
Il problema di Gaza è che è nata ragazza, ma le era sempre pesata la figa e di essere figa. Avrebbe voluto avere il membro ma era in anticipo sui i tempi e non venivano allora comprese le doppie identità sessuali, assimilate a malattie schizofreniche ed a disturbi bipolari. Sognava di tenere in mano la sua asta con la quale saltare i muri che già cominciavano a imprigionarla da tutti i lati. Per questo l’hanno sempre presa in giro chiamandola Gazza, e poi, per il diminutivo, Gaza. Appena nata, staccata dal cordone ombelicale, cercò di stringerlo tra le ditina. Lo teneva stretto in assenza di altro. Crebbe un po’ maschiaccio e a chi le domandava, ma dove è il tuo cazzo? rispondeva, mi hanno circonciso troppo e troppo presto. Racazza più che ragazza, giocava sempre con carrarmatini e pistolini, nostalgicamente pensosa per la vasta tribù familiare fuggita in Kuwait, in Libano ed in Tunisia e che presto l’aveva dimenticata.
Isolata dai suoi vicini che non ne capivano le tendenze gender e dai cugini oltreconfine cui imputava ilsuo status di orfana di famiglia, di sesso e di storia, non veniva capita né dagli uni né dagli altri, entrambi sessuofobici e sessofissati. Soprattutto quando se ne andava in giro in moto con i pantaloni di pelle frangiata, a vita molto bassa, ma con il velo del tipo Niqab blu scuro che le copriva il viso lasciandole scoperti solo gli occhi. Non veniva compresa né accettata la pudicizia di nascondere il viso, facile scusa per celare la propria identità oppure inquietante interrogativo su eventuali eccedenze pelose come di escrescenze bubboniche magari a rischio di lebbroso contagio. Non veniva compresa né accettata la concomitante impudicizia di mostrare la striscina di pelo di figa, vanitosa e stravagante esibizione di coiffeur delle intimità’.
Gazza aveva però scoperto quelle arti e servizi su talune riviste patinate che si dilungavano sui benefici della pelopubicoterapia, magazine presenti in abbondanza proprio nei lussuosi saloni di parrucchieri arabi per matrone e signorine tutte velate che si pedicuravano, manicuravano e saunizzavano ovviamente nel completo apartheid monosessuale. Attentissime nella lettura le arabe, considerate falsamente minorate dal punto di vista delle libertà sessuali, si ripetevano silenziose a fior di labbra le istruzioni sugli otto stili delle acconciature per peli pubici da provare e perfezionare. Si andava dal cespuglio, falsamente naturale, detto anche giardino all’italiana, dove la foltezza riccia e ritorta pubica doveva assumere la forma di un’aiuola tondeggiante morbida ed idratata. I modelli più naïve prevedano anche lucine interne blinkeggianti atte ad individuare il misterioso punto G. Seguivano i tagli a bikini, detto Speedo, rimozione di pelo visibile dal costume da bagno, dall’interno cosce, dai glutei ed un filino sopra, a brasiliana, per l’omonimo costume, obbligazione di rasatura o ceretta totale e la cd. pista di atterraggio, depilazione non completa, a parte un piccolo rettangolo, triangolo o linea pelosa, utile anche per facilitare l’arrivo di partner alle prime armi, miopi, inesperti o semplicemente emozionati e handicappati. Oppure il martini, l’elegante triangolo netto verso il basso, più definito dello stile bikini, con rimozione pure sui lati, o il più laborioso ed a rischio irritazione, cuoricino, romantico ed erotico dai bordi più morbidi. Più spigoloso, il fulmine con molte linee e angoli precisi. Se la pubicita’ si colora d’argento, tutti gli altri stili possono divenire volpe argentata, sorprendente per più di un aspetto fisico e mentale.
L’esibita lunga striscina di Gaza, che sembrava preparare ad una faticosa marcia nel deserto, appariva orgogliosamentela trasposizione della mappa della medesima patria striscia di Gaza, assimilabile ad un fisico magro piatto con deretano gonfio dall’altra parte della corrispondente striscina. Ai più l’esibita striscina faceva rabbia data la considerazione comune che l’eventuale visione di un insieme di pelo pubico, in qualunque guisa proposto, doveva essere assimilato all’onore ed al successo di conquista amorosa, e che non poteva dunque essere esibito senza grazia e pudicizia frastornando l’impressione, il disio e le motivazioni degli astanti che in via di principio non avrebbero avuto che essere grati e la cui gratitudine veniva invece così spudoratamente frustrata. Fra quelle latitudini e mentalità nemmeno veniva compresa l’eventuale protesta polemica stile Pussy Riot insita nell’esibizione. Invece Gazza aveva sentito della raffinatezza slava che applicava sul pube rasato un morbidissimo triangolo d’ermellino. Gli stili su descritti peraltro erano glossario per le lettrici per i comportamenti pregiati da adottare nel talamo nuziale dei segreti degli sposi o in quelli più potenti e ricchi degli harem sultanari.
Proprio oltre i muri, dal lato dei nemici vennero infine riconosciute ed esaltate le doppie e triple identità sessuali. Gazza si sentì confortata e rafforzata dal woke gender occidentale ma rabbiosa perché non ve ne era traccia nel suo mondo che da Rabat a Doha si inebriava di tante ricchezze western. E non si poté trattenere quando ad un metro della Striscia si manifestarono impunite le sfrenatezze, le libertinità, le drogaggini, le musicalità da estremi decibel, le casse rimbombanti, le nude erogenità baccananti del rave plurisessuale, plurirazziale, multireligioso. La rabbia montante le fece rizzare i peli incipienti della striscina e la condusse ad una vendicativa violenza che si espresse sessualmente negli stupri e nell’esibizione delle fesse nemiche, tra le quali la sorte l’aveva posta e condannata.
Sapeva d’attirarsi addosso la punizione ultima della nuova nakba catastrofica ma finalmente aveva provato l’ebbrezza della pratica delle molestie sessuali maschili esercitate al riparo dell’impunità internazionale nella società palestinese. Anch’essa maschio tra maschi a caccia di carne fresca. Non si sarebbe pentita delle violenze quando le avrebbe subite e l’avessero scoperta, sotto mentite spoglie, debole femmina, e l’avessero chiamata Gazza e non cazzo. Per colpa, sempre, della striscina.
Giuseppe Mele

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