all’opposizione. La sua supponenza ha fatto la differenza. Esattamente come nel ’93, quando la gioiosa macchina da guerra di Achille Ochetto sembrava invincibile. Allora come oggi, la lezione è stata durissima. In due mesi il centro sinistra si è rimangiato una vittoria ormai certa. Ora si pone il problema della governabilità del Paese. Una cosa che qualunque sia il risultato sarà difficilissima. Diventa così ancora più essenziale il progetto al quale ormai da qualche tempo stiamo lavorando. Creare un polo laico, socialista, davvero libertario e autonomo, e proprio per questo libero da schemi e condizionamenti che faccia da motore a quel processo di modernizzazione del Paese che a parole tutti perseguono, sia a destra come a sinistra. Un movimento dal basso che agisca da cassa di risonanza di temi e argomenti, su tutti la riduzione, ma davvero, della spesa pubblica, sui quali richiamare l’attenzione delle forze politiche maggiori. Progetto ambizioso, forse, ma progetto del quale il Paese e quelle forze che vogliono modernizzare il Paese senza mettersi all’ombra di questi o quel potentato hanno bisogno come non mai.
La gioiosa macchina da guerra…… ha colpito ancora!
Ore 22.40. Mentre scriviamo questa nota il risultato elettorale sia al Senato che alla Camera non è ancora del tutto certo. Una cosa comunque è sicura: la gioiosa macchina da guerra dell’Unione ha battuto una musata che ha del clamoroso.

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