La Compagnia delle Seggiole
Il Polo Museale Regionale
Ente CRF Firenze
Il Comitato Firenze Capitale 1865 – 2015
Il CRAlgiàBT
L’associazione Amici delle Ville e dei Giardini Medicei
presentano
I SALOTTI DI FIRENZE CAPITALE
di Marcello Lazzerini
Conversazione (in)credibile con Edmondo De Amicis
Viaggio Teatrale nei “Salotti” della Petraia
con brani e musica d’epoca eseguiti dal vivo
VILLA MEDICEA DELLA PETRAIA
Via della Petraia 38 – Castello – Firenze
14 – 15 – 16 – 17 Ottobre 2015
Spettacolo riservato a gruppi di 40 persone
con inizio alle ore 20,00 e 21,30
Regia di Sabrina Tinalli
Costumi di Giancarlo Mancini
Con (in ordine alfabetico)
Marcello Allegrini
Fabio Baronti
Luca Cartocci
Marcello Lazzerini
Sabrina Tinalli
Silvia Vettori
Ricerca musicale curata e cantata da Cinzia Borsotti
Antonino Siringo al pianoforte
intero 15,00 euro – ridotto 12,00 euro
info e prenotazioni tutti i giorni dopo le 14,00 al n. 333 2284784
I Salotti di Firenze Capitale
Edmondo De Amicis, sì proprio lui, l’autore del celebre “Cuore”, negli anni giovanili, fu inviato a Firenze per dirigere una rivista militare. Da poco la città era divenuta, fra non pochi contrasti, Capitale d’Italia. Di quegli anni intensi, di grande fervore e aspre polemiche, ne discorre lo stesso De Amicis con l’autore del testo, Marcello Lazzerini ( esperto ormai in interviste in-credibili con personaggi della storia), fornendoci un vivido ritratto del tempo e, in particolare, dei due salotti-rivali più famosi: il “Salotto rosso” di via de’ Benci di donna Emilia Peruzzi, moglie di Ubaldino, già ministro e Sindaco, fervente patriota dalla forte impronta intellettuale e quello di grande mondanità, di Madame Marie Studolmine Wyse Bonaparte, cugina di Napoleone III e moglie di Urbano Rattazzi, ex presidente del Consiglio. In questo nuovo suggestivo allestimento nella Villa della Petraia, residenza allora di Vittorio Emanuele II, da parte della Compagnia delle Seggiole di Fabio Baronti, insieme a Edmondo ed alle due grandi dame del tempo, così diverse e ugualmente intriganti, rivivono i personaggi che fecero la storia – politica, intellettuale e mondana, con gli immancabili pettegolezzi – di quei Salotti, di una Firenze che stava cambiando volto e d’Italia. Tra questi, oltre al giovane De Amicis, tenente e scrittore in erba, il poeta Giovanni Prati, la grande cantante lirica Adelina Patti ( colei che aveva incantato con la sua voce Abramo Lincoln) e il noto compositore Luigi Arditi. Un tuffo nel passato, in un anno – il 1869 – in cui stava per chiudersi la parabola di Firenze Capitale del Regno.
Selezione musicale
I brani musicali proposti sono stati o scritti durante gli anni di Firenze Capitale (1865/ 1871) o qualche anno prima, ma comunque eseguiti durante quel periodo con grande successo soprattutto nei salotti. A parte uno stornello del Gordigiani e una arietta di Rossini , gli altri brani sono stati selezionati dopo una minuziosa ricerca alla biblioteca Nazionale di Firenze attraverso la stampa dell’epoca e sono oggi perlopiù sconosciuti. Tutti hanno un legame con Firenze e la soprano, diva di allora, Adelina Patti, che firma la musica del pezzo che chiude la pièce, tra le pochissime cantanti compositrici dell’epoca.
Elenco dei brani (in ordine cronologico)
“Lascia stare il can che dorme”
( stornello toscano) – Luigi Gordigiani ( Modena 1806-Firenze 1860)
“L’orologio”
(scherzo per soprano e pianoforte) – Luigi Arditi ( Crescentino 1822- Hove 1903)
“Canzonetta spagnuola”
Gioacchino Rossini (Pesaro 1792-Parigi 1868)
“La danza d’amore”
(vals per voce e pianoforte)- Rodolfo Mattiozzi ( Firenze 1832- 1875)
“ Il bacio d’addio”
(testo versione originale di Lord Byron) – Adelina Patti ( Madrid 1843-Graig y Nos 1919)







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