• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

l’Italia (s)governata dai ‘poteri deboli’

di Maurizio Ballistreri | 29 Luglio 2013

Siamo immemori di privatizzazioni che gridano ancora vendetta, come quella di Telecom.

*Privatizzazioni/ Tesoro accelera su dismissioni utility locali“La caduta degli dei”, così, utilizzando il titolo del film di Luchino Visconti, si potrebbero rappresentare le ultime vicende del capitalismo italiano, con i provvedimenti restrittivi che hanno colpito la famiglia Ligresti e la condanna di Tronchetti Provera, patron del gruppo Pirelli.
Gli esponenti di spicco dell’industria e della finanza del nostro paese non sono nuovi a disavventure giudiziarie, segnate dalla massima coniata dal giornalista ed economista del “Mondo” di Pannunzio, Ernesto Rossi: “privatizzare gli utili e socializzare le perdite”.
Il capitalismo italico è stato storicamente segnato da una struttura finanziaria debole, dipendente dalle banche ma anche, e forse soprattutto, dal sistema politico attraverso gli aiuti di Stato. “Poteri deboli” è la definizione coniata dal giornalista Giancarlo Galli in un bel libro, per descrivere la mappa del capitalismo nostrano, ricordando alcuni crack industriali e finanziari come quelli della Parmalat di Tanzi, della Cirio di Cragnotti e bancari, gli scandali Sindona e del Banco Ambrosiano (oggi del “rosso” Monte dei Paschi di Siena), mentre Montedison ha rappresentato storicamente un terreno di battaglia tra gruppi economici, come bene illustrano le vicende di Cefis e di Gardini-Ferruzzi.
Qualche tempo fa, ha fatto gran rumore un’intervista di Carlo De Benedetti che ha spiegato, senza peli sulla lingua, come il mito di Gianni Agnelli sia tutto da revisionare. Fuori discussione la personalità, il fascino, la capacità di destreggiarsi fra politici e sindacati, ma quanto a gestione, un disastro. Se non fosse stato per gli aiuti pubblici, la Fiat non ci sarebbe più da lustri, anche se oggi per salvarsi, Marchionne la sta “americanizzando”, contribuendo così a quel che attualmente molti osservatori internazionali definiscono il “declino italiano”, a cui lo stesso  De Benedetti però, con la chiusura dell’Olivetti, ha dato un contributo significativo.
Il capitalismo italiano è sempre stato segnato da autoreferenzialità, chiuso e organizzato un tempo attorno alla Mediobanca di Enrico Cuccia, con una vivacità nel passato spesso legata alla tanto vituperata industria pubblica, come l’Eni di Enrico Mattei che sfidò le “Sette sorelle” per dare l’autonomia energetica all’Italia; ai giorni nostri con la logica delle “Famiglie” e dei “famigli”, nell’anomia prodotta dalla politica e con l’ininfluenza dei sindacati. A questi “Poteri deboli” oggi si riaprono le porte dello shopping di Stato: il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha annunziato la possibile nuova (s)vendita di asset pubblici per “fare cassa”, non sapendo come ridurre la spesa pubblica, immemori di privatizzazioni che gridano ancora vendetta, come quella di Telecom, facilitata dalla “Merchant bank” di Palazzo Chigi nel 1999. In questo quadro la difesa ad oltranza dell’euro e dei
Trattati di Maastricht è una sorta di mantra da parte dei vertici di questo capitalismo, mentre centinaia di piccoli e medi imprenditori che non hanno mai avuto aiuti pubblici, sfiancati dalle tasse e magari anche creditori dello Stato per attività in favore della pubblica amministrazione, si trasferiscono in silenzio in Serbia, Slovenia, Polonia e magari in Cina.
La politica nazionale attuale, segnata da partiti virtuali, mere organizzazioni elettoralistiche senza riferimenti storico-culturali né radicamento nella cultura e nella società, costituisce una sorta di pendant di questi “Poteri deboli”, gli uni e l’altra abbracciati nell’anomia generale, apparendo ai cittadini come i naufraghi sulla “Zattera della Medusa” nel quadro di Théodore Géricault al Louvre.

Pubblicato in : Primo piano

Info Maurizio Ballistreri

Professore di diritto del lavoro nel Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina, ha insegnato alla Luiss, nell’Università di Extremadura in Spagna, in seminari alla Sorbonne-Pantheon di Parigi, all’Università di Santiago de Compostela, all’Università economica di Cracovia, nelle Università di Kiew e Zagabria, autore di libri e di pubblicazioni scientifiche sui temi del diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Avvocato di Cassazione e Revisore legale dei conti.
Già deputato socialista nella XIV Legislatura all’Assemblea Regionale Siciliana e dirigente sindacale della UIL, ha svolto importanti incarichi istituzionali quale consigliere di amministrazione dell’IRCAC, l’Istituto per il credito alla cooperazione della Regione siciliana, dell’Università degli Studi di Messina in rappresentanza del CNEL, della Società “Stretto di Messina” Spa.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti