
Indignados, gli indignati, sono stati una novità della scena politica spagnola: senza capi, sono organizzati su internet, dichiarando di fare come in Tunisia o in Egitto, ma qui siamo in una democrazia dell’Europa. Giovani, almeno se contiamo per giovani anche i quarantenni, soprattutto precari, o mil euristas, cioè collaboratori a mille euro al mese. Non si dichiarano né progressisti né conservatori, e anzi contestano il “bipartitismo tossico” tra socialisti e popolari. Percepiscono infatti questi due partiti come “casta”, quindi uguali tra loro, separati entrambi dai cittadini comuni. In effetti, anche se gli indignados dicono che i partiti sono tutti uguali, la loro protesta ha avuto un effetto sulla politica spagnola che ha finito per mettere in imbarazzo i socialisti, mentre non ha toccato i popolari. Questi ultimi avevano richiesto che gli indignados venissero sgomberati con la forza dalle piazze (in nome della legge sul silenzio elettorale, essendo giornata di elezioni). Una cosa che il ministro dell’interno Rubalcaba si è ben guardato dal fare, rispettando una protesta pacifica anche se illegale a norma di legge. Così, mentre i socialisti hanno perso voti tra i giovani indignati, poco riconoscenti della mano di velluto del governo, i popolari hanno fato il pieno dei loro, contestando il governo molle e incapace, vincendo le elezioni locali e preparandosi a vincere anche quelle nazionali, dopo di che le politiche economiche saranno ancora più rigide e quelle sociali più esigue.
Più o meno, l’esito concreto delle iniziative degli indignados in Spagna è simile a quelle dei “grillini” in Italia (pensate per esempio alle recenti elezioni in Molise): non li confondiamo con i black bloc, non sono violenti, certo, ma non sono molto furbi; dove intervengono, la vittoria della destra è più facile.

Gentile sig. Lorenzi,
anche Lei probabilmente è male informato su Pensalibero. Quando noi combattevamo la delega in bianco ai partiti estorta a furor di leggi bipartisan, quasi tutti tacevano. Compresi i non ancora sorti grillini e indignados. Rispetto ai quali ci distinguiamo se non altro su un punto. Noi non siamo delusi perchè non ci eravamo illusi su questa classe sedicente politica.
MI PERMETTO DI non essere assolutamente d’accordo . La rete offre possibilità concrete di democrazia diretta , partecipazione diretta , individuale a attiva su problemi di tutti i tipi inerenti la vita sociale e politica. Ritengo molto consevatrice la necessità di mantenere la delega politica ai partiti, che sono inevitabilmente diventati una massa informe di impuniti privilegiati lontani dalle esigenze della gente. Il Mov. degli indignati , quello delle 5 stelle, sono realtà che non eroono voti a sinistra, si informi meglio. E poi anche se fosse , e chi se ne frega! e comunque , quando avrete finito la “demonizzazione” di questa visione, a favore – di fatto – di quella partitica e di delega politica, vi accorgerete che il movimento avrà acquisito consensi e capactà organizzativa tale da non essere più possibile fermare.Ci speriamo tutti.