Il professor Zarrillo ha decretato la morte clinica del virus, quell’infinitesimale essere che ha provocato la più grande tragedia dalla seconda guerra mondiale ad oggi.
Rimane l’immenso dolore per le vittime, per la povertà aumentata a dismisura in tempi rapidissimi, per i sogni svaniti di imprenditori, soprattutto piccoli, che hanno visto spazzato via il loro progetto di futuro, per i disoccupati, per gli uomini e le donne umiliati nella loro dignità.
Rimangono centinaia di pagine di DPCM che rimandano a migliaia di pagine di leggi, cui si assommano le ordinanze regionali, comunali, non so se provinciali, delle città metropolitane e quali altri carrozzoni elettorali.
Se i milioni di nuovi poveri mangiassero cartacce avremmo milioni di obesi.
Se la burocrazia generata dalla pandemia fosse denaro sonante avremmo creato il paradiso di Paperone.
Invece un manipolo di baciati da un grillo parlante, attorniati da centinaia di consiglieri, non ha prodotto un’idea che sia una per rilanciare il nostro Bel Paese.
Se le dichiarazioni sparate a raffica sui social fossero azioni concrete, lavoro, cambiamento, dovremmo avere tutti le tasche piene di contanti e i cuori accesi di grandi speranze per il futuro dei nostri figli.
Rimane invece l’amarezza dell’occasione perduta per cambiare in modo positivo la nostra società: i poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi e questo non solo in Italia, in tutto il mondo. Le diseguaglianze sociali si sono moltiplicate in maniera inversamente proporzionale alla statura politica media mondiale che tende sempre più al nanismo.
Il biondo aitante cotonato, il nostro vicino orecchio da elefante, l’olandese ragliante, tutti omaccioni da un metro e novanta e oltre, sono parsi i guardiani di Biancaneve in rapporto all’unica statista che di questi tempi e comunque la si pensi è degna di questo nome: Angela Merkel.
Lei, zero anteprime social, poche parole, solo fatti e i numeri sul Covid in Germania sono la conferma del suo netto stacco di capacità esecutiva rispetto all’improvvisazione imperante, è riuscita persino a farci scucire qualche miliardata di euro dall’Europa.
Attenzione, non per generosità, ma per lungimiranza, conscia che senza la capacità produttiva delle industrie terziste del nord Italia sarebbero andati in gravi difficoltà logistiche i grandi marchi meccatronici tedeschi, che senza il mercato Italiano il PIL del suo paese avrebbe avuto un picco negativo devastante e senza clamori e preavvisi ha calato la carta vincente.
Scomparsi dai radar internazionali i nostri “facebuccari”: il Paese della genialità e della fantasia governato dalla sterilità e dalla burocrazia.
Ve lo voglio raccontare: giovedì scorso ricevo una telefonata da un prefisso internazionale a me sconosciuto.
Decido di rispondere e sento dall’altro capo una voce amica: “ciao Fiorenzo, sono Nicola, ti chiamo da Larnaca come va?”……salto i convenevoli…”ti volevo ringraziare, dirigo una importante catena di hotel qui a Cipro, seguo sempre quello che scrivi su Pensalibero, l’ho portato al ministero del turismo e la tua idea di metà aprile di sostenere tutte le spese di rientro per i turisti che malauguratamente dovessero contrarre il virus qui da noi è stata promossa e stiamo avendo successo, grazie……”.
Non serve Einstein, un gruppo di “ragazzi” Trevigiani mi ha illustrato nei giorni scorsi un progetto di sanificazione che farebbe venire in vacanza in Italia sereno anche un turista più ipocondriaco del mitico Carlo Verdone.
A vuoto ogni loro tentativo di farsi ascoltare, idee disperse tra le paludi della burocrazia e chissà quante proposte intelligenti hanno fatto la stessa fine tra inedia, invidia, sottobosco, leccaculismo e ipocrisia, tutto purchè non sia meritocrazia.
Fiorenzo Da Ros

Lascia un commento