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La fine della Politica, estinta..

Ecco questo predefinito, c’era una volta si sarebbe detto l’Essenza dell Politico, come categoria conoscitiva, è proprio la sua inutilità e incapacità, la sua obsolescenza neppure programmata ma genetica! E questo è il vero zeitgeist della Politica attuale (in realtà da decenni,,,,). Come tipologia umana direbbe Jung, il politico antiquato…estinto per evoluzione sociale!

di Roby Guerra | 9 Febbraio 2023

“In Italia si riparla con sempre più insistenza di ripristinare un canale pubblico di finanziamento ai partiti che sia maggiormente efficace, e quindi in pratica capace di fornire maggiori risorse, rispetto alle risorse e ai sistemi attuali. Nel merito, al di là delle diverse posizioni, più o meno condivisibili, resta il fatto che in Italia la politica ha costi che definire esagerati è poco e tali per cui in Italia troppe persone vivono attualmente di politica e quindi mediante le risorse finanziarie ad essa predestinate. Questa critica – che forse molti potranno giudicare ingenerosa – invece si avvale, si rafforza e si consolida in definitiva alla luce dei risultati assai scarsi che in Italia la politica produce. In Italia, fare il politico – in generale – non è tanto un mestiere “onorevole” quanto piuttosto un’occupazione molto ben retribuita.

Non è una questione di finanziamenti, privati o pubblici che siano, è una questione di inutilità e incapacità della politica in generale”

(Angelo Giubileo, Facebook, 7 2 2023 ).

Nei nostri tempi orwelliani (piaccia o meno al mainstream a volte affiora ancora la verità verosimile….(per carità la Verità mai è esistita…): in poche righe il giornalista e “outsider”  filosofo A, Giubileo, può sollecitare pensieri in libertà (basta con le abusate parole..) semplicemente eretici, nello specifico un abc possibile per un vero progressismo ormai futuro remoto, legittimamente alternativo alla legittima (elettori docet) nuova destra emergente almeno in Italia…

“Parola… perifrasi chiave nello specifico è questo “non detto”  di Giubileo “Non è una questione di finanziamenti, privati o pubblici che siano, è una questione di inutilità e incapacità della politica in generale”

Ecco questo predefinito, c’era una volta si sarebbe detto l’Essenza dell Politico, come categoria conoscitiva, è proprio la sua inutilità e incapacità, la sua obsolescenza neppure programmata ma genetica! E questo è il vero zeitgeist della Politica attuale (in realtà da decenni,,,,). Come tipologia umana direbbe Jung, il politico antiquato…estinto per evoluzione sociale!

Indicibile, per una Italia dove la politica è una religione secolare nient’affatto metaforica, ma reale e misconosciuta: nei fatti, infatti sempre in bianconero, manichea, mai una oggettiva parola con tante sfumature non perennemente grigie, almeno in giusta misura colorate e tutte legittimamente, al di dell’ inevitabile a-ideologia, negoziabili!

Poi, verissimo ma misconosciuto, la politica attuale e obsoleta nella sua essenza, persino programmato da una comportamentistica (tabula rasa e non a caso) scommessa a suo tempo  dell’europa (in minuscolo…) e figurarsi quando è entrata in vigore! Infinite le vie del grande reset attuale provocatoriamente?

Ok ma postabc anche se indicibile? Almeno dal punto di vista dialettico di un progressismo neo immaginario?

Nessuno concorderà, ma oso dire, a livello di brainstorming, che segnalare un semplice ramoscello alternativo e piccola rotta inedita, oltre il 2+2 = 5 orwelliano dominante sarà certamente inutile, ma non necessariamente una cazzata…

Ad esempio, s’inizi con stipendi non faraonici, ma ragionevoli  3000 Euro al Massimo per i nostri cari parlamentari… Una sola legislatura…. Candidabili solo occupati nel mondo del lavoro (Dove tornare a fine legislatura) e a priori per quale ministero eventualmente in base a referenze oggettive. Abolizione (l’aveva capito Caligola nella Roma Antica) del vetustissimo e mero doppione inutile Senato. Riduzione della Camera ancora al 50% del numero attuale… Caste(e infinite filiere attinenti) impossibili con tali vincoli…. Riduzionismo politico (bastano con una iperbole ma per intenderci, smartphone e AI per i vari sottosegretari et similia)….. E diritto di voto a 16 anni per per un importante segnale di gioventù.

Fine a pensarci della (Vecchia) Politica come Religione, una semplice tecnologia pragmatica (nel bene o nel male, ma altro Megagioco linguistico e psicosociale, senza ridondanza  e  retorica, senza audience fake news mediatica.)

Naturalmente un problema diversamente amletico…. chi si candiderà per fare una stagione…”politica”,  il cui unico privilegio sarà ,se bravo, il “Politico” eletto, semplicemente di  avere fatto il proprio dovere?

Roby Guerra

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: abolizione, anni, caste, costi, euro, europa, futuro, italia, lavoro, legislatura, merito, mondo, mondo del lavoro, persone, punto di vista, religione, roma

Info Roby Guerra

Roby (o Roberto) Guerra è nato a Ferrara, nel XX secolo, scrittore e blogger: futurista e transumanista ha pubblicato alcuni libri per Armando editore (Roma) e altre case editrici. Saggi e Poesie, futuribili, inoltre alcuni libri ed ebook di fantascienza. Infine cura dal 2008 i blog Asino Rosso e Neofuturismo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Angelo Giubileo

    9 Febbraio 2023 alle 09:25

    Caro Roby, concordo pienamente con te sul fatto che nell'”attualita’” ciò che è in questione è l’essenza del Politico (cfr. opera omonima di Platone), inteso come scelta. E cioè scelta tra due comportamenti o modi di essere, e cioè banalmente “bene e male” secondo la teologia plurimillenaria antecedente al cristianesimo o “amico e nemico” secondo la politica (cfr. Carl Schmitt). In entrambi i casi, la scelta è rappresentata come una scelta che deriva dal “Verbo”. E invece la scelta o decisione primaria ed essenziale appartiene al “dato” (“ciò che”, <to Xreon>, presente nel detto originario di Anassimandro), dell'”essere” che pone ad Amleto la decisione di “essere o non essere”, e in definitiva di mostrare la “potenza” che a sé stesso appartiene, scegliendo l’uno o l’altro modo di essere. Infatti, la scelta di “non-essere”, in realtà, è un altrettanto modo dell'”essere” medesimo. 
    È questo un modo rischioso di intendere l'”essere”? È opportuno sganciare, come fatto da Aristotele, il meccanismo della “potenza” da quello dell'”atto”? L'”attualità” ha già prodotto la trasformazione che noi udiamo o perfino avvistiamo? 
    Il dato reale è che in settant’anni circa siamo passati, come specie, da circa 1,5 a circa 8 miliardi di individui. Abbiamo pertanto sviluppato una maggiore “potenza”, ennesima, che, meccanicamente (deus ex machina) avrebbero detto i Greci, “ci” spinge ad agire. Così che il <to Xreon>, che noi traduciamo con il termine “attualità”, si rivela o disvela invece come pura “potenza” o “energia”. Con riferimento all’uso del primo termine potenza, inteso anche come possibilità, Parmenide dice già che “l’essere è e non è possibile che non sia, il non essere non è e non è possibile che sia”. Quanto all’uso del secondo termine, che Heidegger racchiude nella forma del “man-tenimento dell’essere” – che per entrambi: <è> -, il futuro dipenderà quindi dai modi di uso dell'<energia>, che i Greci definivano cosmica ma di cui già altri popoli, direi molti millenni prima e ben prima degli stessi Veda, avevano già detto. 
    Sempre forza!

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