Era ritenuto l’uomo della legalità, dell’onestà, della trasparenza. Nella realtà si comporta come tutti i politici arrestati o inquisiti per reati penalmente perseguibili.

Dio non voglia che per evitare più pesanti ingiurie, l’ex PM Antonio Di Pietro decida di farla finita giustiziandosi da solo. Molti l’hanno perdonato per carità cristiana.
Ora sarebbe doveroso da parte sua chiedere perdono prima ai familiari di chi è morto per causa sua, poi a chi vive ancora traumatizzato per le diffamazioni subite durante il clima di Mani Pulite e al Popolo Italiano, preso in giro dalle sue azioni di giustizialismo paragonabile a quello di Hitler nei confronti degli ebrei.
Dopo la domanda di perdono dovrebbe chiarire per quali ragioni sociali, economiche, interessi da tutelare, fu allestita l’opera drammatica: “Mani Pulite”, con attori tutti magistrati di cultura di sinistra.
E’ ciò che desidererebbe larga parte dei cittadini che assistono a quanto, sta avvenendo in televisione sul caso Di Pietro dopo la trasmissione televisiva REPORT del 4 novembre 2012 condotta dalla Gabbanelli, che ha parlato di un tesoro immobiliare dello stesso Di Pietro e di come questi ha gestito i fondi pubblici. Sarebbero 56 gli immobili comprati e venduti, risultati intestati a lui stesso e alla moglie. Si è parlato degli scandali che hanno travolto esponenti del partito ”Italia dei Valori”, come dei tanti che sono andati via dal partito per incompatibilità con lo stesso Di Pietro.
La delusione che ha suscitato Di Pietro è legata alla considerazione che era ritenuto l’uomo della legalità, dell’onestà, della trasparenza. Nella realtà egli si comporta come tutti i politici arrestati o inquisiti per reati penalmente perseguibili.
Nessuno crede che le accuse rivolte all’on. Di Pietro siano totalmente false. La conferma che c’è della verità in ciò che si dice è data dal fenomeno del fuggi fuggi dal partito dei personaggi più in vista dell’IdV. L’on. Donadi, fedelissimo dell’on. Di Pietro, si è dimesso e sta chiedendo l’iscrizione al PD il cui segretario Bersani ha preso le distanze da Di Pietro.
Alla trasmissione di Michele Santoro, giovedì 8 novembre 2012, Di Pietro era in uno stato confusionale al punto di sostenere che Egli possiede solo la proprietà ereditata dal padre. Nessuna spiegazione fornì sulla gestione dei contributi statali dati all’IdV e finiti nel patrimonio di una società, formata da Lui, dalla moglie e da una segretaria, che nulla ha a che vedere con il partito fondato dallo stesso Di Pietro.
Per molti cittadini Di Pietro non doveva andare al talk Show di Michele Santoro per difendere la sua posizione politica per tirarsi fuori dall’elenco dei personaggi da rottamare.
L’on. Di Pietro ha tentato di allearsi con Beppe Grillo che gli ha risposto che non può fare alleanza con i partiti poiché il suo movimento, “cinque stelle”, è per abolire i partiti, causa dello sfacelo dell’economia e del buon nome dell’Italia.
Nessuno avrebbe il coraggio di contestare Grillo in un momento in cui i cittadini gridano vendetta contro i politici che hanno distrutto i partiti per la loro azione tendente solo ad arricchirsi frecandosene dei problemi dei cittadini costretti a non poter assicurare il minimo indispensabile a se stessi e ai propri familiari.
I patriarcati politici ovunque annidati dovrebbero capire che è arrivato il momento di cedere il passo; diversamente si rendereranno responsabili di una sommossa sociale che si prospetta dannosa quanto lo scoppio di una bomba atomica.
Le primarie, ultima trovata dei politici di mestiere, appesantiscono ulteriormente il clima tenebroso della fiducia nel presente sistema politico. Le proteste popolari presto si trasformeranno in rivolte con tutte le naturali conseguenze.
Non è più possibile giustificare Fini che va alla ricerca di accasarsi con chiunque pur di rimanere in gioco. Ha raggiunto il massimo con giochi per niente condivisibili. Se gli è rimasto, un poco di buon senso deve ritirarsi dalla politica e godersi, sia pure con la coscienza non completamente pulita, le sue fortune.
Lo stesso consiglio vale per Bersani, che non ha capito il tranello che si sta ordendo alle sue spalle per farlo fuori. La vittoria elettorale del PD, che sembra sicura dopo lo sfacelo del PDL, non assicurerà una stabile maggioranza e Bersani o chi per lui non durerà tre giorni. Si ricorrerà nuovamente al Prof. Mario Monti voluto dall’Ue e dai poteri forti.
La figura più strana dell’attuale scenario politico è Casini che si crede uno stratega politico prestandosi a servire Monti per un incarico di riconoscimento in un futuro governo del Professore.
Oggi la politica è nelle mani di Grillo che alle votazioni potrà essere il primo partito e riportare automaticamente il Paese indietro di 70 anni. E’ il rischio che l’Italia corre con tale situazione politica.

Lascia un commento