Tutto secondo copione, dunque. La FIFA ha dato soddisfazione a Chirac ed alla boria dei cugini transalpini.
Zidane,. Grande campione e grande testa, non poteva non essere punito. Troppo evidente il suo fallo.
Ma per addolcire la pillola, ecco la punizione anche per Materazzi, quasi equivalente: tre giornate al francese, due all’azzurro. E’ quella che si definisce una decisione senza precedenti. Mai la giustizia sportiva aveva punito, oltre all’autore del fallo, il vero o presunto provocatore.
Su che base sia stata provata la colpa di Materazzi, è un mistero, poiché il difensore azzurro ha negato di aver offeso Zidane, i suoi cari, le sue care, ed anche di aver pronunciato frasi razziste (cosa, quest’ultima, esclusa anche da Zizou e dalla stessa FIFA).
In tutto questo trambusto emerge con chiarezza la sudditanza dei nostri vertici calcistici, a cominciare dal “pomposo” commissario straordinario Guido Rossi e dalla garrula ministra, Giovanna Melandri.
E noi condividiamo in pieno le considerazioni di un grande campione, che del calcio e dello sport sa moltissime cose, l’ex nazionale e interista Sandro Mazzola: ”Se questo e’ un precedente che in seguito verra’ rispettato allora posso essere anche d’accordo. Se d’ora in avanti verra’ sempre ascoltato e verificato anche il provocatore puo’ andare bene, ma cosi’ come stanno le cose non sono per nulla d’accordo”. ”Mi sembra -aggiunge- che abbiano voluto in qualche modo salvare Zidane. Ma anche Materazzi e’ un campione del mondo, e allora andavano trattati alla stessa maniera”. ”Se sono giuste le tre giornate a Zidane -conclude- allora sono esagerati i due turni a Materazzi, e viceversa”.
LA FIFA “COCCOLA” ZIDANE E BASTONA MATERAZZI
Emerge con chiarezza la sudditanza dei nostri vertici calcistici, a cominciare dal “pomposo” commissario straordinario Guido Rossi e dalla garrula ministra, Giovanna Melandri.

Je ne suis pas d’accord avec vôtre reportage. La FIFA a simplement fait une enquête pour vérifier tous ce qui s’est passé entre les deux. Si vous avez suivi le déroulement de l’événement Materazzi-Zidane vous avez bien compris que la FIFA a cherché d’avoir directement des protagonistes leur versions des faits. Donc, ce sont même les deux acteurs que avec leur confessions ont donné à la FIFA tous les renseignements utiles pour prendre une decision et honnètement on ne peut pas soutenir que la FIFA a volu récompenser Zidane pour donner satisfation à le Président Chirac et, au meme temp, punir Materazzi car les politiciens italiens n’ont pas fait sentir leurs voix chez la FIFA. Dans nôtre époque moderne deviennent de plus en plus importants les phénomènes de provocations parce qu’ils sont la cause principale des représailles entre les personne et même s’il est vrai que Zidane s’est rendu responsable d’un geste très grave, la cause de ce geste là c’est tout dans les mots prononcés par Materazzi. En tout cas, ce triste épisode témoigne que c’est que nous avons vraiment besoin dans le football c’est sourtout du fair paly; sans fair play tout les competions sportives sont déstinées a manquer leur but.
La vicenda è semplicemente ridicola. Mai nel calcio si squalifica per sentito dire… a tutti i livelli, dai pulcini alla serie A, esistono falli di reazione puniti col cartellino rosso e spesso il “provocatore” viene punito con un giallo, quando gli va male…
Oltretutto l’unico giudice in grado di allontanare un calciatore è l’arbitro, specialmente in caso di ingiurie orali non percepibili con la vista.. e in tal caso occorre che l’arbitro, od uno dei suoi assistenti, si trovi nei pressi di chi offende.. diversamente non è punibile.
Qui si è voluta dimostrare nuovamente la predominanza di Blatter. La FIFA è una struttura verticistica, lo è sempre stato anche a tempi di Havelange, e l’Italia non è gradita.
Certo, probabilmente ci saremmo aspettati una presa di posizione netta del commissario straordinario Guido Rossi. Ma è troppo impegnato a giocare al calcio da adulto, ad apparire in televisione e sui giornali con uscite fuori dalla realtà, per occuparsi di questioni internazionali.
Giusto invece il silenzio del ministro Melandri.. signor ministro, le sentenze non si commentano vero?
Ci sono sempre 2 pesi e 2 misure. Quando 4 anni fa Totti sputò sul danese, nessuno si domandò perchè mai lo avesse fatto e perchè fosse tanto arrabbiato con lui, nessuno li ha interrogati per capire quanto fosse stato provocato, si punì l’italiano giustamente perchè si era comportato in modo inqualificabile e basta (e uno sputo non è certo una violenza fisica). Oggi invece si applica un secondo peso ed una seconda misura, visto che Zidane è un grande campione (e soprattutto che è francese mentre Totti è un italiano che come tutti noi è quindi mangiaspaghetti, oleoso, baro ecc. ecc.) allora si DEVE punire anche l’italiano, perchè in fondo è colpa sua se Zidane è diventato cattivo.
Queste logiche giustificazioniste, revisioniste sono un male pericolosissimo. L’applicazione della legge, anche di quella sportiva, deve essere collegata al FATTO e non all’autore, che è irrilevante e che non può non esserlo in una situazione di uguaglianza. Solo tale collegamento al fatto ci garantisce dalle più subdole diseguaglianze razziste. Ma ovviamente non siamo tutti uguali in questo mondo, anzi noi italiani siamo più diseguali degli altri.
Forse pochi in questo paese se ne stanno accorgendo, ma siamo sempre più discriminati, umiliati e stigmatizzati all’estero. Materazzi non è stato punito perchè era colpevole del fatto, non è stato punito neppure perchè le logiche della fifa stanno cambiando e si cominceranno a punire, da ora in avanti, anche i provocatori, NO Materazzi è stato punito perchè è italiano ed ha fatto fare la figura dell’ignorante violento al beneamino francese di turno.
Le polemiche tedesche durante i mondiali ci dimostrano come il razzismo antiitaliano stia crescendo in quel paese, e lo stesso si può dire per la Francia e per altri paesi europei. E’ un razzismo subdolo e viscido che si alimenta di luoghi comuni e sbeffeggiamenti volgari sotto i baffi. E’ un razzismo dovuto alla necessità di sfogare frustrazione e rabbia conseguenti ad un forte rafforzamento del nostro paese in Europa sia come Nazione che come Popolo.
E’ il razzismo contro la designazione di Roma come città in cui fu firmata la mai approvata Costituzione europea; è il razzismo contro i giovani manager italiani che vanno a comandare nelle imprese e nei centri di ricerca stranieri; è il razzismo contro un popolo che ha un passato, un’arte, una cultura da fare invidia a tutto il mondo; è il razzismo verso un popolo che anche durante la crisi economica se la passa bene, mentre gli altri europei tirano la cinghia; è il razzismo verso gli italiani che si comprano seconde e terze case nei loro paesi, case che ovviamente volevano loro; razzismo che si manifesta anche nelle competizioni sportive, come abbiamo visto.
Non si può continuare a tollerare un comportamento discriminatorio di questo genere, la misura è ormai colma e noi italiani dobbiamo pretendere rispetto da paesi e popoli da cui mi sembra, in troppe occasioni, che ci sia molto poco da imparare.
Conosco Marco e Matteo da quando ancora bambini tiravano calci al pallone sulla spiaggia di Porto Taverna in Sardegna sotto gli attenti occhi cerulei del grande papà Beppe e degli zii Maria e Tony.
Marco è sempre stato molto vivace, deciso, intraprendente e tenace.
Si è ritrovato, a causa degli eventi della sua vita, a dover crescere e maturare molto più in fretta dei suoi coetanei.
Non ricordo di lui,intemperanze caratteriali, scorrettezze o cattiverie.
E’ venuto sù invece rispettoso e ben educato, crescendo in un ambiente sereno e sano sotto ogni profilo.
Per questo è diventato il grande campione che è nel calcio così come nella vita.
Talvolta in passato ha commesso qualche errore veniale, nella sua foga agonistica, causato dall’inesperienza e dalla sua giovane età, si è corretto però sempre prontamente e per questo lo abbiamo prima giustificato e poi perdonato.
Ora è un uomo e lo ha dimostrato durante tutto il mondiale con il suo attaccamento alla maglia e con la capacità di reazione dopo il momento più brutto, quando gli è stato attribuito l’inesistente rigore.
Nessuno, nemmeno i “giudici” della FIFA mi convinceranno mai del contrario.
Ti sono idealmente vicino in attesa di riabbracciarti sotto il sole della Sardegna.
Grazie di cuore Marco.
Con vero affetto.
Bartolomeo Gandolfi