Noto che l’articolo da me scritto a cui lei, sig. Luca, si riferisce, è stato per larga parte incompreso, a causa, a mio modesto parere, di un approccio prevenuto nei confronti di certe tematiche. Il termine “indifeso” che ho usato riferendomi a Papa Ratzinger, non intendeva connotare una impotenza generale del potere papale, ma era da contestualizzare alla situazione specifica del discorso di Ratisbona e delle vignette offensive nei suoi riguardi. “Indifeso” perchè pochissimi ( tra credenti e politici) hanno preso le sue difese. Conosciamo tutti invece la notevole influenza che ha la Chiesa Cattolica nel nostro tessuto civile e nell’ambiente politico, basti pensare al catechismo insegnato ai nostri bambini o assistere alla corsa frenetica intrapresa dai nostri politici per avere i primi posti di fronte all’ultimo discorso del Papa a Verona.
Inoltre il mio articolo non voleva assolutamente mettere in chiara luce il Cattolicesimo e oscurare l’Islam. Ricordavo solamente una verità incontrovertibile e cioè che il messaggio originario del Cristianesimo si basa sulla non violenza e sulla mitezza, mentre l’Islam può invocare le parole del Profeta per legittimare il ricorso alla violenza e alla guerra. Nel corso della storia le cose non sono andate in quella direzione e anche il Cristianesimo ha condotto guerre in nome di Dio ( seppur affiancate da principi economici e territoriali). Concordo con lei quando sostiene una eccessiva ingerenza della Chiesa e di alcuni suoi esponenti nella vita civile e politica italiana e anche io conosco musulmani che non tentano di imporre il proprio credo agli altri; ma così facendo è come parlare della storia con i “se” e con i “ma”.
Per quanto riguarda la frase che tanto l’ha sconvolta (il Papa in quanto rappresentante di Cristo sulla terra), vorrei citare la definizione che ci fornisce un dizionario di italiano ( penso che un dizionario sia abbastanza laico da non recarle disturbo): “Papa: il vescovo di Roma e capo della Chiesa cattolica, ritenuto dai fedeli vicario di Cristo in terra e successore di san Pietro”.
La mia esortazione era ovviamente riferita a coloro che si professano cattolici ( in particolar modo tra i politici) e sono rimasti muti di fronte agli attacchi subìti da colui che ritengono il rappresentante di Cristo in terra, e non agli atei o ai credenti di altre religioni perchè per loro, appunto, il sig. Ratzinger non rappresenta alcunchè.
Concordo infine con lei che il Cristianesimo ha avanzato per molto tempo un’arrogante pretesa di universalità, predicando poco un’ideologia di pace e molto più un’ideologia di guerra. Tuttavia credo che a partire dal XX secolo tale pretesa sia andata indebolendosi e si sia cominciato ad accogliere la separazione tra stato e religione. Ritengo che la laicità dello Stato, garantendo la libertà di culto, non sia in contraddizione con l’essenza del Cristianesimo, cosa che invece accade quando si parla di secolarizzazione totale che tende a eliminare la religione da ogni ambito pubblico. E questo va contro la nostra storia e le nostre tradizioni.
Stefano Casati

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