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LA BATTAGLIA PER FIRENZE DECISIVA PER IL FUTURO DEL CENTRO SINISTRA

Nella “mischia” anche il segretario del PS, Riccardo Nencini. Se non si tratta di una mossa tattica, ne beneficerà, quale ne sia l’esito, la campagna per il Comune di Firenze ed anche la possibilità di una evoluzione del centro-sinistra nazionale fuori dalle secche attuali. di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 21 Agosto 2008

Ha fatto bene il segretario del PS Riccardo Nencini a rompere ogni indugio e proporre la sua candidatura per eventuali elezioni primarie tese a designare il candidato di centro-sinistra alla carica di sindaco di Firenze. Ciò per almeno tre buoni motivi.
Innanzitutto: la battaglia già in corso per il sindaco di Firenze è decisiva per il futuro del partito democratico. In essa sono individuabili fattori e contraddizioni che caratterizzano l’attuale travagliata fase vissuta su scala nazionale dal PD. C’è la frustrazione degli esponenti che provengono dalla Margherita e la loro volontà di cogliere un’occasione per dimostrare che ci sono, che contano e che sono in grado di uscire dalle fauci della macchina organizzativa e burocratica diessina. Per il riscatto confidano nel giovane e affermato presidente della provincia, Matteo Renzi e in Lapo Pistelli, che dopo un periodo di appannamento ed esilio al parlamento europeo è asceso alla ristretta cerchia dei principali collaboratori di Veltroni. I due, un tempo solidali, sono ora divisi e ciò non facilita l’ansia di rivincita degli ex margheritini fiorentini. D’altro canto nemmeno la parte ex ds è compatta. Non riesce ad esprimere un candidato ed è fortemente divisa sulla strategia. I vertici, dal segretario regionale Manciulli a quello nazionale Veltroni, vorrebbero “pilotare” la vicenda incanalandola sui binari rassicuranti di elezioni primarie di coalizione. Così il PD, per patriottismo di partito, si presenterebbe con un candidato espresso dalla dirigenza da contrapporre a quelli degli altri partiti della coalizione. “ Queste –affermano molti esponenti PD, in primo luogo l’assessore Graziano Cioni- sarebbero primarie finte. Se si pensa che a Firenze il PD ha raccolto alle ultime elezioni circa il 50% dei voti, la designazione espressa dalla dirigenza del partito sarebbe quella definitiva e le primarie superflue. Magari la vittoria non sarebbe a rischio, ma certamente sarebbe l’inizio della fine di un partito che delle primarie aveva fatto la propria bandiera”.
In questo quadro la candidatura di Nencini spariglia i giochi. Indica la possibilità di primarie di coalizione vere, nelle quali i candidati di provenienza PD possono essere più di uno, e di una competizione aperta. Del resto, proprio in Toscana, giusto un anno fa, un esponente socialista, Angelo Zubbani, divenne sindaco di Carrara sbaragliando i concorrenti fra la sorpresa generale, prima alle primarie e poi alle elezioni vere e proprie.
In secondo luogo: la candidatura del segretario socialista lancia un messaggio forte. Il PD non può pretendere di decidere tutto da solo, lasciando agli alleati il non gratificante compito dell’intendenza, destinata comunque a seguire. E’ un messaggio di autonomia e di fiducia che vale non solo per il mondo socialista ma anche per quello laico e per tutti quanti vorrebbero un centro-sinistra diverso.
In terzo luogo: l’esito delle elezioni di aprile ha lasciato fuori del parlamento molte voci. Ma già tale esito non corrisponde più agli umori del Paese. Le divisioni dentro il PD, l’alleanza disastrosa con Di Pietro, il PDL pervaso da grandi frustrazioni come dimostra l’annunciata riunione di un centinaio di parlamentari scontenti del ruolo di “pigiabottoni” ( secondo la definizione che essi stessi hanno dato del loro mandato di parlamentari), gli strappi della Lega sono tutti segnali della fine dell’illusione del bipartitismo. La candidatura di un segretario nazionale a sindaco di una città come Firenze rappresenta un modo, raro per l’Italia ed efficace, di presentarsi al vaglio della pubblica opinione. Certo più efficace di quanto non sia cercare di attirare l’attenzione con proposte legislative che non potranno avere seguito.
Se non si tratta di una mossa tattica, ne beneficerà, quale ne sia l’esito, la campagna per il Comune di Firenze ed anche la possibilità di una evoluzione del centro-sinistra nazionale fuori dalle secche attuali.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    3 Settembre 2008 alle 09:29

    Caro Nicola,
    ben inteso che condivido con Te che il compagno Nencini ha fatto bene a buttare il “guanto di sfida”, come Tu lo chiami, perchè la politica si fa partecipando alle elezioni con lo sguardo fisso alla prima linea del fronte, così come ben inteso condivido la svolta movimentista sia con la battaglia per il voto di preferenza che sulla Giustizia.
    E’ tutta da discutere invece la prospettiva che Tu poni del futuro prossimo centro/sinistra con le due strade o del tutti dentro il PD (ovviamente con gli attuali vertici del PD) o “… l’articolazione del centro-sinistra in vari partiti …” lasciando comunque intendere che tra essi c’è il PD.
    Perché nel primo e nel secondo caso ci ritroveremo il prossimo centrosinistra con gli attuali vertici del PD stesso in aperto contrasto con gli elettori ed anche, riflettici bene, in contrasto con il nostro appello contro la diarchia.
    Il 13 aprile ci ha insegnato qualcosa?
    O è stato un voto che deve scivolare via come l’acqua sul marmo?
    Io, restando convinto che il voto del 13 aprile è stato salutare per la sinistra, resto anche convinto che l’elettorato ha indicato una terza strada completamente diversa.
    Spetta ora alla sinistra ed ai socialisti, così come alle forze laiche liberali e chi altro interessato ad un mutamento profondo della politica, riorganizzare le truppe, riallacciare un rapporto ormai svanito con lo stesso elettorato e percorrerla.
    Io vorrei percorrerla con Te ed altre compagne e compagni, amiche ed amici del Polo laico liberale e socialista ove lo stesso PLLS potrebbe avere un ruolo importante.
    Ben inteso che questa strada è bene intraprenderla con chi vuole combattere veramente e non con chi guarda alle scaramucce dei retrobottega o chi cerca l’eterno pelo nell’uovo per differenziarsi e fare polemiche ripetitive nei forum.

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    3 Settembre 2008 alle 00:21

    E’ curioso :chi parla di battaglie ,chi di scaramucce .E si elencano i combattenti ,si parteggia per i nostri “prodi”. Perche è vero ,il fumus della guerra esiste : infatti ,come tutte le guerre ,ci capita addosso e non sappiamo perchè .Ed il numero dei duellanti non cambia la musica .E’ la mancanza di un senso logico che rappresenta benissimo la situazione .Leggevo sul quotidiano cittadino della risposta dello stratega Matulli sulle ipotesi di tranvia . “Già pensato” dice su ognuna delle alternative,ma non porta vantaggi apprezzabili . Ma vantaggi su che ? Sul tipo di appalto ? Curiosamente ,nello stesso quotidiano ,un lettore , nella pagina apposita ,racconta di essere stato a Lucca , dove il centro storico è centro storico , e si interroga sul paragone con Firenze . Che deve avere ( deve ) la tranvia , pena la perdita della sua vita commerciale .Toh, magari chiuderanno i fast food ? La battaglia per Firenze è certo cominciata , ma è solo una guerra di occupazione .E’ partito anche chi spera di assoldare truppe strada facendo. Mentre i giapponesi ,che comprano tutto ,stanno già comprando un pezzo degli Uffizi…

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    2 Settembre 2008 alle 15:49

    Caro Nicola, la tua risposta mi sembra fuori dalla realtà. Prima di tutto la preoccupazione per Firenze. Dubito che alla città giovi l’allargamento della rosa dei candidati. Troppi dottori al capezzale di Firenze, che invece è stata uccisa dai suoi soccorritori, e sfido chiunque a negare che gli interventi fatti per salvare la città si sono risolti nella sua sepoltura. Firenze morì quando si pretese farne un modello planetario, un riferimento mozzafiato da viversi in ossequio permanente, la stessa minestra riscaldata proposta da Sandro Rogari, per un centro di ricerca delle ricerche, magari dove eleggere in segreto conclave il papa della ricerca dei ricercatori più puri e eleganti del pianeta. Al di là di queste baggianate alla Piero Angela, ma scomoderei anche Odifreddi, la verità è altra e molto, molto semplice: la modernità è in disfatta storica e i suoi centri propulsori, uno è Firenze, non possono che patirne le conseguenze. Fuori da ciò sta l’accanimento terapeutico, chi vuol accomodarsi si accomodi, il problema di governare una città resta, ma non di governare Firenze. Da cui deriva la conclusione che Firenze, come nessun altra città ormai sfilata dalla storia, è il laboratorio di niente, i laboratori politici non esistono più, poiché, anche grazie alla modernità “fiorentina” non siamo più padroni di noi stessi, il cosmopolitismo dilaga in metastasi extraterritoriale, a decidere sono gli euroceti e gli eurofurbi e il loro indotto a Bruxelles, a Strasburgo o altrove. Se la città non è laboratorio di niente è risibile che il segretario nazionale del PS Nencini lanci il guanto di sfida. Ma quanti elettori ha il PS? E il guanto di sfida non finirà guanto perso e scalpicciato di cui nessuno s’accorge? Poi la tua chiusura: “la battaglia decisiva infuria” sulla “linea del fronte”. Quale sia questa battaglia decisiva vorrei me lo spiegassi: l’insalatona dei partitini laici per sopravvivere tra PD e PDL? Ma decisiva per cosa? Per la libertà minacciata? Ma via. E poi la linea del fronte esiste solo in una guerra con eserciti contrapposti, appunto il bipartitismo, ma il megapartitismo frantuma la linea del fronte, come nelle battaglie antiche e attuali si hanno tante scaramucce, pochi fanti producono un volume di fuoco che prima era dei reggimenti, e l’interfono mantiene i collegamenti tra combattenti isolati, ma i partitini elitari a riccio familistico non hanno l’interfono e il combattente isolato finisce accerchiato a chiedere aiuto a chiunque, foss’anche al nemico. E così rispunta la politica come convulsione partitica. M.S.

    Rispondi
  4. nicola cariglia

    1 Settembre 2008 alle 17:58

    Cari amici,
    vi ringrazio dei vostri interventi e dell’importanza che anche voi tutti dimostrate di dare alle vicende fiorentine. Per me, lo ripeto, sono emblematiche rispetto alla situazione attuale del centro-sinistra ed anche del centro-destra. Di questo secondo capitolo, da me solo accennato nell’articolo, nessuno di voi parla. Ma, vedrete, anche per il centro destra e per il nuovo partito del PDL esse saranno emblematiche. Si capirà ad esempio se l’UDC potrà rientrare o resterà ormai fuori da questa coalizione; se è stato creato un radicamento territoriale o se tutto è ancora affidato al carisma del leader; se le regioni rosse vengono considerate “recuperabili” o perse per sempre; se è in vista una decente schiera di dirigenti a livello locale, etc.
    Quanto al centro-sinistra, ribadisco che sono in gioco alcune questioncelle quali la possibilità di convivenza non subalterna di forze riformiste, la tenuta del PD squassato da lotte interne in tutta la penisola, l’articolazione del centro-sinistra in vari partiti o la sua riduzione ad uno solo, cioè il PD.
    C’è poi il contesto locale e l’interesse del Comune di Firenze che certamente si giova dell’allargamento della rosa dei candidati.
    Alla luce di tutto ciò, cosa altro avrebbe dovuto fare il segretario nazionale del PS se non lanciare il guanto di sfida?
    Quando la battaglia decisiva infuria, cari amici e cari lettori, chi vuole combatterla o comprenderla, guarda alla linea del fronte, non alle scaramucce dei retrobottega.
    N.C.

    Rispondi
  5. elena ronconi

    1 Settembre 2008 alle 16:26

    Caxi ha detto: un partito nuovo ha uomini nuovi, idee nuove , pratiche politiche nuove.
    A pisa si è costituito il comitato cittadino socialista: è organismo nominale,eletto? Nominato da chi? Eletto da chi?
    Uomini vecchi, idee stantie e pratiche obsolete..

    Rispondi
  6. Gino Di Maro

    30 Agosto 2008 alle 22:11

    Noto un forte accanimento di Nicola Cariglia e di Tommaso Ciuffoletti, di cui ho appreso solo nei giorni scorsi che è stato eletto segretario provinciale del PS, intorno alla candidatura o autocandidatura di Riccardo Nencini a sindaco di Firenze che se è comprensibile perché Firenze è la Loro città, su un altro versante ci induce in una discussione non meramente fiorentina, ma nazionale sul futuro della politica.
    Argomenterò con un apposito articolo su Pensalibero quando Nicola Cariglia sarà tornato dalle ferie.
    Per ora è preliminare dare una risposta ad un pregnante interrogativo che ci viene nel leggere le vicende fiorentine.
    C’è da chiedersi della possibile candidatura di Nencini a sindaco in quale contesto politico e di coalizione va a porsi.
    Cariglia scrive che “…Ha fatto bene il segretario del PS Riccardo Nencini a rompere ogni indugio e proporre la sua candidatura per eventuali elezioni primarie tese a designare il candidato di centro-sinistra alla carica di sindaco di Firenze…” mentre ciuffolotti dice “… Noi chiediamo primarie di coalizione, ma soprattutto una linea politica e di programma su cui costruire un progetto di alleanze per il governo della città…”.
    Si parla di “centrosinistra” e di “primarie di coalizione” quando l’ultimo centrosinistra che ho conosciuto era la vecchia Unione di Prodi finita veramente miseramente che ha portato tutta la sinistra ed il centro/sinistra ai livelli più bassi della storia ed alla morte della stessa, correggetemi se sbaglio, c’è stata una politica del PD tesa ad una autosufficienza o quasi.
    Chiedo a Cariglia ed a Ciuffoletti ed a tutti gli interessati:
    Ma di quale “centrosinistra” o di “coalizione” stiamo parlando?
    Poi, solo all’esito della risposta, affronteremo il resto compreso l’interrogativo della compagna Elena Ronconi, ma, lo ripeto, attendo il ritorno di Nicola Cariglia.
    Colgo comunque l’occasione per formulare i migliori auguri di buon lavoro all’ottimo Tommaso Ciuffoletti.

    Rispondi
  7. elena ronconi

    30 Agosto 2008 alle 18:07

    Qui la faccenda è seria. Dobbiamo entrare a sacco nel partito e fare fuori tutti questi scheletri, che invece di starsene buoni buoni in un armadio, come in tutto il resto della sinistra ed in tutti gli altri partiti, se ne stanno belli comodi in poltrona…e hanno la faccia di pontificare….

    Rispondi
  8. Puccio cartoni

    28 Agosto 2008 alle 19:39

    Guardando,appunto,con occhio distaccato ,mi soffermo a pensare che non si tratta di antipatia o simpatia ( sentimenti epidermici che poco arrivano a produrre o valere in politica ) , controllo che nelle mie considerazioni avevo abbozzato uno schema di ragionamento .Riportando alla memoria un passato non troppo lontano.Quello che non capisco è come altri non abbiano visto quello che ho visto io (magari non solo io ),e sorvolino su passate esperienze come se nulla fosse.Anzi , accennando entusiasmo
    ad ogni stormir di foglia. Sono io davvero così tetragono alla speranza ? Oppure le prese di giro provenienti da certi soggetti sono davvero tali ?

    Rispondi
  9. Marzio Siracusa

    28 Agosto 2008 alle 10:22

    Perché l’elezione di Nencini a segretario non sarebbe stata preordinata nelle stanzine buie del partitino per la candidatura a sindaco? A che gioco si gioca? M.S.

    Rispondi
  10. elena ronconi

    27 Agosto 2008 alle 01:29

    ma non avevano scritto NELLO STATUTO DEL PARTITO che le cariche istituzionali NON sono compatibili con quelle POLITICHE???
    Sempre più allibita e basita
    saluto

    Rispondi
  11. Silla Cellino

    26 Agosto 2008 alle 19:49

    Caro Puccio, cerco solo di guardare il tutto con occhio il più possibile distaccato.

    Rispondi
  12. Puccio cartoni

    26 Agosto 2008 alle 19:23

    Adesso tutti sappiamo che le stanze buie delle segreterie di partito non appartengono al PS ,notoriamente segreteria piena di luce . Quanto alle aperture dichiarate dal noto intellettuale Ciucchi ,caro Silla , non capisco come tu possa accettare di annidiarti sotto le sue ali . Se avanzo seguitemi ,era stato detto : ti consoli con questo ? O c’è qualcos’altro….

    Rispondi
  13. Silla Cellino

    26 Agosto 2008 alle 16:40

    A riprova di quanto sostiene Nicola, l’odierna intervista del Ciucchi rimane apprezzabile nella parte in cui sostiene la necessità di voler allargare l’area riformista in direzione dell’anima liberale e di quella repubblicana e radicale, senza tralasciare i tanti socialisti che sono nel centro destra

    Rispondi
  14. nicola cariglia

    26 Agosto 2008 alle 16:25

    Caro Puccio,
    ci tengo anch’io a Firenze. Mi dispiacerebbe se il nuovo sindaco uscisse dalle stanze buie di una segreteria di partito e fosse poi “ratificato” dagli elettori. Ad evitare che ciò accada, la candidatura di Nencini giova; a prescindere da antipatie o simpatie verso di lui. Questo mi pare e questo ho scritto.

    Rispondi
  15. Puccio cartoni

    25 Agosto 2008 alle 19:33

    Per me , tre soli punti nelle considerazioni a proposito della candidatura di Nencini ,non bastano .Aggiungo quindi un quarto : dal momento che già si parlava di passaggio del Nencini ai DS ,per trovare una ulteriore poltrona, questa candidatura “d’orgoglio” alla poltrona di Sindaco ,facilita il superamento delle diatribe interne ai PD-ini ed alla “sinistra” più allargata; dando all’elettorato ,agli umori del Paese ,la apparenza di qualche carta in più da giocare.Ma ,appunto ,apparenza.
    Poi un quinto punto ,più generale : tutti ( e Nencini come gli altri ) giocano sulla cattiva o svogliata memoria degli italiani . Davvero vogliamo far loro vincere questo gioco ?
    Personalmente ,caro Cariglia ,vorrei che la battaglia per (l’occupazione di ) Firenze risultasse decisiva per Firenze stessa ,e per i fiorentini ;lasciando perdere la “sinistra” ,che mi risulta solo un’etichetta “pro domo “di Nencini & C.!

    Rispondi
  16. Marzio Siracusa

    23 Agosto 2008 alle 03:39

    …..che essendo appunto la premessa delle convulsioni politiche fiorentine, ne dimostra la velleità, di fatti e personaggi. M.S.

    Rispondi
  17. Silla Cellino

    23 Agosto 2008 alle 00:47

    Marzio Siracusa, l’unica cosa giusto che hai detto è l’ultima

    Rispondi
  18. Marzio Siracusa

    22 Agosto 2008 alle 19:07

    Oltre il gioco dell’oca su nomi e alleanze, flash back degli anni settanta che da veri zombie riescono sempre a rispuntare dalla fossa, cosa propone il sughero Nencini per Firenze, o l’altro sughero Renzi? Cosa propongono dopo aver vinto il titanico scontro tra sugheri nazionali e locali? Un’ideuzza nuova, ci dica qualcuno unideuzza nuova, magari piccina ma nuova, che non sappia di sughero. A parte il fatto marginale che Firenze non esiste più….. M.S.

    Rispondi

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