Un ecologista convinto, a tratti eccentrico, in questa società di sprechi e consumi, ha la disgrazia di incappare nelle maglie della giustizia.

Un ecologista convinto, a tratti eccentrico, in questa società di sprechi e consumi, ha la disgrazia di incappare nelle maglie della giustizia e il film, che era cominciato quasi come una commedia si trasforma in un giallo e dato che oggi in Italia la giustizia pretende che sia l’accusato a dimostrare la sua innocenza, per l’architetto Michele Grassadonia cominciano i guai, che poi sono i guai di questa Italia .
Lasciata Palermo per iniziare a lavorare e poter così mantenere la vecchia madre, sceglie come residenza Siena da lui definita città ideale. “Ma ideale di che?” gli chiede il carabiniere che ha risposto alla sua denuncia di un incidente che cerca un punto di contatto con un siciliano come lui che però non ha nessun accento dialettale.
Ed è scontrandosi con l’avvocato d’ufficio e con il pubblico ministero, con l’avvocato di grido che però ambisce un processo almeno per assassinio, perché troppo famoso per perdere tempo con una semplice accusa di incidente , che lentamente Michele prende coscienza di una società dominata dal sospetto e dal manicheismo di facciata e gli occhi increduli di questo cittadino onesto e idealista diventano sempre più cupi.
La sua esperienza di integrazione nella città ”ideale” si sfalda lentamente fino a costringerlo al rientro a Palermo, per affidare la sua difesa all’avvocato Scalici che, alla fine del film costringe Michele a non trovare subito una risposta alla domanda: “Ma lei, visto quello che le è successo rifarebbe quello che ha fatto? Tornerebbe indietro per un sacco della spazzatura?”
Se non crollano le convinzioni è crollata certamente la fiducia nella società. Quando gli ideali in cui abbiamo creduto si mostrano incredibili per gli altri cosa ci resta? La resa? La disillusione? L’abbandono?
Asciutta e senza sbavature l’interpretazione di Lo Cascio (Michele) che guarda, con sofferto smarrimento , la disavventura del suo protagonista.

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