• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’anno che verrà

Nell’anno che verrà ci saranno sicuramente altre iniziative sulla storia di Firenze Capitale, che rimase tale fino alla breccia di Porta Pia del 1870.

di Sergio Casprini | 3 Gennaio 2016

…Passeggere: “Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce,
ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura.
Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri,
 e si principierà la vita felice. Non è vero?'”.
Venditore: “Speriamo…

DIALOGO DI UN VENDITORE D’ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE

 Giacomo Leopardi
Operette Morali

Nel 2015 è stato celebrato il Centocinquantenario di Firenze Capitale con molte iniziative nel corso dell’anno; la prima è stata il 3 febbraio con una suggestiva  e partecipata manifestazione nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio in ricordo dell’arrivo del re Vittorio Emanuele II, in quel giorno del 1865, a Firenze e l’ultima è stata il 18 dicembre con la presentazione nella Sala degli Elementi sempre a Palazzo Vecchio di un pregevole libro, Il Gran Ballo di Firenze Capitale, in cui viene rievocata l’atmosfera di quegli anni e del Gran Ballo che si tenne a Palazzo Pitti nel novembre del 1865.

Il fine però di queste manifestazioni e di tante altre non è stato meramente commemorativo, ma anzi è stata colta l’occasione per riflettere, partendo da quel momento significativo della storia di Firenze, sul presente e sul futuro della nostra città.

Emblematica per esempio è stata la mostra tenuta all’Archivio di Stato nei primi mesi dell’anno Una Capitale e il suo Architetto, in cui è stata rivalutata la figura dell’architetto Giuseppe Poggi, come autore del progetto di  ampliamento e modernizzazione della città, dalla Firenzina dei Lorena ad una Firenze degna di stare alla pari con le altre capitali europee.

I convegni, che sono stati organizzati a latere della mostra, sono serviti appunto a mettere a fuoco le problematiche dell’oggi, le sfide urbanistiche che attendono Firenze nel prossimo futuro a partire da un nuovo risanamento del centro storico, senza ripetere gli errori del passato, in fatto di trasparenza di appalti e di commesse, recuperando  quel senso di misura e di equilibrio, tipicamente fiorentini, di cui aveva dato prova Giuseppe Poggi nel metter mano al suo piano urbanistico.

Nell’anno che verrà ci saranno sicuramente altre iniziative sulla storia di Firenze Capitale, che rimase tale fino alla breccia di Porta Pia del 1870, e quindi altre occasioni per riprendere il discorso sul presente di Firenze, sulle condizioni attuali del centro storico, aggredito dal turismo di massa, dal consumismo sfrenato e dalla movida selvaggia, al fine di trovare soluzioni concrete per poter tornare ad una convivenza civile, ad un nuovo decoro urbano, ad una Firenze vivibile che non si volti indietro verso il passato, ma che guardi al futuro.

Un turismo di massa, che se pure è una risorsa fondamentale per l’economia cittadina, non deve però far sentire stranieri i Fiorentini a casa loro, negando ai residenti la possibilità di fruire pienamente della bellezza dei monumenti, delle chiese e delle piazze fiorentine senza dover subire logiche meramente mercantili e senza perdere la memoria storica dei luoghi natii.

Una possibile inversione di tendenza a questa situazione di degrado urbano e culturale della nostra città potrebbe essere utilizzare uno dei tanti immobili pubblici, da anni svuotati di ogni funzione, per la realizzazione un Museo della Città di Firenze,un luogo, progettato e organizzato secondo i più aggiornati criteri museografici, nel quale i momenti salienti della storia cittadina si possano rivivere attraverso molteplici forme di documentazione.

Un Museo della Città sarebbe importante non solo per i fiorentini, che hanno a cuore la memoria storica di Firenze e la conservazione di un patrimonio straordinario; lo sarebbe soprattutto per le nuove generazioni, di cui stimolerebbe la curiosità e l’amore per la storia, di cui hanno scarsa conoscenza, immerse come sono nel mare dei social network, in un eterno presente.

E la speranza di un futuro migliore per Firenze e per l’Italia non può che essere affidata ai giovani, se essi riuscissero a trovare grazie al magistero ed alla responsabilità degli adulti, sia esponenti delle istituzioni che semplici cittadini, un posto ed un ruolo consapevole nella società italiana e nel mondo globalizzato!

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, breccia di porta pia, capitali, convivenza, discorso, fiorentini, firenze, firenze capitale, futuro, giovani, manifestazione, mare, massa, mondo, museo della città, nuove generazioni, palazzo pitti, palazzo vecchio, società italiana, speranza, stranieri, vittorio emanuele ii

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’anno che verrà

di Giancarlo Magni | 24 Settembre 2015

Rimandare. Ecco una delle parole più in voga nel nostro Paese. L’applica il Governo e l’applica la gente comune. Per tutti la responsabilità è una fatica. Meglio riparlarne l’anno prossimo.

“Per pagare e morire c’è sempre tempo” recita un vecchio adagio. Niente di più vero. La saggezza popolare ha fissato in poche parole quella che è una delle caratteristiche più radicate del nostro Paese. Rimandare, rimandare e ancora rimandare. Purtroppo a questa regola, a cui si accompagna sempre la riaffermazione del principio la cui applicazione poi si punta a rinviare nel tempo, si adegua anche il nostro Governo. Non solo questo ma anche quelli che l’hanno preceduto. Prendiamo il caso del pareggio di bilancio. Nel 2011, a fronte di una situazione economica disastrosa, l’allora ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, si inventò la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio. La mossa tendeva a rassicurare l’Europa. Era come dire: siamo tanto certi che rispetteremo gli impegni presi che mettiamo nella Costituzione, quella “più bella del mondo”, la norma che le uscite non possono superare le entrate. Più convinti di così. Poi il governo Berlusconi cadde. Arrivò Monti. Il quadro economico era sempre nero e, in quattro balletti, fu fatta la modifica costituzionale. Ora l’art. 81 recita “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle diverse fasi – avverse o favorevoli – del ciclo economico”. La norma approvata a maggio 2012 doveva entrare in vigore a partire dal 2014. Doveva. Perché all’avvicinarsi della scadenza, il Governo la rimandò e di rimando in rimando siamo arrivati al 2017. Solo che anche questa volta il Governo Renzi, nella Nota di Aggiornamento al Def, ha stabilito che il pareggio si farà nel 2018.

Quello dell’”anno prossimo” insomma è diventato un vero e proprio mito. Si rimanda sperando che nel frattempo le cose migliorino, come è il caso del pareggio di bilancio, oppure si rimanda, nella speranza che la decisione presa venga modificata. Quest’ultimo è il caso degli insegnanti che avranno la cattedra in un’altra città. I giornali hanno magnificato che a fronte delle migliaia di spostamenti già previsti,solo pochi abbiano rinunciato al posto fisso. Peccato abbiano omesso di dire che la maggioranza ha accettato la cattedra lontano ma ha scelto, in conformità alla normativa che dava questa possibilità, di rimandare di un anno lo spostamento. Nel frattempo faranno una supplenza vicino a casa. Qualcuno potrà pensare che la scelta sia stata fatta per avere più tempo a disposizione per cambiare casa e residenza. Può essere. Certo però ha influito anche, se non soprattutto, un retro pensiero. Ma chi l’ha detto che da qui ad un altr’anno le cose non cambino o perché cambia il Governo o perché è questo stesso Governo che rivede la sua decisione?

La morale della favola è che assumersi delle responsabilità costa fatica. Ci vuole impegno, serietà e costanza. Meglio rimandare all’anno prossimo. Come cantava Lucio Dalla “vedi caro amico cosa si deve inventare/per poterci ridere sopra/per continuare a sperare”.

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, berlusconi, costituzione, disposizione, giornali, governo, governo berlusconi, monti, renzi, situazione economica, speranza, tesoro, tremonti

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti