• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LA CAMERA APPROVA LA FINANZARIA. CRESCE IL CONTO PER IL PAESE. DI FATTO IL GOVERNO RINUNCIA A GUIDARE L’ECONOMIA. IL CASO ALITALIA

di G.Magni

di Giancarlo Magni | 15 Dicembre 2007

A colpi di fiducia sui maxi emendamenti, la Finanziaria 2008 ha rapidamente superato l’esame di Montecitorio per tornare, nella settimana che precede Natale, a Palazzo Madama. Il valore della manovra è arrivato a 16,3 miliardi di euro. Una tabella pubblicata sabato 15 sul Sole 24 Ore rende bene l’idea di cosa è successo nei vari passaggi parlamentari. Il 29 settembre al momento del varo da parte del Governo la Finanziaria valeva 10,7 miliardi, il 2 novembre all’uscita dalla commissione bilancio del Senato si era già arrivati a 11,7 miliardi, dopo nemmeno due settimane, il 15 novembre, dopo il voto dell’aula di Palazzo Madama, si erano raggiunti i 12,9 miliardi per tagliare il traguardo dei 16,3 miliardi dopo il voto della Camera. E c’è da presumere che i voti di fiducia a raffica abbiano contenuto l’assalto della maggioranza alla diligenza. Fra le sorprese dell’ultima ora un taglio consistente di fondi alla ricerca e all’università per finanziare, fra l’altro, l’intesa raggiunta in extremis con gli autotrasportatori. Nel merito della manovra, come sempre, si può dire tutto e il contrario di tutto. Così mentre l’ex ministro Tremonti la definisce “lunare”, il capogruppo Soro la giudica “coerente con il programma”. Non entriamo nel merito della questione. Ci preme invece mettere l’accento sul “metodo”. La Finanziaria è l’atto politico-amministrativo più importante del governo. E’ assurdo vedere un Esecutivo procedere a tentoni, senza un disegno organico, subendo le richieste, per non chiamarli ricatti, di parti comunque determinanti della sua maggioranza. Facendo così e applicando non la linea del governo ma il punto di equilibrio che in quel momento si riesce a raggiungere, una maggioranza rissosa e divisa su tutto riesce a sopravvivere ma non fa certo gli interessi generali del Paese. Lo stesso atteggiamento, ondivago e incerto, si è tenuto nella vicenda Alitalia. Dopo mesi e mesi di indecisioni e di una orchestrata grancassa a favore di AirOne abbiamo appreso con sgomento il valore delle offerte della stessa AirOne e di Air France per l’acquisto di Alitalia, 1 centesimo ad azione gli italiani, 35 i francesi. Come dire, se volete che prendiamo Alitalia ce la dovete regalare. Ma la cosa ancora più incredibile è stato il diktat sindacale. Cgil, Cisl e Uil, e le altre sigle di settore, vorrebbero essere ascoltate dal governo prima che questo prendesse qualsiasi decisione. Il che è come dire che bisogna chiamare al capezzale del malato chi non è stato secondo a nessuno nel farlo ammalare. Ma questa è l’Italia, ancora quella dei fasci e delle corporazioni. Quella della concertazione e non del mercato. Quella dove si perdono mesi e mesi a discutere di un’azienda, come la compagnia di bandiera, che ogni giorno perde la bellezza di un milione di euro e più vola più perde. Purtroppo per noi italiani il mondo non inizia alla Alpi per finire alla Sicilia. E’ un po’ più grande. Ha le sue regole, che sono quelle del mercato, regole che valgono e applicano anche nazioni, come la Cina, che formalmente sono ad economia socialista. Il problema allora è tutto qui. Noi siamo nella situazione inversa alla Cina. Formalmente siamo un paese ad economia di mercato ma in pratica siamo rimasti gli unici alfieri di un sistema economico statalista. E di questo paghiamo le conseguenze. Tutti i giorni.

Giancarlo Magni

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Puccio cartoni

    17 Dicembre 2007 alle 12:27

    …”un sistema economico statalista”: e per di più alla mercé di chi è avvezzo a”regalare” imprese economiche ad amici e conoscenti capaci essere “riconoscenti”. Non si capisce davvero come la Magistratura si debba occupare solamente di Berlusconi , a colazione ,a pranzo ed a cena ! Ma una volta tanto ,un bel panino alla mortadella : noo??

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti