In politica i segni contano più delle parole e i messaggi lanciati dagli ex partner della maggioranza Conte-bis con la costituzione dell’intergruppo Pd-M5s-Leu al Senato appaiono assolutamente chiari ed importanti.
Innanzitutto questa decisione riafferma solennemente ed ufficialmente, in seno al governo e alla strabordante maggioranza, l’enorme peso parlamentare del “blocco ex-Conte”: una sorta di paletto -ineludibile- posto sul percorso del Draghi I°.
Ma c’è di più!
L’intergruppo appare una risposta ferma, puntuta e dura alle scelte compiute dal Presidente del Consiglio nella nomina dei Ministri.
Ciò sia per censurare la lesa maestà sottesa alla volontà del Presidente Mario Draghi di dare egual rappresentanza governativa a destra e sinistra (nonostante la natura istituzionale del nuovo Esecutivo), che per fra fronte allo sconquasso interno ingenerato dalle scelte del neo Premier sia nel PD con la rivolta delle “ragazze rosse” completamente escluse dagli scranni ministeriali, come nel Movimento 5 stelle lacerato dalla decisione di affidare il “loro” ministero ad un Ministro dalle ventilate simpatie renziane. Quel dicastero della transizione ecologica (da appena 80 miliardi di euro pari, circa, al 40% del Recovery Fund) tanto decisivo per il voto sulla piattaforma “Rousseau” e che i grillini ansimavano, da tempo, per una gestione “motu proprio”.
Insomma un intergruppo come elegante clava! Clava per Mario Draghi, ma anche clava per Giuseppe Conte e il suo programma di riforma elettorale proporzionale.
La riaffermazione dell’alleanza Pd-M5s-Leu con la costituzione dell’intergruppo parlamentare al Senato, infatti, appare la prova provata della volontà -a sinistra- di non procedere a nessuna riforma elettorale perpetrando una situazione politica della contrapposizione tra blocchi e della conclamata ingovernabilità: anche nella XVIII° legislatura tre governi in meno di 3 anni e tutti, elemento non da sottovalutare, presieduti da un Primo Ministro non eletto da nessuno.
Un ben servito alle proposte programmatiche del -mai nato- Conte-ter su cui, appena qualche settimana fa, M5s e Pd si erano immolati.
Daniele Marchetti

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