
Non c’è ormai programma di informazione che in qualche modo non si rivolga al caso Arcuri, ed al suo variegato arcipelago.
Il fatto rappresenta, a mio avviso, un esempio di allarmante deriva antropologica.
Tento di fornire, anzitutto a me stesso, una spiegazione del fenomeno, cercando di operare una applicazione delle “leggi fondamentali della stupidità umana” elaborate da Carlo M. Cipolla nel suo prezioso saggio ”allegro ma non troppo – le leggi fondamentali della stupidità umana “ ( ed. Il Mulino ).
La prima legge porta la seguente formulazione: “sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.
Non sembra necessiti particolari commenti; ognuno di noi ha un suo metro di misura riferito al proprio contenuto esistenziale.
Le seconda legge è così formulata: “la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona”.
Cipolla introduce così un criterio di distribuzione equitativa: nega infatti che la stupidità alligni principalmente tra le persone con limitata istruzione; questa è presente invece trasversalmente, in ogni gruppo inter-omogeneo, anche il più acculturato.
Con la terza legge l’autore Cipolla entra nel merito: distingue il genere umano in quattro categorie fondamentali: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi.
Prima di formulare la legge, svolge però delle considerazioni comparative, ipotizzando gli effetti del comportamento delle quattro categorie indicate, al momento in cui entrano in contatto tra loro.
Lo sprovveduto tendenzialmente potrà subire un danno procuratogli dall’intelligente o dal bandito. L’intelligente realizzerà un vantaggio anche per il proprio avente causa, a meno che non sia un intelligente-bandito. Il bandito potrà ottenere un vantaggio provocando, a seconda della propria intelligenza, un maggiore o minore danno a carico della propria vittima. Sullo stupido ci viene fornita da Cipolla la definizione attraverso la sua terza legge: “una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita”.
L’Autore fonda questa legge sul seguente ragionamento: “il fatto è che le persone ragionevoli hanno difficoltà a concepire ed a comprendere un comportamento irragionevole”, cioè quel comportamento che regolarmente uno stupido assume.
Domandiamoci allora cosa può accadere se un soggetto appartenente ad una delle quattro categorie indicate, sia anche una persona di potere; gli effetti che abbiamo considerato tenderanno ad incrementarsi in modo esponenziale.
E’ il momento questo di entrare nell’arcipelago Arcuri.
Il dr. Bonetti: non è senz’altro uno sprovveduto e tanto meno uno stupido. E’ senz’altro intelligente; c’è solo da domandarsi se sia anche bandito; almeno da quello che risulta dalle dilaganti notizie sarei portato a rispondere affermativamente.
Su tale premessa, che vuole essere solo una ipotesi di scuola, domandiamoci come avrebbe concretizzato la sua tendenza banditesca; il suo interlocutore appare indubbiamente Arcuri, salvo non considerare gli oltre 1.200 contatti intercorsi fra i due, come i media hanno riferito. Questi in quale categoria si colloca?
E’ uno sprovveduto?
Una persona che gestisce, con il potere assoluto di commissario straordinario, il contesto di una gravissima crisi sanitaria non solo nazionale, è difficile pensare che sia uno sprovveduto; come altrimenti potrebbe essere arrivato ad una tale posizione? Bisognerebbe sostenere che coloro che stanno sopra di lui sono ancora più sprovveduti; e se si accetta questo ragionamento c’è da mettersi le mani nei capelli.
Ipotizziamo allora che sia semplicemente stupido.
Questo potrebbe, dico potrebbe, salvare le persone che lo hanno posto a tali importanti incarichi; infatti per una persona intelligente e ragionevole è difficile entrare nella testa di uno stupido; a meno che chi era sopra ad Arcuri non abbia fatto affidamento proprio sulla di lui stupidità, contando di gestirne i comportamenti; non avrebbe però considerato che uno stupido, soprattutto se fornito di alto potere, non è gestibile. Insomma “uno stupido non sa di essere stupido”.
Su questo principio si fonda la quarta legge di Cipolla: “le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore”.
Rimane da considerare se Arcuri sia un bandito
In questo caso sarebbe anche intelligente, avendo ben organizzato una societas scelerum con Bonetti, con un simpatico equadoregno di cui non ricordo il nome e con la restante cricca di mediatori di mascherine.
Il quadro è completo e ciascuno si può divertire a tentare le più svariate combinazioni.
In ogni caso è difficile non sostenere che Arcuri sia od uno sprovveduto, od uno stupido od un bandito intelligente; non può comunque continuare ad occupare le attuali posizioni di potere.
A meno che chi è sopra di lui non sia più sprovveduto, più stupido o più bandito.
Carlo Eugenio Casini
Avvocato in Firenze

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